Autore: immoinv_redakteur

  • Aumento dell’efficienza per l’idrogeno

    Aumento dell’efficienza per l’idrogeno

    L’elettrolisi, la scissione dell’acqua in idrogeno e ossigeno utilizzando l’elettricità, è un processo collaudato, ma non è ancora pienamente sfruttato in termini di tecnologia energetica. Sebbene la tensione teorica richiesta sia di 1,23 volt, in pratica sono spesso necessari da 1,5 a 1,6 volt. Questa discrepanza è costosa e rallenta l’utilizzo economico.

    Un team di ricerca guidato da Franz Geiger ha ora identificato una causa centrale. Prima che l’ossigeno venga rilasciato, le molecole d’acqua devono ruotare sul loro asse per allineare i loro atomi di ossigeno con l’elettrodo. Solo allora può avvenire la reazione di evoluzione dell’ossigeno. Questa rotazione richiede una notevole quantità di energia, paragonabile a quella che tiene unite le molecole d’acqua allo stato liquido.

    Visualizzazione con tecnologia laser
    Questa visione è stata resa possibile da un nuovo tipo di metodo di analisi, la generazione di armoniche secondarie risolte in fase. Utilizzando questa tecnologia laser, i ricercatori hanno potuto osservare in tempo reale quando e come molte molecole cambiano il loro orientamento. Questi dati forniscono per la prima volta una quantificazione energetica precisa della rotazione. Una pietra miliare per l’ulteriore sviluppo di processi di elettrolisi più efficienti.

    Particolare attenzione è stata rivolta all’elettrodo di ematite, un ossido di ferro poco costoso che, nonostante le sue promettenti proprietà, finora ha sofferto di una bassa efficienza. La nuova analisi rivela ora dove esiste un potenziale di ottimizzazione.

    Il valore del pH di base come leva per aumentare l’efficienza
    Un altro fattore chiave è il valore del pH della soluzione. Lo studio mostra che un ambiente alcalino, ossia un valore di pH superiore a 9, riduce significativamente l’energia necessaria per la rotazione delle molecole. Questo aumenta notevolmente l’efficienza della reazione di evoluzione dell’ossigeno. L’elettrolisi difficilmente avviene al di sotto di questa soglia.

    Questa realizzazione apre nuove prospettive per la produzione industriale di idrogeno. In combinazione con catalizzatori mirati e materiali cellulari avanzati, in futuro gli impianti di elettrolisi potranno essere gestiti in modo più economico e con meno risorse.

  • Un centro globale per l’intelligenza artificiale

    Un centro globale per l’intelligenza artificiale

    Un componente chiave di questa iniziativa è il nuovo supercomputer Alpine, che è stato messo in funzione presso il Centro Nazionale Svizzero di Supercomputing di Lugano nel febbraio 2024. Con oltre 10.000 processori grafici, è uno dei computer più potenti al mondo e offre agli scienziati svizzeri un’infrastruttura che in precedenza era disponibile solo per le più grandi aziende tecnologiche.

    Sviluppo dell’IA con un focus sui settori specializzati
    Invece di sviluppare modelli di AI generali, la Svizzera si sta concentrando su soluzioni specifiche per il settore, in particolare nei campi della robotica, della medicina, della climatologia e della diagnostica. L’EPF di Losanna ha già pubblicato un modello di AI medica specificamente adattato al settore sanitario.

    Modelli di AI aperti e trasparenti
    L’organizzazione si concentra deliberatamente sulla trasparenza e sull’open source. A differenza dei modelli proprietari delle grandi aziende, i nuovi modelli linguistici svizzeri devono essere comprensibili a tutti. Questo vale sia per i dati utilizzati che per i metodi di formazione e i risultati.

