Autore: immoinvadmin

  • IRB, un nuovo centro di ricerca per il Ticino

    IRB, un nuovo centro di ricerca per il Ticino

    l’IRB, l’Istituto di Ricerca in Biomedicina è un centro di eccellenza nel campo dell’immunologia, dispone di un’attiva rete di collaborazioni con le più prestigiose istituzioni in tutto il mondo, è affiliato all’USI dal 2010, e offre un ambiente scientifico unico. Dalla sua costituzione nel 2000 è continuamente cresciuto, collaborando strettamente con l’Istituto oncologico di ricerca (IOR, affiliato all’USI dal 2017) e con i laboratori di ricerca di base dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC). È grazie a questa unità d’intenti che è nato il progetto di nuova sede per l’IRB, lo IOR e la ricerca dell’EOC, volto a riunire sotto uno stesso tetto le molteplici sedi operative oggi presenti a Bellinzona e a Taverne.

    Il progetto
    Nel 2014 la Fondazione IRB ha indetto un concorso internazionale per la progettazione di una nuova sede in zona Ex campo militare a Bellinzona, su un terreno messo a disposizione dalla Città di Bellinzona. Secondo il Messaggio municipale, in questa zona si vuole creare il Polo scientifico e un Campus per le scienze biomediche.
    Alla fine del periodo di valutazione è stato selezionato il progetto «Nel Parco» del Team Aurelio Galfetti. La ragione principale della scelta è data dal fatto che, a differenza degli altri, ha tenuto in considerazione sia le esigenze dettate dalle specificità dell’Istituto sia l’integrazione ideale con il parco urbano. La soluzione proposta offre una sede dignitosa e funzionale all’IRB, inserendosi e dialogando nel contempo con il territorio libero della città.


    Aurelio Galfetti, insieme al consorzio Atelier4architetti di cui fanno parte gli architetti Carola Barchi e Alex Braggion e l’ingegnere Luciano Schiavon, con il progetto ha voluto creare un campus, invece di un edificio monumentale che gli indici di costruzione R6 avrebbero concesso, preferendo un edificio basso che lasci la vista aperta sui castelli: un edificio immerso nel parco e non che lo sovrasti. La costruzione non supera i 3 piani e si integra perfettamente nel paesaggio, non rappresenta un’architettura urbana, che comunque data l’ubicazione si sarebbe potuta collegare difficilmente con la città.

    Al piano terra saranno collocate tutte le attività comuni: l’amministrazione, la caffetteria, le sale per seminari e i foyer, nonché i locali di supporto; al primo e al secondo piano invece tutti i laboratori di ricerca e gli uffici dei team leader che si affacciano sul perimetro dell’edificio. Il piano interrato avrà un’autorimessa da 52 posti. L’ingresso delle automobili è previsto a sud, all’altezza della via Bramantino. Sempre nel piano interrato troveranno posto pure lo stabulario, i magazzini, gli archivi e le centrali tecniche.


    L’impiantistica
    La spina dorsale dell’edificio è rappresentata dall’insieme dell’impiantistica, il vero nucleo dell’Istituto, che assorbe approssimativamente un terzo dell’investimento complessivo. La sfida architettonica è stata rendere parte integrante del progetto. Gli impianti sono infatti posizionati lungo l’asse centrale dell’edificio: quelli al chiuso sono situati al piano terra, quelli all’aperto (gruppi elettrogeni e unità di trattamento dell’aria UTA) nelle corti interne ai piani superiori.

    Ai due piani superiori, lateralmente alle corti tecniche centrali, sono inseriti i macchinari chiusi e i servizi di supporto come guardaroba e ripostigli.


    I laboratori
    I laboratori di ricerca, che hanno una dimensione data da 90 a 120 m2 di superficie, sono progettati con elevati coefficienti di sicurezza biologica in modo da evitare contaminazioni dall’esterno, per non fuorviare i risultati delle sperimentazioni. Saranno affacciati a est e a ovest, e avranno tutti una facciata completamente vetrata, costituita da elementi modulari a doppia pelle di nuova generazione (Closed Cavity Facade) di 3.20 × 3.20 m di superficie e di 30 cm di spessore, per dare una trasparenza massima e permettere alla luce naturale di illuminare tutti gli spazi. Anche le pareti interne dei laboratori sono vetrate, con luce e vista verso l’esterno sui corridoi che li servono.

    Tra le condizioni poste da committente vi era la volontà di avere spazi comuni per facilitare i collegamenti tra le varie unità funzionali dell’edificio e favorire le possibilità di incontro e di comunicazione tra gli utenti.

    Quindi è stato concepito un grande atrio a tutta altezza, che costituisce l’entrata principale e che rappresenta lo spazio pubblico e monumentale dell’istituto.

    Le energie architettoniche di questo progetto sono state impiegate nella progettazione dell’atrio, nella facciata completamente trasparente dei laboratori e nella massima occupazione della superficie disponibile su tutta la lunghezza del terreno, in modo da rispondere a tutte le richieste del committente senza elevare la costruzione oltre i tre piani, garantire un dialogo col verde e dare un limite fisico al parco.

    I materiali usati sono cemento per la struttura e vetro e alluminio per i rivestimenti. I 3000 m2 del tetto orizzontale, che nel progetto originale avrebbero dovuto costituire una quinta facciata verde, saranno completamente rivestiti da pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, acquistata da AMB. ■

  • «Rendere la vita urbana  più attrattiva»

    «Rendere la vita urbana più attrattiva»

    Per quanto riguarda gli insediamenti, la strategia in atto in tutta la Svizzera è di rendere più attrattiva la vita urbana. In pratica si tratta di limitare la dispersione degli spazi utilizzati, con zone edificabili troppo ampie e a bassa densità, dovuta all’occupazione di terreni fuori dal centro. Come spiega l’architetto Giovanni Guscetti, membro del gruppo di lavoro a cui è stato affidato il programma d’agglomerato del Locarnese (PALoc), questo modo di costruire comporta conseguenze negative sul paesaggio, sulla mobilità, sul costo delle infrastrutture e sui consumi energetici. Ad esempio, in Ticino abbiamo tanta disponibilità di spazio nelle zone R2 – ossia dove ci sono le casette – e relativamente poca nelle zone R5-R6, centrali e ben servite dal trasporto pubblico, dove si dovrebbe costruire sfruttando al meglio le riserve disponibili.

    In questa strategia nazionale rientra anche il PALoc, il cui obiettivo è di avere una visione coordinata tra paesaggio, insediamenti e infrastrutture. Più specificamente, sottolinea l’architetto Guscetti, «abbiamo cercato di creare un legame tra questi elementi».


