Tag: PFAS

  • PFAS nelle macerie degli edifici

    PFAS nelle macerie degli edifici

    Ogni anno in Svizzera vengono prodotti circa 7,4 milioni di tonnellate di rifiuti edili minerali, con demolizioni, ristrutturazioni e nuove costruzioni che aumentano ulteriormente le quantità. Non sono solo l’amianto e i PCB ad essere problematici, ma anche i PFAS (sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate). Queste sostanze chimiche sono considerate cancerogene e si accumulano nel corpo umano.

    Uno studio dell’Università di Berna ha trovato fino a sette sostanze PFAS in 20 campioni di materiale di demolizione, alcuni in concentrazioni fino a 5 microgrammi per chilogrammo. Sebbene le quantità siano considerate basse, il team di ricerca raccomanda ulteriori indagini. Le discariche di solito non sono sigillate, i PFAS possono essere dilavati e quindi entrare nelle acque sotterranee, dove inquinano la catena alimentare e l’acqua potabile.

    Misurazioni e nuovi standard
    L’Associazione svizzera dei materiali da costruzione e l’Ufficio federale per l’ambiente stanno collaborando con i Cantoni e con laboratori indipendenti per determinare la contaminazione da PFAS nelle cave di ghiaia, negli impianti di calcestruzzo e negli edifici esistenti. L’indagine sta per essere completata. I risultati saranno incorporati in una guida pratica per affrontare i PFAS. Il Governo federale sta pianificando dei valori limite per i PFAS nei siti contaminati e nei rifiuti entro il 2026, che le imprese edili dovranno rispettare in futuro.

    Nell’ingegneria civile, l’Ufficio federale delle strade ha raccomandato di evitare per il momento le sostanze contenenti PFAS. A causa della mancanza di una legislazione, Astra non è ancora in grado di imporre alcun divieto, ma sta lavorando su liste di controllo per i prodotti da costruzione privi di PFAS.

    Rischio per la salute ed economia circolare
    L’Ufficio federale della sanità pubblica sta monitorando il problema dei PFAS negli spazi interni e avverte della sua persistenza. I PFAS si legano ai materiali per lungo tempo e diventano problematici quando vengono abrasi e inalati, ma finora sono stati meno rilevanti nell’ambiente di vita, in quanto la fonte principale rimane il cibo. Secondo le autorità, il rischio di esposizione da macerie di edifici e discariche è maggiore. Questo perché l’acqua piovana lava i PFAS nelle acque sotterranee e quindi nella catena alimentare. Anche se il percolato viene tecnicamente purificato, il rischio di contaminazione incontrollata rimane.

    L’Associazione dei materiali da costruzione sottolinea che la riciclabilità dei materiali da demolizione è messa in pericolo dai nuovi valori limite. Allo stesso tempo, l’industria vuole mantenere le sostanze chimiche fuori dal ciclo. La rimozione e lo smaltimento professionale sono possibili, ma chiede al Governo federale linee guida chiare e realizzabili.

    PFAS nei terreni svizzeri
    Un recente studio svizzero mostra che i PFAS possono essere rilevati in tutti i terreni, anche nelle aree forestali e montane più remote. Le fonti puntuali, come i campi di addestramento per gli estintori e gli impianti di galvanizzazione, aumentano l’inquinamento locale. I terreni agricoli, in particolare, contengono alti livelli di PFAS, spesso causati dai fanghi di depurazione utilizzati come fertilizzanti. Il gran numero di applicazioni rende difficile rintracciare l’origine.

    Dibattito politico sui PFAS
    Dopo il rilevamento di PFAS nella carne del Canton San Gallo e i primi divieti, anche il Parlamento ha affrontato la questione. Le autorità e l’industria stanno lavorando insieme su un mix di misure per proteggere la popolazione e l’ambiente. Il Ministro dell’Ambiente Albert Rösti sottolinea la gravità della situazione. Il Governo vuole rispondere con valori limite, linee guida e controlli più severi.