    Ricerca per la sovranità digitale
    Il Vicepresidente dell’ETH per la Ricerca, Christian Wolfrum, sottolinea l’importanza dell’indipendenza digitale della Svizzera: “La scienza deve assumere un ruolo pionieristico, in modo che l’IA non sia lasciata solo alle multinazionali. Solo così possiamo garantire una ricerca indipendente e la sovranità digitale”

    Un grande volume di calcolo per obiettivi ambiziosi
    Il piano prevede di utilizzare dieci milioni di ore di GPU sul supercomputer Alpine entro i prossimi 12 mesi. Ciò corrisponde a un’enorme potenza di calcolo, poiché lo stesso volume dovrebbe funzionare ininterrottamente per 1.100 anni con una sola GPU. La Svizzera sta quindi definendo nuovi standard nella ricerca sull’AI.

    AI per l’industria e l’amministrazione
    L’iniziativa è destinata a beneficiare non solo la scienza, ma anche le aziende svizzere, le start-up e le amministrazioni pubbliche. Il CTO di Swisscom Gerd Niehage vede l’iniziativa come un importante tassello per il futuro digitale della Svizzera: “Accelera la trasformazione digitale e crea nuove competenze di cui il nostro Paese ha bisogno per svolgere un ruolo di primo piano nel campo dell’IA generativa”

    Collaborazione internazionale e networking
    Per portare avanti la loro ricerca, il Politecnico di Zurigo e l’EPFL lavorano a stretto contatto con lo Swiss Data Science Centre e con circa una dozzina di altre università e istituti di ricerca svizzeri. L’iniziativa fa anche parte della Rete Europea di Eccellenza AI, che comprende circa 40 centri di ricerca AI leader in Europa.

    L’iniziativa invia quindi un chiaro segnale. La Svizzera si sta posizionando come hub globale leader per lo sviluppo di tecnologie AI trasparenti e responsabili
    Tecnologie AI.

  • Dalla goccia di pioggia alla fonte di energia

    Dalla goccia di pioggia alla fonte di energia

    In futuro, l’acqua che cade nelle tubature potrà fare molto di più che scorrere via. Potrà generare elettricità. I ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore hanno sviluppato un metodo per generare energia elettrica utilizzando il cosiddetto “plug flow”, un flusso uniforme di gocce. Nei primi test di laboratorio, è già stato possibile alimentare 12 LED per 20 secondi utilizzando solo la pioggia generata artificialmente. Il fattore decisivo è la separazione delle cariche elettriche quando le gocce colpiscono la parete di un tubo rivestito di polimero.

    L’efficienza di questo sistema è notevole. Oltre il 10% dell’energia delle gocce che cadono viene convertita in elettricità. Un multiplo rispetto ai sistemi idrici convenzionali. La produzione può essere scalata collegando diversi tubi in parallelo. Un approccio con un potenziale per i concetti di gestione della pioggia urbana o come sistema di backup negli impianti solari.

    Elettricità dall’attrito
    Oltre alla tecnologia di flusso, l’effetto triboelettrico apre nuove strade per la generazione di energia. I nanogeneratori triboelettrici (TENG) convertono l’energia cinetica delle gocce di pioggia in elettricità attraverso il contatto e la separazione di due materiali. Nei sistemi solari, questi generatori possono essere integrati sulla superficie senza compromettere la trasmissione della luce. In questo modo si genera energia aggiuntiva quando piove. Un’aggiunta ideale per le giornate con poco sole.

    In laboratorio, sono già stati generati da 50 a 100 watt per metro quadro, che corrispondono a circa un terzo della produzione massima dei moderni moduli fotovoltaici. Secondo l’Istituto Fraunhofer, questa tecnologia sarà presto pronta per il mercato.

    Prospettive per l’architettura, l’energia e la mobilità
    Le applicazioni vanno ben oltre i tetti solari. In futuro, anche gli indumenti, le scarpe o le facciate con rivestimenti TENG potrebbero generare elettricità con ogni movimento o goccia di pioggia. Questo apre nuove possibilità per l’alimentazione decentralizzata, la tecnologia degli edifici e i sistemi di autosufficienza energetica, soprattutto nelle regioni urbane con un’elevata frequenza di precipitazioni.

