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  • Lo spazio economico ticinese tra energia, edilizia e investimenti

    Lo spazio economico ticinese tra energia, edilizia e investimenti

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    In occasione del 108° immoTable Ticino a Savosa, i rappresentanti dell’industria immobiliare, dell’energia, della pianificazione e degli investimenti hanno discusso del futuro della regione economica ticinese. L’attenzione non si è concentrata solo su singoli progetti, ma anche sulla questione fondamentale di come il Ticino possa continuare a svilupparsi come moderna piazza economica e immobiliare.

    Dalla discussione è emerso chiaramente che il Ticino oggi è molto più di una regione di vacanze e di seconde case. L’alta qualità della vita, la posizione strategica e l’entusiasmante potenziale di sviluppo incontrano le sfide in termini di processi, spazi abitativi, mobilità e cooperazione regionale.

    Roberto Fantoni di Volta RE ha mostrato quanto sia cambiato il mercato dell’energia. Mentre la tariffa di alimentazione per l’elettricità fotovoltaica è diminuita massicciamente negli ultimi anni, stanno emergendo nuovi modelli per i proprietari di immobili, i comuni e gli sviluppi del sito sotto forma di comunità energetiche, associazioni virtuali e comunità elettriche locali. In particolare, i nuovi modelli CLE a partire dal 2026 potrebbero avere un impatto duraturo sul mercato immobiliare. Allo stesso tempo, è emerso chiaramente che i proprietari di immobili e le amministrazioni sono sempre più alla ricerca di soluzioni che riducano i costi energetici, migliorino l’efficienza energetica degli edifici e semplifichino gli investimenti.

    Monique Bosco-von Allmen della CASSI ha posto al centro dell’attenzione la questione abitativa. Ha chiarito che il Ticino è in forte ritardo rispetto al resto della Svizzera per quanto riguarda la costruzione di alloggi non a scopo di lucro e che la discussione sugli alloggi a prezzi accessibili, sui cambiamenti demografici e sulle forme abitative sostenibili sta diventando sempre più importante. Tra i temi discussi vi sono stati la gentrificazione, l’aumento dei costi degli affitti, la bassa percentuale di alloggi non profit e la questione di come i politici, i comuni e gli attori privati possano collaborare per promuovere nuovi modelli abitativi. Allo stesso tempo, è stato sottolineato che l’abitazione è molto più di un semplice tetto sopra la testa, ma è strettamente legata all’equilibrio sociale, al dialogo intergenerazionale e alla qualità della vita.

    Manuel Gamper di Leading Investors ha presentato il Ticino dal punto di vista degli investitori nazionali e internazionali. Il Ticino rimane attraente, ma si trova in un contesto di mercato più esigente che richiede una professionalità, una competenza dei dati e un pensiero strategico decisamente maggiori. Capacità di pianificazione, velocità, volumi maggiori e un ecosistema professionale lungo l’intera catena del valore immobiliare sono particolarmente importanti. Allo stesso tempo, è emerso chiaramente che, nonostante le dimensioni limitate del mercato, il Ticino ha rendimenti interessanti e un notevole potenziale di sviluppo se i progetti sono di alta qualità, flessibili e a lungo termine.

    Il futuro della regione economica ticinese non sarà deciso solo da singoli progetti edilizi o investimenti, ma dalla cooperazione, dalla qualità, dall’innovazione e dalla capacità di pensare insieme a sviluppo economico, energia, mobilità e abitazioni.

    Il prossimo immoTable si terrà il 18 giugno 2026 presso lo StartUp Space di Schlieren.

  • Norman Gobbi punta sulla sostenibilità in Ticino 

    Norman Gobbi punta sulla sostenibilità in Ticino 

    Signor Gobbi, da poco è responsabile dell’edilizia nel Cantone Ticino. Quali sono le sue prime priorità in questo ambito?
    «Nel mio nuovo ruolo di responsabile della Divisione delle costruzioni, che ricopro dal 1° settembre, la priorità è di avviare contatti con tutti i principali attori del settore edilizio in Ticino, per comprendere la loro visione della situazione attuale e delle prospettive – a breve, medio e lungo termine.»