    Spazio al verde
    Il paesaggio del Locarnese è ricco di vastissimi spazi verdi, come ad esempio il parco del Delta della Maggia che sorge al centro della città o il Piano di Magadino, che è come un proseguimento del lago. Poi abbiamo questo territorio che è stato scolpito dall’acqua, sia dai grandi fiumi sia dai torrenti che scendono dalle valli minori. Oggi, in prossimità dell’acqua abbiamo diverse infrastrutture pubbliche per lo sport, il tempo libero e la cultura. L’idea è di creare un sistema interconnesso: aree verdi, acqua e funzioni pubbliche collegate grazie alla mobilità lenta, ovvero pedoni e biciclette. Questo sistema paesaggistico di spazi verdi e acqua è lo «scheletro portante» dell’agglomerato del Locarnese.
    Per quanto riguarda le aree verdi, il progetto più importante è quello del Parco del Delta della Maggia, che deve diventare un punto di riferimento per il tempo libero e ha anche una funzione agricola, naturale. Bisogna quindi migliorare l’accessibilità, la mobilità lenta e in generale la fruibilità. Il grosso potenziale di questo elemento verde sta nel fatto che è veramente vicino agli insediamenti, è proprio sulla soglia di casa. In seguito, c’è la valorizzazione delle aree naturali di svago, come il Monte Verità, il bosco di Maia, le Isole di Brissago, lo stagno Paron nel Gambarogno, al fine di creare una sequenza di aree verdi e parchi collegati in rete.

    Ritorno al centro
    Il secondo punto strategico riguarda il cosiddetto «sviluppo centripeto». Ciò significa che bisogna far sì che un’eventuale crescita di popolazione e posti di lavoro non avvenga nelle zone «periferiche», onde evitare un’ulteriore dispersione degli abitati, cercando di riportare la gente nelle zone più centrali. «Il nostro gruppo di lavoro – precisa l’arch. Guscetti – ha quindi individuato queste zone e ha cercato di elaborare misure concrete che ne permettessero la valorizzazione urbanistica, migliorando il servizio di trasporto pubblico, riqualificando gli spazi pubblici». In definitiva si tratta di rendere i centri più attrattivi per accogliere una vita urbana più «interessante». In questo ambito, avrà un ruolo importante la riqualifica di Largo Zorzi e Piazza Grande, che ridisegnerà il cuore di Locarno. In dettaglio, per quanto riguarda il Locarnese i punti interessati dalle misure sono quelli in prossimità della nuova stazione di Muralto, delle fermate Tilo di Minusio, Tenero e Gordola, nonché tutta la fascia servita dalle linee di trasporto pubblico tra Locarno e Bellinzona. Un terzo punto strategico è infatti quello della riqualifica degli assi viari storici del Locarnese, attualmente caratterizzati da traffico e rumore, nonché da una bassa densità di costruzioni. Migliorando e recuperando la qualità di vita lungo questi assi stradali, si potrebbero sfruttare le ampie riserve edificatorie a disposizione.

    Quello delineato nel PALoc – tiene a precisare l’arch. Guscetti – è comunque uno scenario «auspicato», quindi ideale, che dovrebbe essere attuato entro il 2030. Ovviamente, tale scenario sarà adeguato se le tendenze di crescita dovessero mutare. Sembra comunque assodato che il futuro volto del Locarnese sarà più urbano ma soprattutto dipinto di verde. ■

  • «Locarno avrà il suo  quartiere ecosostenibile»

    «Locarno avrà il suo quartiere ecosostenibile»

    Avvocato Caroni, tra i progetti che dipendono dal suo dicastero c’è anche il cosiddetto PALoc. Può spiegarci brevemente di cosa si tratta?
    Iniziamo col dire che la sigla «PALoc» sta per Programma di agglomerato del Locarnese. Si tratta di programmi pluriennali – generalmente della durata di quattro anni – che contemplano misure d’interesse regionale, volte sostanzialmente a migliorare e potenziare il trasporto pubblico e la mobilità lenta in un agglomerato, come pure a riqualificare urbanisticamente e mettere in sicurezze le aree urbane. Tali misure sono cofinanziate dal Cantone e dalla Confederazione dopo un’attenta valutazione dei progetti. Come detto, sono piani delimitati nel tempo e per quanto riguarda il Locarnese, attualmente sono avviati i progetti della «seconda generazione», la procedura di approvazione della «terza generazione» è terminata e stiamo iniziando la fase di studio del PALoc 4.

    Con quali criteri la Confederazione giudica e finanzia i vari progetti?
    Il processo è piuttosto lungo e dura parecchi anni. Innanzitutto, Berna valuta le proposte elaborate dalle varie regioni e inviate per il tramite del Cantone, secondo criteri di efficacia e di costi, per poi definire una percentuale di cofinanziamento che può raggiungere il 50%. A titolo di esempio, il nostro PALoc 3 ha ottenuto un punteggio molto alto e la Confederazione gli ha concesso un finanziamento pari al 40% dei costi delle opere cofinanziabili. Le opere di priorità A ammontano a circa 44 milioni di franchi. Berna verifica poi che le misure previste vengano effettivamente realizzate nei modi e nei tempi previsti, pena un «malus» nei piani di agglomerato successivi. Questo è un punto molto importante, che implica che non si possono cambiare i progetti ad ogni cambio di maggioranza politica.

    Può citarci qualche opera che verrà realizzata nel quadro di questo piano pluriennale?
    Tra le misure più incisive mi preme citare l’imminente potenziamento dell’offerta dei trasporti pubblici su gomma regionali ed interregionali, la cui cadenza sarà addirittura raddoppiata. Sempre tra le opere ad alta prio-rità c’è il nodo intermodale della stazione di Locarno-Muralto, la cosiddetta area di svago di prossimità che include il Delta della Maggia, le golene di Maggia e Melezza, nonché Ponte Brolla. Poi c’è l’area di svago e riqualifica paesaggistica della Riva lago Gambarogno e le riqualifiche urbanistiche di Largo Zorzi a ridosso di Piazza Grande e del quartiere dell’ex Macello.

    A proposito dell’area ex Macello, è vero che volete farne un quartiere «ecosostenibile»? Cosa significa esattamente?
    Innanzitutto, giusto per delineare la portata di questo progetto, iniziamo col precisare che stiamo parlando del terreno «ex Macello, ex Gas, Pharmanalitica». Ci riferiamo quindi a qualcosa, circa 40’000 m2, con addirittura 71’500 m2 di superficie utile (SUL), situati in una zona molto interessante nel centro città. Qui si vuole creare un nuovo quartiere caratterizzato da parametri di sostenibilità ambientale, quindi molto immerso nel verde e con un concetto molto curato dal punto di vista energetico e dei servizi di trasporto pubblico.

    Quali strutture sorgeranno nel nuovo quartiere?
    Ovviamente l’offerta residenziale sarà preponderante, anche perché dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri, Locarno diventerà molto attrattiva per abitarvi, con collegamenti ferroviari veloci e prezzi dell’immobiliare più bassi rispetto, ad esempio, a Lugano. Naturalmente, per aumentarne l’attrattività, nel nuovo quartiere dovranno esservi attività commerciali e servizi. Ci saranno anche una casa per anziani, una torre-albergo di 180 camere, un asilo nido, spazi multiuso, spazi educativi e culturali, un centro giovanile e infine l’ambizioso progetto del polo tecnologico, più precisamente della meccatronica e della robotica.

