Quali sono dunque le aree di competenza in cui dovremo operare in sicurezza in futuro?
Molto può essere riassunto sotto il termine conoscenza tecnologica : le soluzioni sempre più basate su software richiedono, tra le altre cose, di occuparsi dell’adattamento dell’interfaccia e dell’integrazione web. Padroneggiare i linguaggi di programmazione potrebbe diventare un vantaggio competitivo individuale. Niente più campagne di marketing mirate senza know-how sull’analisi dei dati. E di certo non è sbagliato occuparsi di tecnologia blockchain e termini come DeFi e NFT…
Tuttavia, non si tratta solo della conoscenza tecnologica in sé, ma anche del corretto utilizzo della tecnologia e delle nuove possibilità digitali. Programmi applicativi basati su cloud e applicazioni per team virtuali stanno nascendo come funghi: senza un uso consapevole e una gestione mirata, questi aiutanti possono rapidamente diventare perditempo e acceleratori di burnout. Anche i “lavoratori ordinari” dovranno affrontare sempre di più il tema della sicurezza informatica.
Ultimo ma non meno importante, è necessaria una nuova comprensione della leadership e della collaborazione. Il pensiero gerarchico, spesso tradizionale, nel gruppo non ha certo le potenzialità di un moderno modello di leadership. Tuttavia, la pura cultura peer-to-peer di startup senza regole procedurali non è nemmeno la via d’oro. Ha bisogno soprattutto di consapevolezza e partecipazione, autonomia sensibile e responsabilità personale, nonché una nuova cultura dell’errore. I piani e le attività devono poter essere adattati in modo rapido e flessibile – da questo punto di vista, i metodi agili sono quindi un must nella gestione (di progetto) in futuro.
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