Tag: coronavirus

  • I Comuni si scambiano esperienze sull'aria indoor

    I Comuni si scambiano esperienze sull'aria indoor

    La pandemia di corona ha conseguenze anche per la gestione degli immobili pubblici. L'area della proprietà della città di Schlieren si è occupata intensamente della qualità dell'aria interna negli ultimi mesi. Come riferisce, ora ha formato un gruppo di esperienza dell'aria indoor insieme ad altre comunità. Al gruppo partecipano anche Aarau, Baden, Lindau ZH, Lucerna, Volketswil ZH e Zurigo. L' Università di scienze applicate di Lucerna sostiene il gruppo di lavoro. Schlieren è rappresentata nel gruppo da Philipp Ganz, responsabile della manutenzione della divisione immobiliare.

    Il gruppo di esperienza vuole ridurre al minimo il rischio di diffusione del coronavirus, in particolare nelle scuole e negli asili. Diversi studi hanno scoperto che un aumento del contenuto di CO2 nell'aria ambiente facilita anche la trasmissione di virus attraverso gli aerosol.

    La città di Schlieren vuole utilizzare l'esperienza maturata insieme ai suoi partner anche nei propri locali commerciali. La città gestisce il centro per l'innovazione e i giovani imprenditori .

  • «Il Ticino, luogo attrattivo per fare impresa»

    «Il Ticino, luogo attrattivo per fare impresa»

    Chi è Stefano Rizzi?
    Dal 1° gennaio del 2012 Stefano Rizzi è Direttore della Divisione dell’economia presso il Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino. Dopo aver conseguito la laurea in economia aziendale presso l’Università di San Gallo, con una specializzazione in piccole e medie imprese, ha lavorato nel settore privato e dal 2005 per l’Amministrazione cantonale. Tra i suoi ambiti di responsabilità figurano lo sviluppo economico, l’agricoltura, la sorveglianza del mercato del lavoro e disoccupazione e la proprietà fondiaria.

    Il Ticino, malgrado le varie crisi economiche e sanitarie, rimane un luogo interessante per fare impresa?
    Certo! In Ticino vi sono le condizioni ideali per fare impresa, grazie in particolare alla spiccata propensione all’innovazione del nostro Cantone. Vi sono infatti numerosi istituti di ricerca quotati a livello internazionale, di cui alcuni diventati dei veri e propri fiori all’occhiello del nostro territorio. Penso, tra gli altri, all’Istituto dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA), all’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), o al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS). Solo per fare un esempio, quest’ultimo ospita il super computer più potente d’Europa, denominato «Piz Daint».

    Sul nostro territorio vi sono anche molte aziende all’avanguardia, che operano con successo in diversi settori economici: dalle scienze della vita alla meccanica ed elettronica, passando dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione fino ad arrivare a settori emergenti quali il lifestyletech, che comprende gli aspetti tecnologici legati ad esempio all’alimentare, alla moda, al design, al turismo e alla salute. Da noi ci sono tante imprese innovative che, adottando tecnologie moderne, sanno farsi apprezzare nel mondo.

    Tutte queste eccellenze hanno trasformato il Ticino in un Cantone fortemente votato all’innovazione, al punto che un recente studio della Commissione Europea lo ha posizionato tra i leader dell’innovazione: si classifica nella top ten dei sistemi dell’innovazione a livello europeo e al secondo posto dopo Zurigo a livello nazionale.

    Questo risultato lusinghiero dimostra la bontà della strategia di sviluppo economico messa in atto dal Cantone, così come la qualità dell’ecosistema a favore dell’innovazione, concretizzato negli ultimi anni. Una strategia, quella perfezionata dall’Ufficio per lo sviluppo economico della Divisione dell’economia, che si regge su imprenditorialità, innovazione e messa in rete delle citate competenze presenti nel nostro Cantone a livello accademico, economico e istituzionale. Questi tre pilastri permettono alle diverse tipologie di imprenditori di trovare sul nostro territorio le condizioni ideali per sviluppare, grazie a misure di sostegno differenziate, progetti dai contenuti innovativi.

    In questo contesto uno strumento rilevante, che ha assunto negli anni un ruolo centrale, è la Legge per l’innovazione economica: con le sue diverse misure sostiene la ricerca e l’innovazione all’interno delle imprese per progetti di ricerca applicata – realizzati in collaborazione con gli istituti universitari – o per progetti d’investimento, con il fine di sviluppare prodotti e servizi innovativi da commercializzare su scala internazionale.