  • La Prof.ssa Nora Dainton assume la direzione dell’Istituto di Costruzione Digitale della FHNW

    La Prof.ssa Nora Dainton assume la direzione dell’Istituto di Costruzione Digitale della FHNW

    La Prof.ssa Nora Dainton assume una doppia responsabilità come direttrice ad interim dell’Istituto. Dirige l’Istituto di Costruzione Digitale e allo stesso tempo rimane a capo del programma MSc in Virtual Design and Construction. Questa combinazione consente una stretta integrazione tra ricerca, insegnamento e sviluppo strategico. “Non vedo l’ora di plasmare attivamente il futuro dell’edilizia digitale insieme ai nostri studenti e colleghi”, sottolinea.

    La Prof.ssa Dainton lavora presso l’Istituto dal 2021 e sta dando forma al contenuto e alla direzione strategica del programma di Master VDC. Un programma di laurea che si concentra sui processi digitali nell’edilizia e nel settore immobiliare.

    Colmare il divario tra ricerca e pratica
    Una delle preoccupazioni principali del Prof. Dainton è la ricerca applicata in stretta collaborazione con i partner della pratica. Come collegamento tra industria, insegnamento e ricerca, vuole sostenere attivamente la trasformazione digitale nel settore delle costruzioni. L’attenzione si concentra sui nuovi processi di pianificazione e costruzione, sulle forme innovative di organizzazione e sugli strumenti digitali che aumentano l’efficienza, la sostenibilità e la qualità del processo edilizio.

    Il suo ruolo interistituzionale all’interno dell’università le consente anche di contribuire all’ulteriore sviluppo dei dipartimenti e allo sviluppo dell’università a livello strategico.

    Passaggio di consegne con prospettiva
    Il Prof. Dainton succede al Prof. Manfred Huber, che ha costruito e dato forma all’Istituto di Costruzione Digitale con grande impegno nel corso di otto anni. A partire da agosto 2025, il Prof. Huber assumerà un nuovo ruolo dirigenziale come Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna.

    La transizione segna una nuova fase per l’Istituto, che si sta posizionando come forza trainante regionale, nazionale e internazionale per la trasformazione digitale nel settore delle costruzioni.

  • Monitoraggio immobiliare 2025

    Monitoraggio immobiliare 2025

    Il bilancio dell’edilizia residenziale sarà inferiore a quello previsto nel 2025. Le nuove costruzioni di sostituzione e gli ampliamenti stanno sostituendo sempre più le nuove costruzioni tradizionali su aree verdi. Sebbene il numero di permessi di costruzione sia aumentato nel 2024, le aggiunte nette dovute a progetti di demolizione rimarranno limitate. Il Cantone di Zurigo è particolarmente colpito, dove solo il 73% dei progetti di nuova costruzione porta effettivamente ad un aumento dello spazio abitativo.

    Allo stesso tempo, il tasso di offerta di appartamenti in affitto è sceso al minimo storico del 3,7%. La domanda supera chiaramente l’offerta in quasi tutte le regioni.

    Aumento dei prezzi grazie al boom della domanda
    La riduzione dei tassi d’interesse e l’aumento della ricchezza netta delle famiglie stanno stimolando la domanda di immobili residenziali, soprattutto nel segmento di prezzo superiore. I prezzi delle transazioni continuano a salire. Lo slancio è particolarmente pronunciato nella Svizzera centrale. Per il 2025 si prevede un aumento del 3,6% per i condomini e del 3,8% per le case unifamiliari. Anche gli affitti in offerta aumenteranno, anche se ad un tasso più moderato ( 1,7 %), mentre gli affitti esistenti probabilmente diminuiranno leggermente a causa del tasso di interesse di riferimento più basso.

    Mercato degli uffici stabile con impulso regionale
    Gli sviluppi nel segmento degli uffici sono più contenuti. Dopo una crescita moderata dell’occupazione dell’1,1% nel 2024, si prevede che la domanda di spazio rallenti leggermente nel 2025. Sebbene l’attività edilizia sia aumentata del 51,5% in termini nominali, ciò è dovuto a un numero ridotto di grandi progetti. La crescita generale è significativamente più bassa.

    Gli affitti richiesti sono aumentati in media del 2,4%, nei centri più importanti addirittura del 4,4%. A Zurigo e Ginevra, gli affitti principali sono leggermente diminuiti, mentre Berna ha registrato un aumento del 5,3%.