    C’è già una data d’inizio lavori?
    Per il momento è stato concluso il mandato di studio in parallelo, i cui risultati sono stati pubblicati qualche mese fa. Per noi, come Municipio, era importante che si potesse edificare a tappe, che il progetto fosse modulare. Da un lato c’è un privato che vuole partire abbastanza in fretta, dall’altro c’è il Comune che deve anche valutare come procedere. Inoltre, su questi terreni ci sono alcuni fabbricati i cui diritti di superficie scadono nel 2024. Perciò al momento la questione della data non si pone, poiché siamo ancora a livello di pianificazione.

    E della storica struttura dell’ex macello che ne sarà?
    Si tratta di un edificio che fa parte della storia di Locarno, quindi il suo destino ha suscitato discussioni. Il Cantone l’aveva proposto come bene culturale da tutelare, ma il Municipio aveva preso la decisione di non introdurlo tra i beni culturali per poter mantenere la libertà di scelta e valutare cosa farne. Difatti, ai cinque gruppi che hanno partecipato al concorso sul progetto non abbiamo posto vincoli in questo senso. Va detto comunque che quattro su cinque hanno mantenuto la struttura nei rispettivi progetti. Il gruppo che abbiamo scelto ha inserito il polo della meccatronica nel comparto dell’ex Macello, creando quasi un campus con una piazza ed è riuscito a integrare molto bene questa struttura storica.

    L’architettura complessiva del nuovo quartiere sarà mantenuta oppure il privato che decide di investire avrà ampia libertà?
    Questo è un punto che rappresenta una grossa sfida. Le spiego: il mandato di studio in parallelo serve per elaborare la variante di piano regolatore. Attualmente, con il gruppo scelto, stiamo verificando quali norme introdurre per far sì che l’idea generale dell’ecoquartiere mantenga la sua caratteristica unitaria, altrimenti non avrebbe alcun senso tutta l’operazione. Evidentemente ci vuole un giusto equilibrio, ma si presterà particolare attenzione agli aspetti urbanistici ed energetici, che verranno codificati nel piano regolatore. Non è una sfida facile, perché questi parametri, che possiamo chiamare qualitativi, di solito si applicano nei centri storici.

    C’è qualche altro grande progetto in programma a Locarno?
    Sicuramente sul tavolo c’è la riqualifica di Piazza Grande e Largo Zorzi. Si tratta di un’operazione di ampio respiro che riguarda tutta l’area centrale della città, che va praticamente dal Debarcadero fino a Piazza Remo Rossi. Stiamo parlando di 40’000 m2 e di un investimento di 22 milioni di franchi. Ci sarà un concorso per l’arredo pubblico, con vincoli precisi per la pavimentazione stradale, l’illuminazione, le terrazze, le panchine ecc. Bisognerà rifare anche tutte le sottostrutture della piazza, che l’ultima volta sono state toccate circa 100 anni fa. Questo progetto si integra poi con un altro punto strategico molto importante, che è la politica della riqualifica delle superfici pubbliche.

    Che cosa intende di preciso?
    In parole povere, si tratta dei parcheggi. La nostra politica sui posteggi prevede la costruzione o l’ampliamento degli autosili sotterranei per dislocare i parcheggi dalle superfici pubbliche. Gli spazi così liberati potrebbero essere adibiti a luoghi pubblici, come ad esempio delle piazzette. Noi riteniamo che i posteggi non possano essere semplicemente eliminati, perché sono indispensabili per i residenti, per il commercio ed il turismo. I mezzi di trasporto devono essere complementari, e in questa complementarietà l’automobile ha il suo ruolo.

    Allora ci sarà un autosilo anche sotto Piazza Grande?
    Il problema di servire adeguatamente Piazza Grande esiste. Attualmente, nei dintorni della piazza ci sono i posteggi Largo Zorzi e Piazza Castello, che però sono percepiti dagli utenti come lontani. E la piazza ne soffre. Sicuramente l’ideale sarebbe la costruzione di un nuovo parcheggio sotto Piazza Grande, ma è praticamente impossibile. L’idea attuale è quindi di estendere in direzione di Piazza Grande l’autosilo sotterraneo di Largo Zorzi e prevedere un’uscita pedonale in superficie nelle immediate vicinanze della piazza, ad esempio dove c’è la Posta e/o eventualmente sotto i portici. All’utente, infatti, non interessa tanto dove entra nel posteggio con la macchina, ma dove esce a piedi. ■

  • Maggiore flessibilità d'uso nello spazio di vita e di lavoro

    Maggiore flessibilità d'uso nello spazio di vita e di lavoro

    Il mercato immobiliare sta cambiando rapidamente quanto cambiano le condizioni di vita. L’aumento dei redditi delle famiglie porta a maggiori richieste di spazio abitativo e qualità della vita. Gli anziani mantengono le loro case più a lungo, mentre i giovani in formazione si spostano nel loro spazio di vita prima e prima. Oltre a sempre più famiglie singole, ci sono anche famiglie con famiglie di patchwork o appartamenti condivisi. Mentre il fabbisogno medio di spazio abitativo per persona era di 12 m2 nel 1919, era di 40 m2 nel 2000. Come risultato di queste mutate condizioni, il fabbisogno di spazi abitativi nell’UE e in altri paesi industrializzati è aumentato costantemente negli ultimi 90 anni e – secondo le previsioni – continuerà ad aumentare fino al 2030.

    La costruzione di alloggi sta cambiando
    Diventa chiaro che non esiste più una tipologia vivente adatta a tutte le fasi della vita e che gli edifici devono essere adattabili alle esigenze in costante mutamento. La costruzione di abitazioni di oggi non può più mirare a fornire alloggi di base, ma deve tener conto delle mutate condizioni quadro. Tuttavia, le esigenze mutate hanno anche un impatto sulla conversione e il rinnovamento dello spazio abitativo esistente, poiché gran parte dell’edificio esistente ha più di 30 anni. Gli edifici di questo tipo, in particolare, devono essere ampiamente rinnovati, poiché le dimensioni delle stanze, le installazioni, i servizi sanitari e le stanze comunicanti non soddisfano più gli standard odierni.

    Tendenza all’uso misto degli edifici
    Al giorno d’oggi, c’è ancora una tendenza verso un maggiore mix di uso edilizio, cioè l’integrazione e la sovrapposizione di diverse attività nella stessa posizione. I classici insediamenti satellitari, in cui la vita è concentrata mentre si lavora in città, hanno avuto la loro giornata. Oltre all’alto numero di pendolari, questo uso unilaterale ha portato alle aree residenziali abbandonate al mattino e alle città interne che si sono estinte la sera. Per questo motivo, la pianificazione urbana odierna prevede concetti di utilizzo ibrido a cui sono rivolte le aree di vita, lavoro, shopping e cultura.

    Ad esempio, i centri commerciali di prima generazione vengono convertiti in edifici ibridi con negozi, ristoranti, hotel e cinema. Un mondo di esperienza è creato con diversità e varietà.

    Questo concetto di uso misto richiede una pianificazione orientata al futuro e prodotti da costruzione innovativi. Gli investitori devono far fronte a una domanda in rapida crescita di spazi abitativi personalizzati e di tipologie abitative che si adattano alle diverse fasi della vita e devono concentrarsi maggiormente sui clienti che desiderano contribuire a modellare il proprio spazio abitativo.