    Dato, però, che non siamo l’unico Cantone a puntare sull’innovazione, dobbiamo essere proattivi e lungimiranti nell’affrontare le sfide future. Per consolidare una crescita all’interno del più ampio contesto svizzero e per attrarre nuovi insediamenti, sono stati avviati importanti progetti che sviluppano sinergie sia con il nord delle Alpi, sia con il sud, in particolare con l’area economica della Lombardia. In questo quadro si inseriscono l’adesione, nel 2019, del Ticino alla Greater Zurich Area – organizzazione dedicata all’attrazione di aziende – e la più recente realizzazione della sede ticinese dello Switzerland Innovation Park. Questo progetto, iniziato nella primavera del 2021, è gestito dalla Fondazione Agire. Volgendo lo sguardo verso sud, recentemente è stata firmata una lettera d’intenti con MIND Milano Innovation District, il distretto dell’innovazione nato sul sedime di Expo Milano 2015.

    In questo modo si realizza la visione di un Ticino saldamente connesso all’asse dell’innovazione che va da Milano a Zurigo, ciò che ci permette di rafforzare la nostra competitività e di essere un luogo ideale per fare impresa.

    Ci ha parlato dello Switzerland Innovation Park. Quale ruolo avrà il Canton Ticino all’interno di questo contesto e quali benefici ne trarrà l’economia?
    L’adesione del Ticino allo Switzerland Innovation Park è perfettamente in linea con la strategia di sviluppo economico del Cantone che, come menzionato prima, mette al centro l’innovazione, l’imprenditorialità e la messa in rete delle competenze presenti sul nostro territorio.

    Grazie a questo importante progetto il Cantone Ticino potrà promuovere ulteriormente l’innovazione, soprattutto in settori strategici e orientati al futuro, rafforzando così la sua già consolidata posizione, a livello internazionale.

    Ne trarrà grande beneficio tutta l’economia: sarà facilitato l’insediamento di aziende all’avanguardia, di reparti di ricerca e sviluppo di aziende internazionali, nonché di start-up. La sede ticinese dello Switzerland Innovation Park potrà fungere da catalizzatore per la nascita e lo sviluppo di progetti innovativi, capaci a loro volta di attirare altre attività, e contribuirà a generare posti di lavoro interessanti. Inoltre, permetterà anche di attivare collaborazioni con le realtà economiche presenti nella grande regione di Zurigo, un obiettivo che il Cantone si era già posto con l’adesione alla Greater Zurich Area.

    Quali centri di competenza sono attualmente in esame in Ticino?
    L’ossatura dello Switzerland Innovation Park è rappresentata da centri di competenza. Scienze della vita, Droni e ICT si trovano in uno stadio di sviluppo avanzato mentre altre ini-ziative con potenziale futuro sono in valutazione. Questi centri di competenza contribuiranno a moltiplicare le occasioni di scambio tra aziende e istituti di ricerca in settori altamente tecnologici e daranno vita a nuovi progetti innovativi.

    Un tema molto attuale è la responsabilità sociale delle imprese, per il quale il DFE si è adoperato molto. A che punto siamo oggi?
    Recentemente, continuando il lavoro già in corso, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450 000 franchi per adottare misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese (CSR). In particolare è prevista l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile CSR. Si tratta di una misura che darà l’opportunità di disporre, direttamente nelle aziende e in maniera accresciuta, di figure professionali con le competenze necessarie per la messa in atto di buone pratiche, che potranno più facilmente confluire in un rapporto di sostenibilità. Inoltre, per continuare con l’attività di sensibilizzazione sul tema e sulle opportunità legate all’adozione di buone pratiche in ambito di responsabilità sociale delle imprese, è in programma l’organizzazione di attività ed eventi, come per esempio già fatto nel febbraio del 2020 con la Giornata dell’economia interamente dedicata al tema. Sarà così possibile favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese.

    Vorrei sottolineare che, durante l’emergenza nel nostro Cantone, non sono mancati gli esempi di iniziative in questo ambito, a dimostrazione che il Ticino si muove già da tempo verso uno sviluppo economico sostenibile: le imprese socialmente responsabili sono state le prime a scendere in campo, cercando di contribuire alla soluzione di problemi della comunità e del territorio. L’auspicio è che le aziende in futuro continuino a seguire questa direzione, adottando sempre più pratiche aziendali attente agli sviluppi economici, sociali e ambientali.

