Tag: Museum

  • Come Glarona è diventata un gioiello architettonico

    Come Glarona è diventata un gioiello architettonico

    Quando lo storico dell’arte e diplomatico Gustav Schneeli stava cercando una sede per il proprio museo nel 1942, trovò il luogo perfetto a Glarona. L’Associazione d’Arte di Glarona, che aveva preso in considerazione l’idea di un proprio museo da decenni, riconobbe l’opportunità di una collaborazione. Schneeli mise a disposizione le sue opere di influenza simbolista e impressionista e promise 250.000 franchi per una fondazione. La prima pietra dell’attuale Kunsthaus.

    Chiarezza architettonica con visione
    Dopo la morte di Schneeli nel 1944, l’architetto Hans Leuzinger sviluppò un progetto di notevole coerenza. Il percorso conduceva da approcci classici, attraverso numerose variazioni, fino a un progetto illuminotecnico finemente sintonizzato. Le influenze scandinave, gli accurati sopralluoghi e la lungimiranza creativa hanno dato vita a un edificio che si è consapevolmente allontanato dalle intenzioni rappresentative monumentali e si è inserito con sensibilità nel bacino della valle di Glarona.

    Ostacoli politici, trattative pazienti
    La realizzazione è stata tutt’altro che semplice. Le controversie sull’ubicazione, i ritardi causati dalla guerra, le voci critiche dell’amministrazione e della comunità degli eredi, nonché la minaccia di ritiro della fondazione, misero a rischio il progetto in diverse occasioni. Solo grazie all’abilità diplomatica, alla persuasione architettonica e all’impegno instancabile, la costruzione poté iniziare l’ultimo giorno possibile, il 15 luglio 1950.

    L’arte e l’architettura come segno dei tempi
    L’apertura nel 1952 non fu solo un successo architettonico, ma anche un forte segnale per Glarona come centro culturale. L’atteggiamento culturale si manifestò in un edificio semplice ma espressivo, che continua ad avere un impatto anche oggi. La ricerca dell’architetto Reto Fuchs rivela questo capolavoro e la sua movimentata storia di costruzione. La Kunsthaus Glarus è sinonimo di architettura magistrale, del coraggio di prendere posizione e dell’idea di pensare in grande alla cultura nelle aree rurali.

  • Il Museo la invita alla Giornata del vuoto di Langmatt

    Il Museo la invita alla Giornata del vuoto di Langmatt

    La ristrutturazione di due anni del Museo Langmatt di Baden inizia il 1° marzo. Il museo invita il pubblico a visitarlo domenica 25 febbraio, in occasione della Giornata del Vuoto di Langmatt. Il pubblico potrà circolare liberamente con ingresso gratuito e visitare tutte le sale, comprese quelle che in precedenza non erano aperte al pubblico, secondo un comunicato stampa. La Giornata dello Svuotamento di Langmatt offre una visione spettacolare, dalla cantina alla soffitta, prosegue il comunicato.

    Il direttore Markus Stegmann e l’assistente curatore Daniela Minneboo guideranno i visitatori in un tour di 40 minuti del Langmatt vuoto alle ore 14.00, 15.00, 16.00 e 17.00. I bambini dai cinque anni in su potranno fare un tour di 15 minuti alla scoperta della casa con la mediatrice artistica e culturale Vera Horat alle ore 15.00, 16.00 e 17.00.

    Per completare il restauro, è stato necessario riequilibrare con cura e trasportare in un deposito esterno circa 2.500 manufatti e dipinti storici e innumerevoli oggetti di uso quotidiano, dalla famosa ‘treccia’ di Renoir all’ultima caffettiera. Tutte le stanze hanno dovuto essere svuotate, anche le biblioteche storiche, le tende e i lampadari di cristallo hanno dovuto lasciare i loro posti originali.

    La cerimonia di apertura del cantiere per la ristrutturazione avrà luogo venerdì 1 marzo. Sotto la direzione degli architetti di Zurigo Ernst Niklaus Fausch Partner AG, il Langmatt, compreso il parco, sarà trasformato in un cantiere. Durante i due anni di ristrutturazione, sono previste visite occasionali al cantiere da parte del pubblico e laboratori tematici per le classi scolastiche.

    Prima che tutti gli oggetti ritornino nel Langmatt appena rinnovato, nella primavera del 2026, una giornata nel ‘nuovo’ Langmatt vuoto darà al pubblico l’opportunità di confrontare le differenze con il ‘vecchio’ Langmatt, secondo il comunicato stampa del museo.