    Come intende rendere la pianificazione del territorio in Ticino più sostenibile, in particolare nel delicato equilibrio tra densificazione e protezione del paesaggio?
    «Il Canton Ticino ha una conformazione geografica molto diversa da quella dei Cantoni dell’Altopiano. Tutto si concentra nei pochi metri quadrati dei fondovalle, già fortemente antropizzati nel corso del XX secolo: questo rende molto difficile conciliare tutte le funzioni che il territorio deve svolgere, e garantendo al contempo il massimo grado possibile di sostenibilità e di qualità di vita. La chiave sta in una pianificazione lungimirante, oltre alla pazienza di rimediare rimediare, passo dopo passo, agli errori ereditati dal passato.»

    Che ruolo gioca il cambiamento climatico nella sua politica edilizia? Ci sono piani concreti per un’edilizia resistente al clima nel Cantone?
    «Il Ticino si estende dai 200 agli oltre 3’000 metri di altitudine ed è quindi particolarmente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. Il Consiglio di Stato ne è consapevole e ha inserito la mitigazione di questi fenomeni fra gli obiettivi del suo programma di lungo periodo.»

    Qual è la sua posizione sulla promozione dell’uso del legno e della costruzione modulare nell’edilizia pubblica?
    «Oltre il 50% della superficie del nostro Cantone è coperto da foreste. È quindi evidente il nostro interesse a promuovere l’utilizzo di questa risorsa, abbondante e di alta qualità. Lo Stato c’è e farà la sua parte in questo ambito: mi aspetto inoltre impulsi creativi dalla nostra Accademia di architettura e, ovviamente, una crescente sensibilità da parte dell’economia privata.»

    Lo spazio abitativo nel Ticino sta diventando sempre più scarso e costoso. Quali strategie intende adottare per creare alloggi a prezzo accessibile?
    «La nostra Costituzione affida la gestione di questi temi, in primo luogo, ai Comuni: la considero una scelta saggia, visto che le autorità locali conoscono a fondo ciò che accade sul territorio e possono quindi reagire tempestivamente alle trasformazioni del contesto abitativo. Detto questo, il Cantone segue la questione con la massima attenzione ed è pronto a intervenire a livello normativo, laddove sia opportuno farlo.»

    Come intende collaborare con i Comuni per garantire una pianificazione territoriale coerente e uniforme?
    «La nuova Legge federale ha cambiato completamente il paradigma e il Ticino l’ha recepita nel suo Piano direttore: è evidente che – per i motivi legati alla conformazione del territorio di cui ho parlato – il tema della densificazione è particolarmente delicato per il nostro Cantone. L’attuazione di questa strategia richiederà un ampio dibattito sia tra le istituzioni sia all’interno della società nel suo insieme.»

    Nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda, le promozioni economiche sono molto attive. Quanta energia investe il Cantone e i singoli distretti, rispettivamente, le regioni economiche nel posizionamento e cosa fanno concretamente?
    «Il Ticino lavora costantemente per posizionarsi come una regione dinamica e aperta all’innovazione. Ci troviamo a poco meno di due ore dai poli economici di Zurigo e Milano, e in futuro possiamo ambire ad accogliere realtà che vogliono rimanere connesse al dinamismo di queste metropoli senza doverne per forza subire gli svantaggi in termini di qualità di vita.»

    Quali insegnamenti trae dal suo periodo come direttore della sicurezza per il suo nuovo ruolo nel settore delle costruzioni?
    «L’attenzione per la sicurezza è una «forma mentale», e aiuta in tutte le situazioni della vita – specialmente nelle professioni in cui le persone rischiano infortuni gravi o addirittura mortali. Sarà quindi per me una priorità rafforzare la consapevolezza su questi argomenti e cercare di tendere a un settore dell’edilizia in cui le persone possano lavorare senza mai dovere temere per la propria incolumità.»

    Come gestisce il passaggio da un’area fortemente incentrata sulla sicurezza a un settore più tecnico?
    «Il nostro sistema di milizia stimola a essere «amatori illuminati», evitando una specializzazione eccessiva e mantenendo la consapevolezza che l’attività dello Stato non è fatta di compartimenti stagni, ma di organi interconnessi, che devono lavorare in costante dialogo.»