    Quanto ha impattato l’economia cantonale la pandemia da Coronavirus?
    La pandemia si è abbattuta sul nostro Cantone in modo totalmente imprevisto. Da un giorno all’altro abbiamo iniziato ad avvertire chiari segnali che qualcosa di molto grande si stava presentando, con conseguenze importanti certamente a livello sanitario, in primis, ma anche sociale ed economico. In particolare nei mesi di marzo e aprile del 2020 sono state adottate delle misure severe, che hanno chiesto sacrifici e sforzi, sia ai cittadini che alle aziende ticinesi.

    L’autorità, però, non ha lasciato soli né i cittadini né le imprese in difficoltà ed è da subito intervenuta mettendo in campo, in modo complementare tra Confederazione, Cantoni e Comuni, una serie di strumenti per attenuare l’impatto della pandemia sulla nostra società. Ne sono un esempio, tra gli altri, le indennità per lavoro ridotto, le indennità per perdita di guadagno, i crediti Covid-19, la prestazione ponte Covid, gli aiuti per settori specifici quali la cultura, lo sport e i media, la prestazione ponte Covid-19 e gli aiuti per i cosiddetti «casi di rigore».

    La pandemia ci ha messo di fronte a grandi sfide e difficoltà, certo, ma è proprio nelle crisi che occorre intravedere nuove opportunità. Opportunità di sviluppo e di crescita che in questo caso, come emerso anche dalle attività del Gruppo strategico per il rilancio del Paese, emergono soprattutto negli ambiti dell’innovazione, dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese: sono, questi, i settori su cui puntare per il rilancio economico, dove il Cantone Ticino, peraltro, detiene già molte carte da giocare.

  • GuestReady collabora con Airhosted

    GuestReady collabora con Airhosted

    Negli ultimi quattro anni, GuestReady si è affermata come specialista in sei paesi con i suoi servizi per i fornitori di affitti a breve termine, spiega un rapporto su Startupticker.ch. Nonostante le gravi battute d’arresto durante la pandemia di coronavirus, la start-up dell’Appenzello Esterno è riuscita a raccogliere “nuovi fondi” attraverso una campagna di finanziamento sciame alla fine del 2020. Vuole utilizzare GuestReady per lo sviluppo del mercato svizzero. “La Svizzera è diventata ancora più entusiasmante per noi grazie a Corona e agli effetti sul comportamento di viaggio”, si legge nel rapporto Alexander Limpert, co-fondatore di GuestReady.

    Per realizzare i piani, GuestReady collabora con la start-up di Zugo Airhosted . L’azienda gestisce affitti a breve termine in un totale di 18 città in Svizzera e mira a portare questa conoscenza specialistica nella partnership. GuestReady, a sua volta, doterà il partner “della tecnologia necessaria” e delle conoscenze specialistiche per conquistare anche società immobiliari e altri clienti aziendali.

    I due partner vogliono essere in grado di occuparsi di 500 proprietà in Svizzera entro la fine del prossimo anno. “Grazie a più ospiti locali, le destinazioni classiche in montagna, in particolare, stanno già mostrando di nuovo tassi di occupazione più elevati”, spiega Limpert nell’articolo. “Inoltre, il numero di proprietari di case vacanze che desiderano un servizio di noleggio professionale è in aumento”.

  • La domanda di condomini è più forte di prima di Corona

    La domanda di condomini è più forte di prima di Corona

    Secondo un rapporto sull’analisi del mercato domestico online, la domanda di condomini è diminuita leggermente nel complesso dal quarto trimestre del 2019 alla fine del terzo trimestre del 2020 nell’anno in esame, ma ha registrato un forte aumento della domanda nell’ultimo trimestre. Nell’analisi condotta dallo Swiss Real Estate Institute della Zurich School of Economics ( HWZ ) e dall’Associazione svizzera dell’industria immobiliare ( SVIT ) in collaborazione con la società immobiliare digitale homegate.ch , ciò si basa sul periodo di pubblicità più breve per i condomini offerti su Internet.

    Durante l’intero anno in esame, un appartamento in Svizzera ha dovuto essere pubblicizzato su una piattaforma online per una media di 86 giorni. Erano passati 60 giorni dalla crisi della Corona. Nel terzo trimestre del 2020, tuttavia, il tempo per la pubblicità è sceso al minimo storico di 52 giorni, nonostante un aumento dell’8% nel numero di annunci. I condomini sono attualmente più richiesti che mai, secondo l’analisi.