    Edilizia Inversione di tendenza e ristrutturazione come chiave
    Dopo sei anni di declino, nel 2024 inizierà una nuova fase di crescita dell’edilizia, con un aumento previsto di poco inferiore al 5 % nel 2025. Il settore della ristrutturazione, in particolare, sta diventando un motore di crescita ( 7,2 %), spinto dalla carenza di terreni edificabili, dalla transizione energetica, dagli incentivi fiscali e dall’elevata necessità di ristrutturazione.

    Gli investimenti nei condomini stanno aumentando in modo significativo, mentre la costruzione di case monofamiliari tradizionali continua a diminuire. L’attività di investimento si sta concentrando sempre più sulla densificazione del centro città, sulla ristrutturazione degli edifici esistenti e sulle ristrutturazioni ad alta efficienza energetica.

    Sprint intermedio con incertezze
    Il contesto economico rimane volatile. Si prevede che l’economia svizzera crescerà dell’1,3% nel 2025, trainata dai consumi e dagli investimenti edilizi. Il commercio globale continua a risentire delle tensioni geopolitiche e dei conflitti doganali, che pesano sull’industria delle esportazioni, ad eccezione del settore farmaceutico.

    L’inflazione rimane bassa (0,3%), il taglio del tasso di interesse chiave allo 0,25% sta sostenendo l’economia, ma potrebbe esacerbare le tendenze deflazionistiche. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro si sta raffreddando. La crescita della popolazione e delle famiglie sta rallentando, il che potrebbe avere un impatto sulla domanda di alloggi nel medio termine.

  • Zug come centro globale per la tecnologia blockchain

    Zug come centro globale per la tecnologia blockchain

    Il Cantone di Zugo sostiene la creazione della “Blockchain Zug – Joint Research Initiative” con un impegno finanziario di circa 40 milioni di franchi svizzeri. Questo innovativo progetto di cooperazione tra l’Università di Lucerna e la Lucerne University of Applied Sciences and Arts mira a sviluppare la Crypto Valley in un centro internazionale per la ricerca sulla blockchain. Il Consiglio cantonale ha dato il via libera al progetto nel febbraio 2024.

    Nuovo istituto di ricerca presso l’Università di Lucerna
    Un componente centrale dell’iniziativa è la creazione di un Istituto Zug per la ricerca sulla blockchain presso l’Università di Lucerna. Con nove nuove cattedre, verrà creato un ambiente di ricerca interdisciplinare per analizzare gli aspetti sociali, economici e legali della tecnologia blockchain. La HSLU contribuisce con le sue competenze nei campi dell’informatica, della finanza e dell’ingegneria, creando così una sinergia unica tra innovazione tecnologica e prospettiva umanistica.

    Un progetto faro di richiamo internazionale
    L’obiettivo dell’iniziativa è di affermare Zug come centro globale per la ricerca sulla blockchain. Il Direttore finanziario Heinz Tännler sottolinea l’importanza di questo progetto: “La blockchain ha il potenziale di trasformare molte aree della nostra vita. Con questa iniziativa, ci assicuriamo di essere all’avanguardia in questo sviluppo” Non si tratta solo di un investimento nella tecnologia del futuro, ma anche di una misura strategica per rafforzare Zug come sede di affari.

    La tecnologia incontra la società
    A differenza di molti progetti di ricerca puramente tecnologici, la “Blockchain Zug – Joint Research Initiative” adotta un approccio ampio. Oltre alle basi tecniche, vengono analizzati anche gli effetti sull’economia, sulla politica e sulla società. Questo sottolinea il carattere unico del progetto, che non mira solo a guidare l’innovazione, ma anche a comprendere e dare forma alle trasformazioni sociali.

    Prospettiva a lungo termine e finanziamento sostenibile
    L’iniziativa è progettata a lungo termine. Dopo cinque anni di finanziamento iniziale da parte del Cantone di Zugo, la rete di ricerca deve essere posta su una base finanziaria sostenibile. Una valutazione esterna dopo tre anni determinerà la strada da seguire.