    Vede il suo nuovo ruolo come un compito a lungo termine o piuttosto come una soluzione temporanea fino alla fine della legislatura nel 2027?
    «Come ho detto più volte, la gestione del territorio è la mia grande passione dopo quella per le istituzioni.»

  • deltaVERDE

    deltaVERDE

    Premessa
    deltaZERO è «un gruppo di progettisti nei settori dell’architettura e dell’urbanistica che si prefigge l’obiettivo di costruire edifici e città per l’uomo del 21° secolo». Il gruppo è leader in Svizzera nella progettazione di edifici a zero emissioni e ha sviluppato alcuni edifici-prototipo autopromossi, verificando così direttamente i sistemi proposti nei progetti dello studio.

    Nel 2008 l’edificio deltaZERO a Paradiso ha proposto un nuovo standard per gli edifici a basso consumo energetico del futuro, caratterizzati da flessibilità e trasparenza. È stato seguito deltaROSSO, un edificio-prototipo, una palazzina locativa ad uso misto residenziale-amministrativo, insignita del premio speciale dell’Agenzia Solare Svizzera 2019 per il miglior edificio plurifamiliare ad energia positiva

    Ora il «banco di prova» è rappresentato dal complesso deltaVERDE, nel quale vengono ulteriormente sviluppate le caratteristiche già proposte nei prototipi precedenti.

    Caratteristiche
    Il complesso di 5’000 m2 e 86 posti auto, è caratterizzato da due volumi abitabili collocati su uno zoccolo che funge da autorimessa depositi e locali tecnici.

    Il terreno, di proprietà degli azionisti di deltaZERO, è a beneficio di una licenza edilizia cresciuta in giudicato.

    L’edificio nel rispetto della filosofia di deltaZERO è stato sviluppato per presentare le seguenti caratteristiche:
    -rispetto dell’ambiente, quindi nessuna emissione in atmosfera e produzione di energia superiore ai consumi
    -superiore ai consumi
    -massima flessibilità, grazie a un concetto modulare di progetto con conseguente possibilità di modificare destinazione e partizioni a seconda delle richieste del mercato; facilità di trasformazione in ogni momento grazie al pavimento tecnico radiante smontabile di concezioni deltaZERO
    -alto comfort abitativo, con ventilazione
    continua, grandi superfici radianti caldo e freddo con conseguente ridotto delta di temperatura nella distribuzio-
    ne, aria filtrata e ionizzata, domotica

    Ubicazione
    Chiasso è un comune a pochi chilometri dai laghi di Lugano e Como e in prossimità delle loro numerose attrattive; è l’ubicazione ideale per chi vuole vivere tranquillo e al contempo connesso con le reti di servizi e trasporti locali e internazionali.

    deltaVERDE è situato in via Sottopenz, a pochi passi dal centro storico e immerso nel verde del Parco della collina del Penz, con i suoi percorsi ombreggiati e rilassanti che offrono possibilità di svago nella natura.

    L’ubicazione è strategica dal punto di vista logistico: in pochi minuti a piedi si raggiungono la stazione ferroviaria, la piazza centrale del Comune e tutti i servizi. La posizione va quindi incontro alle richieste di una clientela giovane che desidera una vita libera dall’uso costante dell’automobile, anche se l’autostrada si trova in prossimità.

    Innovazione
    Integrazione di tecnologie per il risparmio energetico e per la produzione di energia.

    Implementazione di nuovi concetti atti a garantire la flessibilità di destinazione e d’uso degli spazi in base alle esigenze in continuo mutamento dell’utente contemporaneo.

    I sistemi tecnologi d’avanguardia adottati comportano zero emissioni e zero consumi, massima flessibilità e un alto comfort e garantiscono quindi di conseguenza la tenuta del valore commerciale dell’immobile anche sul lungo periodo.