    Modifica flessibile delle dimensioni della stanza
    Negli ultimi anni, in particolare, è aumentata la domanda di edifici che offrono la massima flessibilità possibile per quanto riguarda l’uso, la conversione e il cambiamento delle dimensioni della stanza.
    I clienti svizzeri vogliono poter dividere le stanze individualmente, sia nella sfera privata che nel mondo del lavoro. Per rimanere attraente a lungo termine, una proprietà deve essere in grado di rispondere a queste esigenze.

    Se gli investimenti vengono effettuati fin dall’inizio in una costruzione flessibile con il minor numero possibile di elementi portanti, è possibile realizzare un’ampia varietà di esigenze (spaziali) durante la costruzione della proprietà, ma anche cambiamenti all’interno dell’involucro dell’edificio esistente con poche spese di tempo e denaro. Soprattutto nell’area della costruzione di interni, l’uso dei sistemi di pareti a secco Rigips® e Alba® offre esattamente questa massima flessibilità di pianificazione e utilizzo. ■

  • Comparto ex Macello – ex Gas, Locarno

    Comparto ex Macello – ex Gas, Locarno

    La Città di Locarno dispone di circa 50’000 m2 all’interno del tessuto cittadino in una delle aree di maggior pregio paesaggistico e naturalistico, ovvero il comparto ex Gas ex Macello nelle vicinanze del delta del fiume Maggia. Per la riqualifica di tale comparto la città ha deciso di avvalersi della procedura del mandato di studio in parallelo. La scelta è caduta all’unanimità sulla proposta del gruppo di progettazione con capogruppo Inches Geleta Architetti di Locarno supportati da LAND Suisse di Lugano, Urbass fgm di Manno e dallo Studio di ingegneria Francesco Allievi di Ascona. Il loro progetto ha avuto la meglio non solo per la soluzione da un punto di vista urbanistico, ma anche per l’offerta della proposta abitativa che porta soluzioni di medie dimensioni e la presenza di spazi intimi e comunitari diversificati: spazi residenziali, una casa per anziani, spazi multiuso e i servizi armoniosamente integrati in un paesaggio verde diffuso. Soluzioni equilibrate e al contempo variegate grazie all’inserimento di elementi distintivi e identitari quali lo stabile ex-Macello e una torre alberghiera.

    Concetto generale e indirizzo urbanistico
    Il comparto di studio rappresenta un importante tassello del tessuto urbano di Locarno, grazie anche ad elementi iconici quali il Macello, testimonianza della storia recente della Città, e si situa a ridosso del Quartiere Nuovo, che ha contribuito a ridisegnare la struttura della città, definendo nuovi assi urbani e stimolando lo sviluppo di nuovi quartieri abitativi.


    La proposta progettuale persegue uno sviluppo urbanistico di qualità, che punta alla piena integrazione dell’area nel tessuto urbano cittadino, migliorando le relazioni funzionali e spaziali con i sedimi vicini, le strutture adiacenti e con il polo sportivo, così come le condizioni di vita e il benessere collettivo, alimentando un sentimento di rinnovata identità e senso di appartenenza ai luoghi.


    Il progetto si delinea inoltre quale esempio virtuoso di sviluppo centripeto di qualità in cui alla densità edificatoria, contraddistinta da un mix funzionale che accompagna i contenuti residenziali, organizzati secondo la modalità della cooperativa, vengono integrati ampi spazi pubblici e verdi intesi quali luoghi di aggregazione dal forte accento sociale.


    Il quartiere ha una chiara impostazione urbanistica:
    • il comparto dell’ex Macello, integrando l’edificio del Tecnopolo e quello storico del Macello, si delinea come un elemento «finale» del Quartiere Nuovo, del quale riprende il rigore dell’impostazione planimetrica e le geometrie ben definite; le differenti volumetrie determinano un’unità formale che crea un elemento distintivo nel tessuto cittadino che, per conformazione e scala urbana, si distingue quale comparto a vocazione pubblica;


    • il comparto residenziale, i cui volumi verso via Balestra si allineano con essa, asse portante della mobilità del trasporto pubblico, propone delle volumetrie che si integrano nel tessuto costruito adiacente andando a creare uno sviluppo armonioso del Quartiere Nuovo verso il lago e spazialità «a misura d’uomo», evitando così macro-elementi che non parlano il linguaggio della Città di Locarno;


    • il comparto adiacente allo Stadio si conforma come spazio pubblico per l’intero quartiere e parimenti spazio libero e verde di collegamento tra il Parco Isolino e la Lanca degli Stornazzi. Un «vuoto» urbano sul quale si affacciano elementi di riferimento quali la casa anziani e la torre alberghiera, Landmark del quartiere e punto focale degli assi pedonali (via della Pace e via della Posta) che, attraversando il Quartiere Nuovo, collegano Largo Zorzi al nuovo sviluppo urbanistico proposto.

    Rete viaria e degli spazi pubblici
    Il progetto si armonizza con gli obiettivi e le misure del PALoc3 e garantisce un’integrazione funzionale e formale con il contesto allargato, con particolare riferimento all’impianto urbanistico del Quartiere Nuovo, ma anche con il tessuto insediativo e con la rete stradale adiacenti al comparto.

    Aree verdi
    Il disegno della rete viaria e degli spazi pubblici ha l’obiettivo di offrire, all’interno del nuovo quartiere, spazi verdi di qualità, tenendo una volta di più conto dell’esigenza di offrire spazi adeguati sia alla scala urbana, in relazione ai contenuti di portata regionale, sia alla scala locale, a beneficio dei nuovi residenti. In questo senso il sistema del verde (pubblico e privato) è inteso come «paesaggio diffuso» composto da spazi accoglienti e non cintati in relazione con gli spazi pubblici adiacenti dei quali è naturale continuazione, contribuendone al suo carattere e alla sua percezione. Si dà così origine ad un insieme di spazi aperti dove accogliere diverse funzioni ad uso del quartiere (aree verdi private, giardini collettivi, orti urbani, aree gioco ecc.).

    Destinazioni d’uso e volumetrie
    Il progetto prevede la distribuzione e l’organizzazione dei contenuti secondo una logica che assicura una corretta mescolanza funzionale, nell’ottica di gestire al meglio le relazioni tra i contenuti del nuovo quartiere con un richiamo e una portata regionale e quelli prettamente locali, ma anche allo scopo di ottimizzare gli spostamenti dei pedoni e veicolari e di favorire dinamiche sociali volte all’intergenerazionalità.

    Beni culturali e patrimonio storico
    Il progetto garantisce l’integrazione dell’ex Macello quale monumento storico in grado di assurgere a centralità ed elemento attrattivo nel nuovo comparto urbano. Viene quindi perseguito un approccio urbanistico in grado di valorizzare le tracce del passato e tematizzarle quale elemento identitario e di rispetto della memoria storica del luogo. In questo senso, il comparto dell’ex Macello si connota di contenuti culturali, espositivi, educativi nonché multiuso con spazi socio-ricreativi.