    Domanda e offerta sono state analizzate sulla base degli annunci sui sette principali mercati immobiliari svizzeri tra il 1 ° ottobre 2019 e il 30 settembre 2020 rispetto al periodo precedente. Nel periodo in esame dal 1 ° ottobre 2019 al 30 settembre 2020, sono stati offerti in vendita su Internet in tutta la Svizzera circa 91.387 condomini, il che corrisponde a un aumento del 19% rispetto al periodo precedente.

    Il professor Peter Ilg, capo dello Swiss Real Estate Institute presso HWZ, attribuisce l’aumento della domanda principalmente a due fattori: “Da un lato, il boom della domanda nel terzo trimestre è dovuto alla domanda differita rispetto ai trimestri precedenti, ma dall’altro è dovuto anche a un cambiamento di comportamento: vivere più bello è è diventato ancora più importante per molti svizzeri dopo il blocco ”, ha detto Ilg.

    Jens Paul Berndt, CEO di Homegate AG, ha dichiarato: “Abbiamo anche notato un forte aumento delle visite e delle richieste di contatto. Questo è un segno che il settore immobiliare è un investimento immobiliare popolare anche in tempi di crisi “.

  • Gli effetti della pandemia sull'industria e sull'edilizia si stanno indebolendo

    Gli effetti della pandemia sull'industria e sull'edilizia si stanno indebolendo

    Secondo una dichiarazione dell’Ufficio federale di statistica ( UST ), la produzione nel settore secondario in Svizzera è diminuita del 4,4% su base annua nel terzo trimestre del 2020. Allo stesso tempo, le vendite delle aziende svizzere dell’industria e dell’edilizia sono diminuite del 6,3 per cento. La pandemia di coronavirus continua così “a lasciare il segno nel settore secondario”, scrivono gli analisti di FSO. Rispetto al trimestre precedente, tuttavia, le flessioni sono state “solo circa la metà”.

    Nel settore industriale, la produzione è diminuita del 5,1% su base annua nel trimestre in esame. Nel corso dei tre mesi è stato osservato un indebolimento del calo. È stato il più forte a luglio con il 6,7%. In agosto la produzione è stata del 5,6% inferiore al valore dell’anno precedente, a settembre il meno si è indebolito al 3,8%.

    Nel settore delle costruzioni, la produzione è diminuita dello 0,4% nel terzo trimestre del 2020 rispetto al terzo trimestre del 2019. C’è stato un calo del 7,2% nella costruzione di edifici. Al contrario, la produzione nell’ingegneria civile e in altri settori dell’edilizia è aumentata rispettivamente del 4,6 e del 2,9%.

    Le vendite nel settore sono state inferiori del 7,9% nel trimestre in esame rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Nei singoli tre mesi sono stati osservati cali gradualmente più deboli tra il 9,7% a luglio e il 5,6% a settembre.

    Nel terzo trimestre del 2020, le vendite nel settore delle costruzioni sono diminuite dello 0,6% rispetto al dato dell’anno precedente. Qui l’intervallo variava da un meno del 6,9% nella costruzione di edifici a un più del 5,1% nell’ingegneria civile.

  • Coronavirus: il Consiglio federale presenta un rapporto di monitoraggio sulla situazione degli affitti aziendali

    Coronavirus: il Consiglio federale presenta un rapporto di monitoraggio sulla situazione degli affitti aziendali

    Il report Monitoraggio affitti commerciali arriva ai seguenti risultati:

    • Sulla base di un’analisi strutturale di Wüest Partner, ci sono circa 390.000 contratti di locazione di affari in Svizzera con un volume di locazione stimato di circa due miliardi di franchi al mese. Di questi circa 900 milioni di franchi sono destinati agli uffici, 500 milioni di franchi per il commercio e l’industria, 400 milioni di franchi per gli spazi commerciali e 200 milioni di franchi per l’ospitalità. Oltre ai 390.000 contratti di locazione, circa il 60% delle società gestisce la propria attività nella propria proprietà. Durante il periodo di limitazione massima tra il 17 marzo e il 26 aprile 2020, circa 113.000 locazioni sono state interessate dalle chiusure del Consiglio federale. L’affitto cumulativo degli immobili commerciali interessati dalla chiusura ammonta a 530 milioni di franchi al mese. Ciò corrisponde al 27 percento del volume di noleggio.
    • Un sondaggio rappresentativo di gfs.bern è giunto alla conclusione che la percentuale di inquilini che hanno avuto difficoltà a pagare l’affitto in relazione alle chiusure obbligatorie è passata dal 6 al 33 per cento nelle settimane del blocco. Ciò è particolarmente vero per la Svizzera occidentale e il Ticino. Il sondaggio ha anche mostrato che la maggior parte degli inquilini (circa il 60%) cercava soluzioni di soccorso e la maggioranza le aveva trovate. Gli accordi venivano raggiunti molto più spesso dei non accordi; per il lato inquilino il rapporto tra patti e non patti è di 3 a 2, per il locatore di 9 a 1. La stragrande maggioranza degli accordi è avvenuta prima delle decisioni parlamentari di giugno 2020. In quasi tre casi su quattro, gli accordi hanno comportato riduzioni dell’affitto.
    • Lo sviluppo economico sinora indica una rapida e forte ripresa economica. Il numero di fallimenti societari e il numero di nuove richieste nelle statistiche delle autorità arbitrali sono attualmente nel range usuale o al di sotto del livello dell’anno precedente.
    • In un confronto internazionale, si può vedere che la maggior parte dei paesi europei – come la Svizzera – si affida a misure di sostegno per garantire la liquidità delle attività interessate dalle chiusure. Raramente ci sono stati interventi in termini di diritto di locazione e, in tal caso, si trattava di una proroga dei termini di pagamento o di preavviso. Non sono previste riduzioni di canone legali negli undici paesi europei esaminati.

    Sulla base di questi risultati, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che attualmente esistono poche prove di difficoltà globali e territoriali nel settore degli affitti commerciali. Tuttavia, ciò non esclude la possibilità che ci siano costellazioni insoddisfacenti nei singoli casi. A seconda di come si sviluppa la pandemia, la situazione può peggiorare rapidamente.

    Pertanto il Consiglio federale si astiene attualmente dall’adottare misure (ad es. In ambito legislativo). Tuttavia, incarica l’Ufficio federale degli alloggi di proseguire il gruppo di lavoro sugli affitti commerciali e di discutere con i Cantoni eventuali aiuti in materia di consulenza e informazione. Perché l’esperienza ha dimostrato che le soluzioni regionali si adattano meglio alla situazione locale.

  • Il vertice immobiliare fa luce sul cambiamento

    Il vertice immobiliare fa luce sul cambiamento

    Il tema del cambiamento era già al centro del vertice immobiliare di quest’anno della Flughafenregion Zürich AG ( FRZ ) nel discorso di apertura di André Ingold. In particolare, il neoeletto presidente della FRZ ha presentato i circa 20 grandi progetti di costruzione pianificati o in costruzione nella regione aeroportuale, ha spiegato la FRZ in una comunicazione sull’evento. Ingold aveva evidenziato come esempio il pianificato distretto Steinacker a Kloten. Lungo la Glattalbahn verrà creata un’area urbana per 6.700 abitanti e 4.000 dipendenti.

    La FRZ è riuscita a conquistare Sigmar Gabriel, ministro federale di lunga data ed ex vice cancelliere tedesco (SPD), come oratore principale. L’ex politico di spicco, eletto nel Consiglio di vigilanza della Deutsche Bank a maggio, ha affrontato nel suo discorso le sfide per l’Europa come la Brexit, la pandemia di coronavirus e la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Riguardo alla Svizzera, Gabriel ha affermato che lo sviluppo della Svizzera ha indicato che “la strada intrapresa finora da questo Paese è stata quella giusta”. Il paese “si è sviluppato così bene grazie al suo rapporto stretto e rilassato con l’UE”, ha detto Gabriel.

    Tobias Straumann ha delineato il suo punto di vista sugli sviluppi del mercato immobiliare: “Nei prossimi uno o due anni, la probabilità di una crisi immobiliare è pari allo zero per cento”, si legge nello storico dell’economia nel comunicato stampa. Secondo lui, non c’è né uno shock sui tassi di interesse né una “rovinosa competizione spietata”.

    In altre presentazioni, imprenditori come André Wyss, CEO di Implenia AG , Christine Novakovic, CEO di UBS Europe SE , Romeo Deplazes, Division Manager Solutions e membro del management di Energie 360 ° AG , e Rudolf Tschopp, partner di Asia Green Real Estate, hanno presentato le strategie le loro aziende nell’affrontare i processi di trasformazione globale.