    Energia positiva
    deltaVERDE produce più energia di quanta ne consumi grazie a:
    -una progettazione attenta alla massa e all’isolamento termico ottimale
    -una produzione energetica con due termopompe reversibili
    -collettori solari e pannelli fotovoltaici integrati nell’involucro dell’edificio

    Comfort
    -illuminazione ottimale garantita da ampie vetrate
    -aria pulita grazie alla ventilazione
    continua con filtraggio e ionizzazione dell’aria
    -raffrescamento estivo e deumidificazione dell’aria
    -attivazione termica della massa del tetto
    -domotica e possibilità di modifica rapida dell’impianto elettrico secondo le esigenze dell’utente grazie al pavimento sopraelevato smontabile

    Flessibilità
    Scelta di un sistema costruttivo che permette di suddividere gli spazi secondo le necessità dell’utente e di adattarli durante l’intero ciclo di vita dell’edificio alle esigenze della residenza e del lavoro, in continua trasformazione.

    Gli spazi possono quindi ospitare appartamenti, uffici o soluzioni miste ed essere facilmente modificati; ogni piano è suddivisibile in un numero flessibile di unità, a seconda delle esigenze.

    Costi contenuti
    Nonostante le caratteristiche eccezionali dell’edificio per tecnologia, comfort e materiali impiegati, attraverso un progetto lineare e modulare si intende immettere sul mercato spazi residenziali e/o amministrativi di altissima qualità in uno stabile a energia positiva con costi in linea con il mercato medio locale. Tale filosofia di progetto si traduce in un mantenimento del valore dell’edificio sul lungo periodo, nonostante i cambiamenti climatici in atto e i mutamenti delle esigenze degli utenti caratteristica della nostra società in rapida e costante trasformazione. ■

  • Bellinzona ottiene quartieri innovativi

    Bellinzona ottiene quartieri innovativi

    A Bellinzona verrà realizzato un nuovo quartiere modello in pieno centro. Una giuria di esperti della città ha ora scelto il progetto Porta del Ticino tra le cinque proposte presentate. Pone molta attenzione ai temi della sostenibilità, intergenerazionalità e mobilità lenta. In particolare, è previsto un parco dell’innovazione lì, scrive la città in un comunicato stampa .

    Inoltre è previsto uno spazio abitativo per 2500 persone, scrive il quotidiano ticinese “La Regione”. Il progetto di sviluppo urbano definito dalla città nella sua comunicazione come “epocale” e “profondo” è stato ora presentato al pubblico dai partner Bellinzona, FFS e Canton Ticino. Tutti i progetti sono in mostra in Piazza del Sole fino al 7 novembre.

    Il progetto ha convinto “con il suo approccio coraggioso allo sviluppo urbano e alla progettazione del paesaggio di lasciare l’area centrale dell’area sottosviluppata al fine di fornire all’intera popolazione spazio verde gratuito e di aprire il nuovo quartiere come un’aggiunta naturale e attraente alla città”, afferma da parte della città.

    L’area di 120.000 metri quadrati destinata al nuovo quartiere è attualmente ancora occupata dalle storiche officine delle FFS. Una volta trasferiti, inizieranno ad operare ad Arbedo-Castione nel 2026. Quindi dovrebbe essere affrontata la realizzazione del quarto modello. La visione per questo dovrebbe diventare realtà entro 20 anni al più presto, riferisce il quotidiano online ticinonews.ch. Ulteriori fasi di sviluppo sono previste tra 30 e 40 anni.

    Come un video del progetto di sviluppo pubblicato su YouTube mostra, il quartiere sarà costruito intorno alla cosiddetta cattedrale di 101 anni, il cuore protetto delle officine FFS. Ogni anno qui vengono revisionate 500 locomotive vecchie e nuove. È considerato uno degli edifici industriali più importanti del Ticino.

    Questo progetto di sviluppo urbano è stato sviluppato da un team composto da sa_partners di Zurigo, TAM associati di Venezia e il paesaggista milanese Franco Giorgetta.

    Susanne Zenker, membro del consiglio di amministrazione di SSB Immobilien , ha ricordato a “La Regione” che le officine erano “sempre chiuse all’esterno”. In futuro, tuttavia, quest’area “si aprirà alla sua popolazione e diventerà uno spazio attraente. Per quanto riguarda il riavvicinamento tra attori privati e pubblici, particolarmente mirato in ambito tecnologico, la nuova area sarà “un biglietto da visita per la Bellinzona del futuro”.