    Posteggi pubblici/privati e stalli per biciclette/due ruote a motore
    Nel quartiere saranno messe in funzione una postazione di veicoli Mobility CarSharing, come pure una postazione di biciclette della rete di Bike Sharing del Locarnese (velospot).


    Le brevi distanze tra il centro cittadino e il quartiere dell’ex Macello ex Gas sia gli spostamenti a piedi sia in bicicletta. Anche la stazione FFS di Locarno-Muralto è raggiungibile a piedi o in bicicletta. La riqualifica a medio-lungo termine di via Serafino Balestra (Misura PALoc 3), come pure l’eventuale sistemazione di un asse a priorità pedonale lungo via della Posta, favoriscono ulteriormente le relazioni «lente» tra il futuro quartiere e il cuore di Locarno. ■

  • La scuola Stämpach è in fase di ristrutturazione e ampliamento

    La scuola Stämpach è in fase di ristrutturazione e ampliamento

    La scuola Stämpbach ha quasi 50 anni e non è mai stata completamente rinnovata dalla sua costruzione. L'8 luglio 2019 è iniziata la prima fase di costruzione con la nuova costruzione della scuola materna, scuola materna e ala intermedia e il rinnovo della palestra. Il progetto è molto importante per il futuro della comunità, sottolinea il sindaco Walter Schilt. La seconda fase segue dal luglio 2020 al 2021 con il rinnovo dell'ala di classe est e l'aggiunta delle sale di gruppo. La terza fase prevede il rinnovo dell'ala ovest. Gli architetti sottolineano che i tre edifici di estensione si adatteranno al contesto esistente e completerebbero la struttura in modo significativo. Il vasto lavoro continuerà da aprile a dicembre 2021 mentre la scuola è in funzione, da gennaio ad aprile 2022 i lavori ambientali saranno completati, quindi il progetto sarà completato nel maggio 2022.

  • Lo spirito pionieristico di Winterthur: come la storia industriale influenza lo sviluppo del sito di oggi

    Lo spirito pionieristico di Winterthur: come la storia industriale influenza lo sviluppo del sito di oggi

    Nel diciannovesimo secolo, Charles Brown ha lavorato per la prima volta sul miglioramento dei motori a vapore presso l'azienda Sulzer e successivamente come co-fondatore della Locomotiva svizzera e della fabbrica di macchine (SLM) sull'invenzione della locomotiva elettrica. Il centro pionieristico per la costruzione di locomotive, che ha prodotto e sviluppato per tutto il mondo, era situato nelle sale del sito di Sulzer. L'industria pesante si ritirò rapidamente da Winterthur alla fine del XX secolo. Ciò che restava era un'area enorme, estremamente centrale. Solo tre decenni dopo si svegliò la "città proibita". Il concierge ricorda il controllo dell'ingresso – oggi un piccolo ristorante alla moda. La popolazione di Winterthur ha dovuto prima abituarsi al fatto che ora sono i benvenuti in questa zona: il Parco delle abilità, il Cameo Kulturkino e i Carri ora animano il campeggio. I numerosi studenti hanno anche riportato in vita l'area. Il collegamento tra istruzione e funzioni aziendali sul sito Technopark Winterthur, che supporta le startup. Un mix di successo oggi.

    Lokstadt – probabilmente la più grande riprogettazione
    Proprio accanto all'area di stoccaggio, dopo quasi trent'anni avvenne l'innovativo progetto per il nuovo distretto di Lokstadt. Gran parte dell'ex area industriale, che in futuro combinerà vita, lavoro e tempo libero. Circa 120.000 metri quadrati di terreno saranno la più grande riprogettazione nello sviluppo dell'area di Winterthur nei prossimi sette anni e in collaborazione con varie parti interessate è stato elaborato un piano di progettazione basato sul consenso. La più grande sfida con progetti così grandi è che sono accettati dalla popolazione e utilizzati di conseguenza. "Un buon mix e concetti di mobilità intelligente svolgono un ruolo importante in questo caso", afferma Lucius Graf, Head of Business & Meetings presso House of Winterthur. Lokstadt rimarrà in gran parte privo di traffico – il parcheggio sotterraneo indirizzerà il traffico verso gli edifici corrispondenti. Il numero massimo di 200 entrate ed uscite all'ora potrebbe quindi diventare scarso. Gli sviluppatori ZHAW stanno lavorando ad alternative per la mobilità futura, come il Bicar a tre ruote, nella vicina area di stoccaggio. O nella città di Velo, il rimorchio ultraleggero Polyroly è l'ideale.

    The Valley – area di sviluppo e centro di ricerca
    Oggi oltre 120.000 persone e 670 treni viaggiano ogni giorno tra Zurigo e Winterthur. Stazione Kempt
    Thal si trova su una delle linee ferroviarie più trafficate. L'area industriale Maggi è situata direttamente in questa stazione. Oggi area di sviluppo e centro di ricerca: «The Valley». Gli edifici elencati sono stati ampiamente rinnovati e sono in costruzione nuovi edifici aggiuntivi. La valle comprende 100.000 metri quadrati di spazio in affitto con un vivace mix di utenti. “Con oltre sessanta inquilini, metà dello spazio in affitto è occupato e circa 700 persone lavorano attualmente qui. Inoltre, sono in corso investimenti nel parco edilizio e nelle infrastrutture: ad esempio, il silo bar si aprirà sopra i tetti del sito nella primavera del 2020, la creazione di negozi di alimentari è in fase di negoziazione e la prossima estate la nuova House ‹Food›, un hub per lo sviluppo alimentare innovativo e La produzione sarà completata », afferma Mikula Gehrig, promotore immobiliare della Mettler2Invest AG. In vista del futuro, The Valley darà molta vita a Kemptthal quando sarà completamente espansa, con soluzioni di mobilità già prese in considerazione, come i treni ogni quarto d'ora. "La connessione ottimale alla rete ZVV è un fattore chiave per lo sviluppo di siti di successo", ha affermato Bernard Hosang, sindaco di Lindau.

    Indossare gli occhiali del futuro: le visioni diventano realtà?
    Da dicembre 2019, la scena della startup si è trasferita nella "Home of Innovation" di Töss nell'area dello stabilimento di Rieter. Laddove nascono nuove idee, sul tavolo sono presenti anche progetti di sviluppo lungimiranti: il tunnel di Brüttem pianificato ha lo scopo di alleviare il collo di bottiglia nella rete ferroviaria tra Zurigo e la Svizzera orientale. A Neuhegi-Grüze, dove è stato progettato un secondo centro urbano come visione bipolare della città di Winterthur, esiste ancora un potenziale di sviluppo, per cui esiste già il parco più grande della città, un edificio scolastico di nuova costruzione e uno spazio commerciale disponibile. I parchi tascabili previsti, le varie forme di vita in età mista e, ultimo ma non meno importante, lo sviluppo della nuova autostrada Neu-Hegi sono destinati a sostenere lo sviluppo futuro qui.
    Dopo il ritiro dell'industria pesante, Winterthur impiegò trenta anni per riempire di nuova vita le ex aree industriali. Già con grande successo in molti luoghi. In altri luoghi sorgono nuove sfide. Tuttavia, Winterthur ha già affrontato molte sfide negli ultimi duecento anni e qui troverà soluzioni. Con uno spirito pioneristico. ■