  • Il Politecnico di Zurigo fornisce la chiave per la transizione energetica nella rete elettrica

    Il Politecnico di Zurigo fornisce la chiave per la transizione energetica nella rete elettrica

    La rete elettrica europea si basa sulla corrente alternata e su un ritmo preciso che in passato era dettato da grandi centrali elettriche con turbine pesanti. Con l’abbandono graduale del carbone e del nucleare, questi generatori di orologi stanno sempre più scomparendo. Quella che sembra una nota tecnica secondaria è in realtà una sfida chiave della transizione energetica. Senza una frequenza stabile, c’è il rischio di interruzioni di corrente e di instabilità del sistema.

    Poiché i sistemi eolici e solari forniscono corrente continua, sono necessari degli inverter per convertirla in corrente alternata compatibile con la rete. Finora, questi hanno seguito passivamente il ciclo esistente. Tuttavia, con l’eliminazione delle centrali elettriche tradizionali, è necessario un cambio di paradigma. In futuro, gli inverter dovranno essere essi stessi in grado di formare la rete, una sfida che il Politecnico di Zurigo ha affrontato con successo.

    Algoritmo invece di spegnimento
    Sotto la guida del Prof. Florian Dörfler, un team di ricerca del Politecnico di Zurigo ha sviluppato un sistema di controllo rivoluzionario per gli inverter. Questo impedisce ai sistemi di spegnersi automaticamente in caso di guasti alla rete, come i cali di tensione. Invece, rimangono collegati alla rete, stabilizzano attivamente la frequenza e limitano in modo indipendente la loro potenza di uscita. Un meccanismo di protezione che evita i sovraccarichi e supporta la rete allo stesso tempo.

    La soluzione è puramente software e quindi direttamente adatta all’uso industriale. I primi test pratici in laboratorio hanno avuto successo. È stata presentata una domanda di brevetto per i nuovi algoritmi, che potrebbero presto essere integrati nei sistemi di controllo industriali.

    Tabella di marcia per la transizione energetica
    L’approccio innovativo dell’ETH ha il potenziale per diventare la spina dorsale dell’alimentazione futura. Decentrata, flessibile, stabile, una rete elettrica che non è più sostenuta da poche grandi centrali, ma da migliaia di impianti solari ed eolici controllati in modo intelligente.

    I partner industriali sono invitati a collaborare con gli studenti dell’ETH per la realizzazione, ad esempio attraverso tesi di Master nelle aziende. Questo crea un trasferimento diretto di conoscenze dalla ricerca all’industria e, in ultima analisi, alle reti elettriche europee.

    Il contributo alla transizione energetica è notevole. La soluzione aumenta la sicurezza della rete, riduce il rischio di blackout e rende tecnicamente fattibile la transizione alle energie rinnovabili. Un elemento chiave per un futuro energetico resiliente e sostenibile.

  • Pfanner & Frei AG acquisisce re.com Elektroanlagen AG

    Pfanner & Frei AG acquisisce re.com Elektroanlagen AG

    Pfanner & Frei AG, fondata nel 1913, è un’azienda profondamente radicata nell’industria elettrica svizzera ed è caratterizzata da servizi completi nelle aree delle installazioni elettriche classiche, delle moderne soluzioni di mobilità elettrica e delle tecnologie smart home. Sotto la direzione di Enis Bajra e Timo Wenger, Pfanner & Frei AG si è affermata come partner innovativo e affidabile, con un forte impegno per la qualità e la soddisfazione del cliente.

    Re.com Elektroanlagen AG, parte integrante del panorama elettrico di Zurigo dal 2001, è nota per i suoi servizi di alta qualità e per il suo forte impegno nell’innovazione e nello sviluppo tecnologico. Con l’acquisizione da parte di Pfanner & Frei AG, re.com continuerà ad operare come azienda indipendente, ma con una maggiore cooperazione in diverse aree tecniche e operative.

    “re.com è nota per la sua eccellente reputazione nella regione di Zurigo. Guidare questa azienda professionale verso il futuro è il nostro desiderio più grande”, concordano i nuovi soci Enis Bajra e Timo Wenger.

