Tag: Mikroben

  • Biofilm nel lavandino come terreno di coltura per i patogeni

    Biofilm nel lavandino come terreno di coltura per i patogeni

    I lavandini non sono solo una parte quotidiana delle nostre case, ma sono anche potenziali terreni di coltura per microbi pericolosi. Secondo la Flinders University, negli scarichi e intorno ai rubinetti si formano i cosiddetti biofilm, rivestimenti viscidi di microrganismi che possono causare gravi infezioni. Questi microbi non provengono solo dall’acqua, ma sono spesso portati dai pazienti o dal personale che si lava le mani.


    Risultati sorprendenti dello studio
    Lo studio, pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, rivela che i lavandini delle abitazioni private presentano una maggiore diversità di batteri rispetto a quelli degli ospedali. Particolarmente preoccupante è la presenza più elevata di batteri della legionella nei campioni domestici, che possono causare la pericolosa malattia dei legionari. Questi batteri prosperano nei sistemi di acqua calda e rappresentano un rischio significativo per la salute.

    Misure igieniche:
    La
    chiave per la prevenzione delle infezioniLo studio sottolinea l’importanza di misure di pulizia e disinfezione accurate nei bagni, per ridurre al minimo il rischio di infezioni. Ciò è particolarmente importante negli ospedali, dove vengono assistiti pazienti con un sistema immunitario indebolito. Tuttavia, l’igiene dei bagni non deve essere trascurata nemmeno nelle abitazioni private, soprattutto nell’assistenza domiciliare.

    Harriet Whiley, Professore Associato presso la Flinders University, sottolinea che una pulizia regolare e accurata è necessaria per prevenire la formazione di biofilm e quindi proteggere la salute delle persone.

  • I microbi come centrali elettriche

    I microbi come centrali elettriche

    Con un approccio senza precedenti, il team del Professor Boghossian ha trasferito le proprietà di microbi esotici che vivono in condizioni anaerobiche e producono elettricità come sottoprodotto del loro metabolismo al diffuso e ben studiato batterio E. coli. Questa innovazione potrebbe aprire le porte ad applicazioni innovative in vari settori.


    Dalla natura al laboratorio
    I modelli naturali della ricerca, i microbi anaerobi, utilizzano percorsi metabolici unici per donare elettroni ai metalli e quindi generare elettricità. Questo meccanismo è stato implementato con successo nell’E. coli, che predestina il batterio a un’ampia gamma di applicazioni tecnologiche. Il trasferimento è stato complesso e ha richiesto l’inserimento di proteine speciali dai microbi elettricamente attivi nell’E. coli, che ha portato la capacità di produrre elettricità in laboratorio.


    Possibili applicazioni e vantaggi pratici
    L’E. coli modificata potrebbe essere utilizzata nelle celle a combustibile, nel trattamento delle acque reflue o come biosensore. Di particolare interesse è la potenziale applicazione nel trattamento delle acque reflue, dove i batteri non solo contribuirebbero a purificare l’acqua, ma potrebbero anche generare elettricità come sottoprodotto. Questi doppi benefici rappresentano un’opzione interessante per un’economia circolare in cui i prodotti di scarto vengono utilizzati in modo prezioso.


    Ricerca innovativa e collaborazione con l’industria
    Sostenuto dall’ambiente innovativo dell’EPFL e dall’opportunità di lavorare in modo trasversale, il team del Professor Boghossian continua ad esplorare le applicazioni pratiche dei batteri “elettrici”. Lo sviluppo di un prototipo per l’industria alimentare in collaborazione con una start-up di recente fondazione dimostra il potenziale commerciale di questa tecnologia. Questo impegno offre soluzioni industriali non solo scientifiche ma anche sostenibili, che possono contribuire a ridurre l’impronta di carbonio.


    Prospettive e interesse globale
    Sebbene la tecnologia sia ancora in fase di sviluppo, c’è già un crescente interesse da parte del mondo accademico e industriale. Il lavoro della professoressa Boghossian e del suo team è un esempio lampante di come la ricerca di base innovativa possa avere un impatto trasformativo sul nostro futuro energetico.