  • Basel: Erneuerung und Erweiterung des Helvetia Hauptsitzes

    Basel: Erneuerung und Erweiterung des Helvetia Hauptsitzes

    Die Baufreigabe für das Projekt Campus Basel hat die Helvetia im Frühjahr 2019 erhalten. Das Projekt basiert auf Entwürfen von Herzog & de Meuron. Die Bauarbeiten haben Mitte Oktober 2019 begonnen. Parallel zum heutigen Hauptgebäude wird voraussichtlich bis Ende 2022 ein Zwillingsbau als zeitgemässe Neuinterpretation des bestehenden Gebäudes realisiert. Die beiden Hochhäuser werden durch einen Zwischenbau verbunden, der einerseits ein grossräumiges, transparentes Auditorium, andererseits einen repräsentativen Empfangsbereich und Räumlichkeiten für Veranstaltungen aufnehmen wird, so die Projektverantwortlichen.

    Gleichzeit wird das Mitte der 1950er-Jahre erbaute, bisherige Hauptgebäude, einer umfassenden Erneuerung unterzogen. Die letzte Etappe, bei der auf der Nordseite der St. Alban-Anlage der Bau eines neuen Wohnhauses vorgesehen ist, startet voraussichtlich 2025. Ebenfalls nach den Plänen von Herzog & de Meuron werden dort rund fünfzig Mietwohnungen gebaut. Die Parkanlage bleibt erhalten. Das gesamte Projekt dauert bis voraussichtlich Ende 2027.

  • Immagini CBRE del futuro

    Immagini CBRE del futuro

    Il consenso tra tutti gli attori del settore immobiliare è che l'utente e la sua domanda rappresentano un elemento centrale nello sviluppo di progetti immobiliari. Soprattutto per quanto riguarda la pianificazione a medio e lungo termine degli sviluppi dell'area, che a causa delle loro dimensioni e spesso non nella scarsa merce degli A-location, la prospettiva lungimirante e la realizzazione di numerosi presupposti sono come le esigenze degli utenti si svilupperanno nel tempo nel mercato della domanda , essenziale. Tuttavia, la ricerca e la pratica nel settore immobiliare mostrano che il lato della domanda è ancora la grande variabile sconosciuta sul mercato immobiliare. Sono noti semplici sondaggi per l'utente che forniscono una panoramica dello status quo approssimativo. Per quanto riguarda l'orizzonte di pianificazione a medio e lungo termine degli sviluppi del sito, queste istantanee si basano su basi piuttosto sottili.

    La considerazione delle grandi aziende come conduttori di ancoraggio da un lato e un prezioso incubatore per il rilancio dall'altro è rilevante per gli sviluppi del sito. Un focus sul mercato degli articoli per ufficio è generalmente l'osservazione continua dei movimenti e dei driver della domanda
    grandi aziende ad alta intensità di lavoro. L'elevata dinamica dei segmenti di utenti delle banche, della finanza e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), importanti anche per il mercato immobiliare svizzero, negli ultimi anni ha mostrato forti movimenti in termini di utilizzo del territorio e strategie immobiliari. Soprattutto sullo sfondo del progresso tecnologico – digitalizzazione – si prevede una significativa riduzione dei posti di lavoro all'interno delle società bancarie e finanziarie, l'industria delle TIC tende a vedere una grande crescita a causa dei suoi (presunti) vantaggi competitivi nel corso della digitalizzazione del mondo del lavoro e di altri per il L'industria immobiliare suggerisce tecnologie pertinenti. Va notato che il rapido ritmo di vita in un ambiente di lavoro che è modellato dal cambiamento dovuto al progresso tecnologico richiede alle aziende di essere più agili, il che a sua volta porta alla necessità di offerte più flessibili nello spazio ufficio. È chiaro che la domanda e i requisiti per le proprietà degli uffici del futuro si svilupperanno a diversi livelli e in molti strati. Quali condizioni quadro devono essere prese in considerazione nella pianificazione in modo che i gruppi target decidano sulla rispettiva posizione, l'area specifica? E quale influenza ha la tanto discussa «digitalizzazione» sui driver della domanda? – cfr. Fig. 1. Sulla base di uno studio attuale1, ipotizziamo le seguenti possibili immagini future della domanda di spazi per uffici da grandi aziende nei settori delle TIC e della finanza e una prospettiva a medio termine per il 2030:

    L'orizzonte di pianificazione sicuro per lo sviluppo dei requisiti di spazio per uffici ora varia tra 1 e 3 anni. Si vede la congruenza sull'orizzonte temporale nell'attuazione dei progetti di digitalizzazione. L'incertezza di previsione relativa allo sviluppo della società unisce le aziende e le industrie. Questa incertezza, combinata con l'agilità richiesta a livello aziendale, sarà sempre più trasferita sul lato dell'offerta del mercato immobiliare nel senso di opzioni strategiche di azione in fasi sempre più brevi non appena esiste la possibilità (contrattuale) per questo.

    La domanda quantitativa di spazi per uffici nel settore finanziario diminuirà fino al 35% in base al presupposto dello sviluppo dell'azienda (sviluppo del lavoro, necessità di spazi per uffici in m2). Le società ICT si svilupperanno, principalmente in base al grado di innovazione e digitalizzazione, in un intervallo compreso tra il –25% e il + 50% in termini di spazio per uffici rispetto al 2018. Il fabbisogno di spazi per ufficio per dipendente (m2 / dipendente) sarà ridotto a circa 9 – 10 m2 / dipendente desiderati in entrambi i settori.

    Grazie agli effetti e agli strumenti di digitalizzazione, il Corporate Real Estate Management (CREM) vede un potenziale di risparmio di spazio fino al 30% o un potenziale di risparmio sui costi di CREM fino al 25% circa. Entro il 2030, la digitalizzazione / i dati / gli strumenti saranno leve decisive per la realizzazione e l'ottimizzazione di obiettivi CREM complessi, ad esempio indicatori finanziari, strategie di portafoglio e proprietà o l'intensità dell'uso dello spazio.

    Mentre l'outsourcing a offerte di spazi per uffici esterni, utilizzabili in modo flessibile (ad es. Per progetti di lavoro, sedi di minore importanza strategica) è stato di circa il 5% nel 2018, l'uso di offerte flessibili sarà per lo più di circa il 15%, a volte fino al 50% del portafoglio di spazi per uffici nel 2030 preoccupazione.

    Questo estratto di fattori endogeni dello sviluppo interno della società con probabilmente una forte influenza sulla domanda di spazio dimostra gli sforzi di trasformazione delle grandi aziende in termini di allocazione di spazi per uffici e gestione di CREM. Tuttavia, questi possibili scenari di sviluppo possono essere influenzati solo parzialmente dal mercato dell'offerta. Si consiglia pertanto di concentrarsi su criteri qualitativi e tendenze della domanda che rientrano nella sfera di influenza dei consorzi del pianificatore e dei proprietari / proprietari e che possono essere utilizzati nella competizione di localizzazione.