  • Credit Suisse: prime voci di un incidente nel mercato immobiliare

    Credit Suisse: prime voci di un incidente nel mercato immobiliare

    A causa della diffusione del virus corona, vari settori dell'economia sono in patria e all'estero. Non c'è modo di aggirare una recessione nel 2020, come concordano gli economisti della CS. L'unica domanda è quanto grave sarà la battuta d'arresto economica. È probabile che la durata del blocco determini l'entità dello shock economico. Questo a sua volta dipende da quanto tempo ci vuole per stabilizzare la situazione epidemiologica.

    Le vendite di nuove unità abitative sono in stallo
    Gli effetti della crisi del coronavirus non possono ancora essere risolti in modo definitivo. Nonostante le rinnovate paure di un incidente, il Credit Suisse considera il mercato immobiliare un'ancora stabile del mercato immobiliare. Tuttavia, secondo il CS, i promotori di condomini soffriranno di più. Se la crisi di Corona dura più a lungo del previsto, la vendita di nuove unità abitative si bloccherà notevolmente e causerà problemi di liquidità ai promotori. Dopo che la pandemia si è attenuata, è probabile che il mercato della proprietà della casa torni ai livelli pre-crisi relativamente rapidamente, ad eccezione del segmento del lusso.

    Insicurezza diffusa, aumento della disoccupazione
    Gli appartamenti stanno diventando sempre più importanti nei periodi di home office, di socializzazione e di ristoranti chiusi. Tuttavia, gli esperti di CS prevedono anche una domanda inferiore nel segmento degli appartamenti in affitto. La diffusa incertezza e l'aumento della disoccupazione influenzeranno anche la domanda di affitto. Si prevede che altri 7.000 a 8.000 appartamenti in affitto saranno disponibili a partire dalla data limite del 1 giugno di quest'anno. Gli economisti del CS si aspettano inoltre che il tasso di posti vacanti salga oltre il 2,9% e che la pressione sul chiedere agli affitti di aumentare leggermente. Poco cambierà per i proprietari di immobili con reddito da locazione che hanno portafogli immobiliari più grandi.

    Il mercato degli spazi per uffici si ferma
    Gli economisti della CS giungono alla conclusione che l'enorme incertezza significa che la ripresa del mercato degli spazi per uffici si ferma relativamente rapidamente. Si aspettano il collasso della domanda netta di spazi per uffici aggiuntivi. Lo spazio di vendita al dettaglio e i mercati alberghieri rischiano di mettersi al passo. Il blocco, o la mancanza di domanda da parte dei consumatori stranieri e domestici, garantisce – più tempo impiega il blocco – una sostanziale perdita di guadagno. La quota del settore retail e dell'industria alberghiera nel portafoglio totale del mercato immobiliare svizzero è solo del 5-6%. In altre parole, la battuta d'arresto per il settore immobiliare dovrebbe essere limitata.

    Avvertimento di una crisi imminente
    La crisi del coronavirus è uno shock raro nella storia economica. Se è comprensibile che le prime voci avvertano di una crisi o imminente crisi imminente nel mercato immobiliare. Tuttavia, gli economisti della CS giungono alla conclusione che la crisi della corona non scuoterà le basi del mercato immobiliare svizzero. Principalmente a causa della maggiore sicurezza dei redditi da locazione. Rispetto ad altri flussi di cassa, gli investitori staranno attenti a non voltare le spalle al mercato immobiliare. Al contrario: si tende ad aspettarsi un aumento della domanda. È indiscusso che ci saranno lesioni. Questi si concentrerebbero principalmente sui segmenti immobiliari commerciali e in particolare sul mercato degli spazi commerciali e sul settore alberghiero.

  • Il funzionamento del cantiere è limitato

    Il funzionamento del cantiere è limitato

    La salute e la sicurezza dei dipendenti, le misure adottate dalle autorità e le restrizioni alla vita pubblica incidono sulle attività operative di Implenia. Per questo motivo, i cantieri in Svizzera, Germania, Austria e Francia sono talvolta interrotti o chiusi. I lavori di costruzione in Svezia e Norvegia continueranno normalmente fino a nuovo avviso.

    Le attività quotidiane vengono mantenute il più possibile osservando le misure necessarie. Gli appuntamenti concordati con clienti, partner e vengono mantenuti ogni volta che è possibile e quando vengono eseguite le chiusure dei cantieri, le istruzioni ufficiali fanno tutto il possibile per proteggere i lavori di costruzione e garantire il cantiere per tutta la durata della chiusura.

    Ovunque vi sia una situazione straordinaria, vengono esaminate le misure necessarie. L'obiettivo è limitare il danno economico all'azienda, ai suoi clienti e partner e garantire posti di lavoro.