    “Dopo 25 anni, è arrivato il momento di consegnare l’azienda a una nuova generazione. L’abbinamento tra le due culture aziendali e gli orientamenti di mercato è ideale per garantire la successione a lungo termine del lavoro della mia vita”, afferma Romeo Raffaele.

    Romeo Raffaele, fondatore di re.com Elektroanlagen AG, vede la partnership con Pfanner & Frei AG come un’opportunità ideale per affidare l’azienda a una nuova generazione, mantenendo i valori e gli standard di qualità dell’azienda. Enis Bajra assumerà la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, mentre l’Amministratore Delegato di lunga data Alex Stanzani continuerà a gestire le operazioni quotidiane.

    Questa partnership è un approccio esemplare per la salvaguardia a lungo termine e l’ulteriore sviluppo di entrambe le aziende e rafforza la loro posizione in un mercato in crescita dinamica. I dipendenti, i clienti e i partner commerciali possono continuare a fare affidamento sulla comprovata qualità e professionalità di re.com, che ora sarà ulteriormente ampliata con le risorse e le competenze aggiuntive di Pfanner & Frei AG.

  • Edificio efficiente dal punto di vista delle risorse con il legno

    Edificio efficiente dal punto di vista delle risorse con il legno

    La produzione manuale di tegole in legno nella regione alpina ha ispirato i ricercatori dell’Empa e del Politecnico di Zurigo a sviluppare un nuovo approccio. Hanno sviluppato un processo in cui i bastoncini di legno ricavati da legno spaccato vengono trasformati in pannelli di materiale. A differenza della lavorazione convenzionale, è possibile utilizzare anche legno duro di bassa qualità. L’obiettivo è produrre pannelli con proprietà meccaniche che si avvicinano a quelle del legno massiccio.

    Efficienza energetica e materiale grazie alla lavorazione senza schegge
    Nella produzione tradizionale di scandole, i tronchi vengono spaccati lungo la fibra. Un processo con un consumo energetico minimo e praticamente senza scarti. Questo principio viene ora trasferito alle applicazioni industriali. Grazie a un processo di spaccatura in due fasi e a un dispositivo di nuova concezione con una testa di spaccatura multilama, è possibile produrre simultaneamente diversi bastoni di legno, anche da specie di legno duro che in precedenza venivano principalmente bruciate.

    Intelligenza artificiale per la selezione del legno
    Un elemento centrale del nuovo processo è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per valutare i bastoncini di legno. Una telecamera di linea cattura immagini ad alta risoluzione di ogni bastoncino, che vengono analizzate da una rete neurale. Ciò consente di determinare proprietà importanti come la rigidità, indipendentemente dal tipo di legno, dalla forma o dalle dimensioni. In futuro, questa selezione basata sui dati dovrebbe consentire una disposizione mirata dei bastoncini, per ottimizzare ulteriormente le proprietà meccaniche dei pannelli.

    Pannelli per componenti portanti con potenziale
    Anche senza selezione, i primi dimostratori mostrano un’elevata efficienza delle risorse e buone proprietà meccaniche. I ricercatori vedono un grande potenziale nel processo per i componenti portanti nell’industria edilizia. Esistono ancora sfide in termini di legame, scalabilità e prevedibilità delle proprietà dei materiali. Tuttavia, il processo offre prospettive promettenti per l’utilizzo del legno in un’industria edile in evoluzione.

    La ricerca è strategicamente raggruppata
    Il progetto fa parte dell’iniziativa “Mainstreaming Wood Construction”, che promuove un maggiore utilizzo del legno nell’edilizia. Nell’ambito di questa iniziativa è previsto un nuovo centro di ricerca. Il “Centro per i materiali e le strutture in legno” è destinato a combinare le competenze dell’Empa e del Politecnico di Zurigo e a dare nuovo impulso alla lavorazione del legno lungo l’intera catena del valore.