  • Nuovi acidi di silicio potrebbero distruggere le “sostanze chimiche eterne”

    Nuovi acidi di silicio potrebbero distruggere le “sostanze chimiche eterne”

    Le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate, in breve PFAS, sono considerate “sostanze chimiche eterne”, in quanto non si degradano nell’ambiente. Il loro legame carbonio-fluoro altamente stabile resiste alla luce, all’acqua e ai microrganismi. È proprio qui che entrano in gioco i super acidi di Lewis di nuova concezione. Mostrano un’estrema “avidità di elettroni” e attaccano direttamente le strutture resistenti dei PFAS.

    Produzione complessa con un grande impatto
    Per molto tempo, questi composti sono stati considerati solo un concetto teorico. Solo metodi innovativi come la protolisi hanno reso possibile la loro produzione sintetica. I processi collaudati della chimica del carbonio sono stati trasferiti al silicio. Gli esperimenti erano altamente sensibili. Dovevano essere eseguiti in un’atmosfera di gas inerte, poiché anche le minime tracce di ossigeno o acqua avrebbero impedito le reazioni.

    La meccanica quantistica fornisce la chiave
    Per la prima volta, la forza di queste molecole è stata completamente prevista utilizzando la meccanica quantistica. Questi calcoli non solo hanno confermato l’estrema reattività, ma hanno anche permesso una comprensione precisa dei meccanismi. I metodi spettroscopici come l’NMR hanno convalidato le previsioni. La combinazione di teoria ed esperimento è quindi una pietra miliare nella ricerca sulla catalisi.

    Catalizzatori per la protezione dell’ambiente
    I nuovi super acidi di Lewis si comportano come catalizzatori. Cambiano durante la reazione, ma si rigenerano di nuovo e non si consumano in modo permanente. Ciò significa che quantità minime sono sufficienti per rendere innocui i composti PFAS altamente tossici… Un vantaggio decisivo rispetto agli approcci precedenti.

    Con i super acidi di Lewis a base di silicio, per la prima volta è possibile trovare una soluzione realistica al problema globale dei PFAS. Potrebbero diventare uno strumento chiave per il riciclaggio, la chimica verde e la protezione dell’ambiente e della salute.

  • Economia circolare nell’industria edile

    Economia circolare nell’industria edile

    La decarbonizzazione dei processi industriali è un approccio chiave per ridurre le emissioni di CO₂. Una roadmap industriale qui presentata serve da guida alle aziende per identificare e implementare le misure adeguate.


    Ottimizzazione del calcestruzzo come materiale da costruzione
    L’uso sostenibile del calcestruzzo richiede l’ottimizzazione delle sue proprietà e un utilizzo mirato in linea con le sue prestazioni. Al termine della vita utile di un edificio, si devono considerare attentamente opzioni come il rinnovo, la ristrutturazione, la demolizione con riutilizzo dei componenti o il riciclaggio.


    Gestione degli inquinanti nell’economia circolare
    Una gestione efficace degli inquinanti è essenziale per un’economia circolare sostenibile. Ciò include sia il concetto di smaltimento del cliente durante la pianificazione dello smantellamento, sia la separazione dei materiali e degli inquinanti durante il trattamento dei materiali.


    Gestire i PFAS
    I composti alchilici per- e polifluorurati (PFAS) rappresentano una sfida particolare a causa della loro longevità e ubiquità. L’evento ha fatto luce sulle possibilità e sui limiti di trattare questo gruppo di sostanze.


    Progetti innovativi di decarbonizzazione
    Un momento saliente è stata la presentazione del forno di fusione elettrico più grande del mondo per la lana di roccia. Questo progetto mostra come la decarbonizzazione viene implementata nella pratica e il potenziale che si nasconde nella produzione di lana di roccia. L’evento autunnale 2024 ha sottolineato l’importanza di un’economia circolare sostenibile e ha offerto soluzioni pratiche per il settore edile.