Tag: Megaprojekt

  • Tra visione e realtà

    Tra visione e realtà

    Neom e “The Line” in particolare sono stati progettati per diversificare l’economia del Paese e creare un’icona globale dello sviluppo urbano moderno. La città come megastruttura lineare di 170 chilometri senza automobili, alimentata interamente da energia rinnovabile e superlativi urbani, prometteva innovazione e attenzione a livello mondiale. Tuttavia, alla fine del 2024 è stato annunciato che “La Linea” sarebbe stata realizzata solo in una sezione di 2,4 chilometri, invece delle dimensioni originariamente previste. I progressi fino ad oggi si sono limitati all’accesso, alle infrastrutture, alle zone iniziali e alle singole strutture dimostrative. Poco del volume di costruzione previsto è visibile nel deserto.

    Sfide finanziarie e strutturali
    Il prezzo del petrolio saudita non è più sufficiente a coprire i requisiti di bilancio e a realizzare i megaprogetti nella scala originariamente prevista. Nella prima metà del 2025, il Regno ha registrato un deficit di bilancio di circa 25 miliardi di dollari USA. Allo stesso tempo, gli investimenti diretti esteri sono in fase di stagnazione, il che concentra la responsabilità ancora di più sul fondo di investimento pubblico PIF, le cui riserve e i cui profitti si sono ridotti in modo significativo negli ultimi anni. L’esplosione dei costi e le lacune operative nella gestione del progetto hanno inoltre messo in dubbio il progetto complessivo. Studi interni stimano ora il costo totale della “Linea” fino a 8,8 trilioni di dollari, molte volte superiore a quanto ipotizzato in precedenza.

    Divisione e ridistribuzione
    Il blocco della costruzione non solo ha comportato il trasferimento o la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, ma anche l’assegnazione di sottoprogetti chiave a nuove strutture. L’area “Trojena”, pianificata come stazione invernale e sede dei Giochi Asiatici Invernali del 2029, è stata posta sotto la supervisione del Ministero dello Sport. Il progetto industriale “Oxagon” è ora assegnato alla compagnia petrolifera statale Aramco. L’isola di lusso “Sindalah” è sotto il controllo del conglomerato turistico Red Sea Global dal 2024. I restanti sottoprogetti attivi ridurranno la quota totale di Neom nel fondo sovrano saudita a solo il sei percento. I massicci tagli al personale e il consolidamento delle strategie sottolineano i gravi cambiamenti.

    Conseguenze per la strategia futura dell’Arabia Saudita
    Il ridimensionamento del progetto faro sta mettendo a rischio i pilastri centrali della Vision 2030. Né il salto simbolico previsto verso una società ipermoderna, né l’indipendenza economica dal petrolio sono garantiti per il prossimo futuro. Eventi importanti come i Giochi Asiatici Invernali del 2029 o la Coppa del Mondo FIFA del 2034 sono messi a rischio. Con il suo cambio di rotta, la leadership del Paese sta anche dimostrando una maggiore consapevolezza dei limiti e delle realtà economiche. Si tratta di un punto di svolta che relativizza in modo permanente la pretesa di ruoli di leadership globale nella pianificazione urbana e nello sviluppo innovativo dello Stato.

  • Costruzione dell’edificio più grande del mondo

    Costruzione dell’edificio più grande del mondo

    Con un’altezza e una larghezza di 400 metri ciascuno, il Mukaab supererà di quasi venti volte l’Empire State Building di New York. I lavori di costruzione sono iniziati nello Stato desertico e il megaprogetto dovrebbe essere completato entro il 2030. Il cubo offrirà una varietà di appartamenti, negozi e strutture per il tempo libero, rafforzando la posizione di Riyadh come metropoli turistica emergente. L’Arabia Saudita sta investendo 50 miliardi di dollari nel nord-ovest della capitale per creare un nuovo paesaggio urbano.


    Realtà virtuale e intelligenza artificiale
    L’esterno del Mukaab sarà dotato di tecnologia di realtà virtuale per trasportare i visitatori in paesaggi affascinanti. All’interno, l’intelligenza artificiale creerà ologrammi e simulazioni che proietteranno luoghi e tempi diversi in scala mozzafiato. L’edificio diventerà così una sorta di parco avventura digitale che attirerà visitatori da tutto il mondo.


    Progetti prestigiosi con sfide
    Mukaab fa parte della “Vision 2030” del Principe ereditario Mohammed bin Salman, che mira a trasformare l’Arabia Saudita in una destinazione turistica globale e in un centro d’affari. Anche la città di Neom e il megaprogetto lineare “The Line” fanno parte di questo piano ambizioso. Tuttavia, i piani per “The Line” sono già stati notevolmente ridimensionati a causa di ostacoli logistici e finanziari. Invece di 170 chilometri, la struttura sarà lunga solo 2,4 chilometri entro il 2030. Non si sa se raggiungerà mai la capacità prevista per 9 milioni di persone.


    La Torre di Jeddah – una lunga storia di costruzione
    Un altro mega progetto, la Torre di Jeddah, era originariamente prevista come l’edificio più alto del mondo. Dopo anni di ritardi, l’altezza è stata ridotta da 1600 metri a 1007 metri. La costruzione è iniziata nel 2013, ma dopo una pausa di cinque anni, il progetto procede lentamente. La Jeddah Tower potrebbe essere completata al più presto nel 2029 e diventare il nuovo detentore del record.


    Critiche e polemiche
    Il Mukaab ha già suscitato polemiche. Il design del cubo gigante ricorda a molti la Kaaba della Mecca, il santuario centrale dell’Islam. Questa somiglianza sta causando critiche nel regno conservatore, in quanto alcuni cittadini considerano la costruzione irrispettosa.

    Resta da vedere se il progetto Mukaab sarà realizzato in tempo o se, come altri megaprogetti sauditi, incontrerà delle difficoltà. Tuttavia, le dimensioni e l’ambizione di questi progetti di costruzione mostrano la trasformazione che l’Arabia Saudita sta vivendo. Una trasformazione che è destinata a trasformare il Paese in un centro turistico e commerciale globale e che si estenderà ben oltre l’era del petrolio.