    La visione qualitativa del futuro mostra un quadro omogeneo dei driver della domanda dei criteri di localizzazione: secondo noi, il criterio di conservazione viene valutato con una forte influenza sulle decisioni relative alla localizzazione. Questa forza trainante per la domanda dovrebbe essere integrata da altri quattro fattori chiave entro il 2030:

    Dati (stessi della conoscenza): la spina dorsale della digitalizzazione si mostra come una leva a più livelli e determinante fondamentale per tutte le figure chiave di CREM. Entro il 2030, gli utenti si aspettano un'infrastruttura di edificio completamente digitalizzata come standard. Ad esempio, implementando componenti tecnici, riguardanti sia le strutture dell'edificio sia l'uso / funzionamento, per supportare gli obiettivi e i requisiti degli utenti. I requisiti di connettività della posizione aumenteranno in linea con l'aumento del traffico e del trasferimento di dati.

    Flessibilità e agilità sono richieste dagli utenti a tutti i livelli. Ciò si riflette nella preferenza per le offerte del campus con servizi condivisi e utilizzabili in modo flessibile. La modularità nel senso della semplice adattabilità delle unità di spazi per ufficio da parte dell'utente, la standardizzazione dei raccordi per ufficio (un'estensione e una sfida anche per l'azienda stessa) e l'installazione di opzioni reali possono ottimizzare sia il riadattamento quando l'inquilino cambia e l'usabilità di terzi per altri usi.

    Know-how e talenti: la generazione giovane e digitalizzata di dipendenti mostra disponibilità ad accettare spostamenti più lunghi quando l'immagine dell'azienda, la posizione dell'azienda nel suo complesso e la cultura aziendale sono classificate come attraenti. Anche in futuro le stesse aziende si impegneranno sempre più a promuovere il lavoro d'ufficio attraverso il benessere, la collaborazione e l'innovazione nel corso della progettazione del panorama degli uffici. La possibilità di unire lavoro, vita, svago e divertimento / tempo libero sul sito sarà presumibilmente valutata ancora di più dalle aziende in futuro.

    Sostenibilità: edifici ecologici – sullo sfondo del principio guida di un ciclo di vita sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse, Green Leasing, che regolano gli accordi corrispondenti tra il proprietario e l'utente nel contratto di affitto; e la mobilità verde diventerà più importante come criterio di localizzazione entro il 2030. La flessibilità e i dati sosterranno in modo significativo l'uso economico ed ecologico, tra l'altro in termini di efficienza dello spazio o intensità di intensità / occupazione come aspetti dell'infrastruttura di ufficio sostenibile.

    L'apertura delle seguenti domande per ulteriori discussioni sembra legittima sulla base di questi risultati: è possibile e dovrebbero integrare i fattori chiave della domanda in modelli e formule (di pagamento) a prova di futuro? I modelli e le formule di previsione esistenti per determinare la domanda di spazi per uffici sono sostenibili? Sotto l'influenza della determinante agilità e flessibilità e dello sviluppo dinamico dei modelli di lavoro, le grandi aziende si avvicinano alla domanda qualitativa della domanda e al comportamento delle piccole e medie imprese?

    Incertezza e dinamica sul fatto che le future esigenze degli utenti si scontrino con la tradizionale pianificazione a lungo termine dell'infrastruttura immobiliare. Vale quindi la pena dare un'occhiata più da vicino all'analisi delle esigenze future degli utenti. L'inclusione delle conoscenze di marketing – attraverso una comprensione aggregata delle tendenze della domanda degli utenti, la conoscenza di criteri strategici globali fino a raccomandazioni concrete per la pianificazione di progetti affittabili già nel processo di pianificazione iniziale – è particolarmente importante per le sedi B e C per la creazione di valore a lungo termine e l'usabilità di terzi. Un diverso mix di usi per aree occupate non è sufficiente come approccio di posizionamento / comunicazione. La visione, la comunicazione e la conoscenza dei futuri fattori trainanti della domanda, nonché la realizzazione / offerta effettiva di fattori chiave per i criteri di localizzazione dal punto di vista dell'utente sono fattori critici di successo per i futuri prodotti immobiliari e sviluppi del sito. ■

  • Migros rinnova il grande magazzino storico di Basilea

    Migros rinnova il grande magazzino storico di Basilea

    Costruito nel 1904, le riviste della Globus AG hanno rilevato la casa tre anni dopo e gestiscono il tradizionale grande magazzino da oltre 110 anni. Il grande magazzino Globus elencato a Basilea deve ora essere ampiamente rinnovato. La sede di Globus è composta da varie proprietà di periodi diversi ed è stata continuamente modificata e ampliata nel corso del tempo, scrive Migros in un comunicato stampa. Tuttavia, le condizioni generali del tessuto da costruzione e le strutture tecniche rendono necessaria una completa ristrutturazione.

    Implementazione con grande rispetto per la storia

    Lo studio di architettura Miller Maranta di Basilea elaborerà le misure nel pieno rispetto della storia dell’edificio e della posizione nel cuore di Basilea, spiega Migros. Lo smantellamento del pergolato fu discusso con la conservazione storica. È stato reso possibile in modo che le condizioni originali della proprietà, costruita nel 1904, possano essere ripristinate. Solo il portico dovrebbe scomparire e l’intera fila di vetrine viene spinta in avanti sulla strada. Allo stesso tempo, è necessario potenziare l’ingresso principale della piazza del mercato. “Gli architetti lo immaginano come segue: quando il cliente entra nel grande magazzino, si trova in un cortile largo circa sei metri e si estende al secondo piano”, scrive “Basler Zeitung”.

    Un atrio è previsto al terzo piano. Secondo i resoconti dei media, viene presa in considerazione anche la ristorazione sul tetto. Con la ristrutturazione annunciata, Migros continua a preparare la strada per un futuro di successo per le sue proprietà e lo spazio commerciale. I responsabili del progetto dichiarano che l’investimento avverrà indipendentemente dal fatto che la vendita annunciata di Globus avverrà con o senza beni immobili.

  • Dal centro amministrativo all'edificio residenziale

    Dal centro amministrativo all'edificio residenziale

    Dopo essersi trasferiti nel nuovo centro amministrativo federale attraverso armasuisse in Guisanstrasse, gli ex uffici di Blumenbergstrasse 39 non sono più necessari. Il proprietario sta quindi trasformando la proprietà esistente in un puro edificio residenziale con 34 appartamenti. Si prevede che nella proprietà verranno costruiti appartamenti urbani con un carattere urbano. Il cambio di utilizzo richiede una riprogettazione fondamentale e un aggiornamento esterno della proprietà, sottolineando i project manager. L'edificio dovrebbe avere l'espressione di un edificio residenziale. In particolare con Blumenbergstrasse, lo spazio deve essere aggiornato con giardini frontali semi-privati.