  • La tecnologia DC come chiave per la transizione energetica

    La tecnologia DC come chiave per la transizione energetica

    La corrente continua sta acquisendo un’importanza strategica. L’OVE DC Day 2025, organizzato in collaborazione con la piattaforma tecnologica Smart Grids Austria, ha riunito circa 80 esperti internazionali. Tra i temi principali c’erano le cosiddette microgriglie DC, reti energetiche locali che mettono in rete le energie rinnovabili, i sistemi di accumulo e i consumatori sulla base della corrente continua.

    Questi sistemi consentono una distribuzione dell’energia molto più efficiente, ad esempio negli edifici, nei centri dati, nell’industria e nelle reti insulari autosufficienti. Il loro potenziale è evidente anche nella mobilità elettrica, ad esempio attraverso l’accoppiamento diretto dell’infrastruttura di ricarica con la generazione di energia rinnovabile.

    Focus su standardizzazione e sicurezza
    Oltre ai campi di applicazione specifici, sono stati discussi anche gli aspetti tecnici e normativi. I relatori hanno presentato le esperienze dei progetti pilota DC in corso, i nuovi quadri normativi e i progressi nella standardizzazione. È stato sottolineato in particolare che i progetti paralleli sono essenziali per creare standard solidi per la tecnologia DC.

    Ispirazione dal settore
    Con gli interventi di Yannick Neyret (Schneider Electric) e Friederich Kupzog (AIT) e i contributi di esperti di aziende rinomate, il DC Day ha offerto una panoramica di alto livello sugli sviluppi attuali. L’attenzione si è concentrata sulle intuizioni pratiche del settore e sul dialogo mirato tra gli esperti. Una base ideale per un trasferimento di conoscenze accelerato.

    La corrente continua come acceleratore della transizione energetica
    Un momento saliente è stata la tavola rotonda con figure di spicco del settore, tra cui rappresentanti di Siemens, Eaton, AIT, Schneider Electric e dell’Istituto Fraunhofer. Sotto la moderazione di Karl-Heinz Mayer (Eaton), è emerso chiaramente che i sistemi a corrente continua sono pronti per un uso diffuso. A condizione che la standardizzazione e la sicurezza si sviluppino di pari passo con la tecnologia.

  • Il credito di pianificazione del progetto per il teatro di Lucerna è stato respinto

    Il credito di pianificazione del progetto per il teatro di Lucerna è stato respinto

    Con 15.033 voti contrari rispetto a 10.914 voti favorevoli, il credito di progettazione per il previsto Teatro Lucerna è stato chiaramente respinto il 9 febbraio 2025. L’affluenza è stata del 49,67%. Il risultato segna la fine del progetto “überall” di Ilg Santer Architekten, che doveva essere un nuovo palcoscenico per la musica, la parola e il teatro di danza.

    Il Consiglio comunale esprime disappunto
    Il Consiglio comunale prende atto del voto con grande rammarico. Il previsto ulteriore sviluppo del Teatro di Lucerna non può essere realizzato con questa decisione. Il Presidente della Città Beat Züsli sottolinea: “Abbiamo sempre detto che non esiste un Piano B. Ciò che accadrà in seguito è completamente aperto. Questo risultato è una grande delusione per la cultura di Lucerna”

    La posizione e il volume di costruzione del teatro previsto, in particolare, sono stati ripetutamente criticati nel dibattito pubblico. Tuttavia, è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive. Il Consiglio comunale intende valutare attentamente i risultati della votazione insieme alle organizzazioni partner coinvolte.

    Conseguenze per la politica culturale
    Il rifiuto del prestito pone la città di Lucerna di fronte a nuove sfide. I piani precedenti sono stati interrotti e non è chiaro come si possa delineare il futuro del teatro di Lucerna. Tuttavia, il Consiglio comunale sottolinea l’importanza di affrontare in modo costruttivo il voto: “Ora è nostro compito comune come comunità cittadina trovare una nuova soluzione per la cultura teatrale a Lucerna”

    Nonostante la sconfitta, il Consiglio comunale desidera ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nel progetto. Le partnership esistenti continueranno ad essere coltivate e l’impatto del risultato del voto sulla politica culturale sarà esaminato attentamente.