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  • La SUPSI ha un nuovo centro di competenza per il cambiamento climatico

    La SUPSI ha un nuovo centro di competenza per il cambiamento climatico

    La SUPSI ha inaugurato un nuovo centro di competenza che si occuperà delle tematiche legate ai cambiamenti climatici. È stato creato dal Dipartimento Ambiente, Costruzione e Design ( DACD ) di Mendrisio. Secondo un comunicato stampa , si concentrerà su tre aree principali: esplorare le basi scientifiche dei cambiamenti climatici, adattarsi ai cambiamenti climatici e mitigare i cambiamenti climatici.

    Secondo un comunicato stampa, presso il Centro competenze cambiamento climatico e territorio (CCCT) lavoreranno circa 50 ricercatori. Ad esempio, svilupperanno misure per combattere le zanzare o sistemi di monitoraggio per il riscaldamento del permafrost nelle Alpi ticinesi. Molti degli argomenti di ricerca ruotano anche attorno alle energie rinnovabili.

    Complessivamente, il CCCT intende rafforzare e coordinare le competenze interdisciplinari presso la SUPSI. Lavorerà anche con le istituzioni e le associazioni cantonali. Tra i partner del centro c’è anche l’associazione TicinoEnergia di Bellinzona, con la quale SUPSI sta già collaborando a progetti per edifici rispettosi del clima.

  • Risanamento e ampliamento rispettosi dei volumi originali

    Risanamento e ampliamento rispettosi dei volumi originali

    Il centro scolastico Tavesio, che si trova in via Preluna 25 a Comano, sorge su un mappale di 1700 mq ed è stato costruito nel 1969 su progetto dell’ingegnere Mario Torriani. In origine comprendeva 4 aule scolastiche, un’aula speciale, gli uffici dei docenti e della direzione, l’aula magna, la palestra e gli spogliatoi.

    La vetustà dell’edificio e dell’impianto – nonostante i continui lavori di manutenzione – ha richiesto al Comune una riflessione sul da farsi, considerando anche l’esigenza di nuovi spazi didattici, compensati nel passato con la so-stituzione dell’aula magna con due aule scolastiche supplementari, ma anche comunali e l’amministrativi. Per questo motivo il Comune ha indetto il 3 luglio 2020 un concorso di architettura per il risanamento e l’ampliamento dell’edificio, sulla base anche di una perizia già commissionata alla SUPSI nel 2012, la cui finalità era quella di individuare lo stato di degrado del complesso scolastico, il suo risanamento tecnico ed energetico (conforme agli standard Minergie ®), prevedendo anche un ampliamento sulla scia di nuove esigenze di spazio dovute all’insediamento di nuove famiglie in questo bel Comune collinare del Luganese. Da quello studio erano anche emersi i vantaggi economici di un risanamento globale e strutturale dello stabile piuttosto che di una sua demolizione e ricostruzione ex novo, così come era stata evidenziata la qualità rimasta immutata negli anni del corpus originale.

    Giuria unanime, Esecutivo molto soddisfatto
    Nella seduta del 22 febbraio scorso il Municipio di Comano ha ratificato la decisione della giuria che, all’unanimità, ha scelto il progetto corti.li dello studio Canevascini & Corecco di Lugano, che si è aggiudicato il primo premio per avere meglio risolto le problematiche di risanamento e ampliamento della scuola elementare Tavesio riuscendo a conservare «il delicato rapporto volumetrico dell’esistente con il contesto, grazie all’intuito di scavare a sud in corrispondenza dello zoccolo del campo da basket, per ubicare parte degli spazi richiesti».

    Come osservato dal municipale e presidente della giuria Silvano Petrini, capo Dicastero educazione, «con quest’intuizione lo studio Canevascini & Corecco ha saputo controllare, da un punto di vista volumetrico, l’ampliamento creando un’interessante e dinamica relazione dialettica con i volumi originali».
    Del progetto vincitore la giuria ha altresì apprezzato la precisione, l’efficacia e la discrezione con cui è riuscito a inserire i nuovi contenuti in continuità e nel rispetto delle caratteristiche volumetriche del complesso scolastico esistente, non venendo meno al secondo obiettivo del concorso di architettura, ossia l’ampliamento, con l’aggiunta di quattro nuove aule scolastiche e il recupero di uno spazio dedicato ad aula magna.
    Ai progettisti è stata quindi riconosciuta la capacità di avere saputo conservare il senso di intimità di questa scuola, ampliandone le dimensioni all’insegna di una migliore organizzazione e capienza, restando fedele ai suoi valori e alle altezze preesistenti.

    Un iter celere
    Il concorso di architettura di progetto, con procedura selettiva, è stato pubblicato il 3 luglio 2020 e ha suscitato l’interesse di 18 studi d’architettura, provenienti da Svizzera e Italia; di questi, 9 sono poi stati ammessi alla successiva fase di progetto in collaborazione con un gruppo di specialisti, consegnando i propri elaborati entro il 18 dicembre 2020.

    La giuria, riunitasi in gennaio e febbraio 2021, si è espressa all’unisono sul progetto dello studio Canevascini & Corecco di Lugano, con cui ha collaborato un gruppo interdisciplinare.

    Le scelte materiche che già caratterizzano l‘architettura della scuola, come il mattone per gli elementi verticali e il calcestruzzo per le linee orizzontali o dei volumi che emergono nelle aule verso ovest, sono state mantenute e ampliate, optando per una continuità fra le componenti di risanamento e ampliamento.
  • La SUPSI esamina l'aria nelle scuole

    La SUPSI esamina l'aria nelle scuole

    Il progetto di ricerca denominato Quality of Air in School Buildings ( QAES ) mira a trovare soluzioni tecnologiche concrete per migliorare la qualità dell’aria nelle scuole. Coinvolto anche l’ Istituto per la Sostenibilità Applicata all’Ambiente Costruito della SUPSI, la Sezione Logistica del Dipartimento Economia e Finanza ticinese , l’Associazione Minergie e le comunità di Bellinzona e Mendrisio. Ricerca, industria e istituzioni pubbliche ticinesi collaborano con partner altoatesini nell’ambito di un progetto Interreg del Fondo europeo di sviluppo regionale.

    Secondo un comunicato stampa , lo scopo di questo studio è misurare la qualità dell’aria nelle aule e fornire strumenti per migliorarla che riducano l’inquinamento. Il punto di partenza è stato uno studio dell’Ufficio federale della sanità pubblica . Campioni in 200 aule hanno mostrato che il limite di 2000 ppm (parti per milione) di CO2 nell’aria della stanza è stato superato in due terzi.

    Questo studio ha mostrato che la concentrazione negli edifici certificati Minergie con ricambio d’aria sistematico è inferiore. Durante le misurazioni sono stati riscontrati anche casi in cui composti organici volatili e microbici hanno superato il limite di sicurezza o si sono avvicinati molto ad esso. Le raccomandazioni degli autori dello studio spaziano dai sistemi di monitoraggio dell’aria nelle aule scolastiche all’uso di depuratori d’aria e alla sostituzione di finestre e porte.

    Il 15 e 16 settembre la SUPSI terrà un ulteriore corso di formazione sul tema per specialisti del settore edile. Per questo è necessaria la registrazione. Il 16 settembre ci sarà anche una conferenza pubblica sul tema.