  • 190 micro-appartamenti a Berna

    190 micro-appartamenti a Berna

    Dopo Zurigo, Lugano e Losanna, Berna è la quarta città in Svizzera per attuare il concetto di micro vita. "Le proprietà di Micro-Life corrispondono allo sviluppo dei bisogni della vita", spiega Andreas Blotti, membro del Consiglio di amministrazione di Artisa Group AG. La posizione nelle immediate vicinanze del centro è ideale per offrire micro-appartamenti convenienti e completamente attrezzati per un gruppo target molto eterogeneo, spiega Blotti. Andreas Blotti è convinto che sempre più persone di età diverse manterrebbero uno stile di vita individualistico e mobile. Sono richiesti appartamenti più piccoli ma completamente attrezzati, combinati con servizi facilmente prenotabili tramite un'applicazione appositamente sviluppata. City Pop AG è responsabile per il marketing e lo sfruttamento del concetto all'interno del gruppo Artisa. I mini appartamenti hanno una superficie da 25 a 35 metri quadrati, sono completamente arredati e dotati degli elettrodomestici necessari. Il periodo di noleggio è tra le quattro e le 52 settimane. I piccoli appartamenti saranno completati nel 2021.

  • La casa del futuro con Eternit

    La casa del futuro con Eternit

    Il campus di Chavacots è sempre stato la casa del futuro, poiché circa 900 nuovi specialisti dell'involucro edilizio vengono formati nel centro di formazione ogni anno. L'edificio degli anni '70 ha dovuto essere rinnovato per soddisfare le esigenze odierne con le moderne infrastrutture di costruzione. Il centro di formazione è stato convertito in un solo anno utilizzando prodotti Eternit innovativi ed ecologici e soluzioni solari.

    Eternit (Schweiz) AG, con sede a Niederurnen e con la sua storia di successo di 125 anni, produce prodotti per tetti e facciate non combustibili in fibrocemento, caratterizzati da alta qualità, durata e durata. Ad esempio, per l'involucro dell'edificio sono stati utilizzati ardesia del tetto e pannelli di facciata in fibrocemento e allo stesso tempo le soluzioni solari di Eternit sono state integrate in modo ottimale. Il nuovo pavimento minerale Eternit è stato utilizzato negli interni.

    Tetto Sunskin e facciata Sunskin: il campus Chavacots diventa un fornitore di energia
    Il tetto Sunksin e la facciata Sunskin di Eternit sono soluzioni ecologiche per sistemi fotovoltaici, che soddisfano tutti i requisiti dell'associazione clienti Polybau per un moderno sistema solare. Con la loro forma piatta senza cornice, i moduli fotovoltaici si adattano perfettamente al tetto e al paesaggio della facciata. Sono adatti a quasi tutte le forme del tetto.

    Involucro edilizio complementare
    I moduli solari sul tetto sono stati completati da elementi in ardesia durevoli e robusti realizzati in fibrocemento Eternit. Uno bloccato su una facciata in legno, perché le norme edilizie del comune di Les Paccots non consentono diversamente. Tuttavia, ciò non ha impedito all'edificio della formazione di sviluppare un campus moderno ed ecologico con i prodotti Eternit.

    "La tinta nera delle doghe verticali in legno sui pavimenti e il grigio delle piastre Eternit della base interagiscono con l'edificio di studio di fronte per lavori pratici e lavorano con una logica di posizione e immagine", afferma orgoglioso lo studio di architettura Atelier 78.

    Eternit floor – il pavimento minerale naturale
    Per le aule del campus di Chavacots è stato cercato un piano che potesse resistere molto. Una domanda centrale era modernizzare l'edificio tradizionale con nuovi materiali senza perdere l'autenticità. La natura naturale e minerale e la sottile tonalità del pavimento Eternit si sono rivelate la scelta giusta qui. ■

    Fatti e cifre

    costruttore
    Associazione Polybau, Uzwil

    architetto
    Atelier 78, Chatel-St. Denis

    processori
    Facetec SA, Crissier (facciata)
    B. Schnider SA, Clarens (tetto)
    Helion, Yverdon-les-Bains
    (Tetto Sunskin e facciata Sunskin)
    AGM Entreprise Générale Sàrl,
    Monthey (piano)

    Materiali utilizzati
    Facciata Sunskin – 48 moduli
    Tetto Sunskin – 228 moduli collegati
    Ardesia Eternit Natura Standard
    40 × 40 / colore: 6505
    Pannelli per facciate Largo Nobilis 214 (634 m2)
    Eternit floor – collezione trend Intense (262 m2)

  • GZO Spital Wetzikon: espansione e modernizzazione

    GZO Spital Wetzikon: espansione e modernizzazione

    Dall'innovativo anno fa, molto è cambiato intorno al GZO Spital Wetzikon. Invece della verde collina di tiglio, le macchine edili ora modellano l'area esterna. La realizzazione di un ampliamento e la modernizzazione degli edifici esistenti daranno forma a GZO Spital Wetzikon nei prossimi sei anni. "La base per un'assistenza medica di base invariata e competitiva è un'infrastruttura moderna e orientata al futuro", afferma il presidente della VR Jörg Kündig. Ecco perché l'ospedale GZO Wetzikon non solo pone le basi per un nuovo edificio, ma anche per il suo futuro.

    I lavori di costruzione per la conversione e l'estensione della GZO verranno eseguiti in più fasi. A sud del grattacielo si sta costruendo un'estensione a cinque piani. Ciò dovrebbe offrire spazio per ulteriori capacità delle unità mediche e diagnostiche, ma anche per i nuovi reparti letto con camere singole e doppie. L'ospedale avrà 172 letti nel reparto. Quando il nuovo edificio è completato, inizia la ristrutturazione del grattacielo elencato. Le operazioni ospedaliere continuano senza restrizioni per tutto il periodo di costruzione.

    Ulteriori informazioni sul progetto "Conversione e ristrutturazione di GZO Spital Wetzikon" in generale e in particolare sulle singole fasi di costruzione sono disponibili sul sito Web www.gzo-bau.ch/blog.

  • Altenrhein – area con storia

    Altenrhein – area con storia

    Da allora ad ora
    L'area di Altenrhein ha alle spalle una storia lunga e ricca di eventi: con la costruzione delle opere di Dornier e il campo d'aviazione negli anni '20, l'ex villaggio di pescatori di Altenrhein ha vissuto una ripresa senza precedenti. Il costruttore di aeromobili Dornier era considerato una delle compagnie più moderne nel settore dell'aviazione europea. Dopo la seconda guerra mondiale, l'area conosciuta come FFA Flugzeugwerke Altenrhein AG cambiò più volte. Nel 1997 Schindler Waggon ne prese gran parte. La Stadler Rail rilevò l'area di costruzione del carro dieci anni dopo. 2018 lì
    il costruttore di veicoli ferroviari annunciò che avrebbe spostato gran parte della sua produzione nel suo nuovo edificio a St. Margrethen nel 2021.

    Ma qualcosa è sempre rimasto uguale: grandi cose sono state create ad Altenrhein da 100 anni. La posizione nell'angolo di quattro paesi è difficile da battere e l'ambiente diretto è arricchente per tutti. La vicinanza con l'aeroporto di St. Gallen-Altenrhein e il proprio raccordo con la rete di collegamenti FFS assicurano eccellenti collegamenti con i mercati nazionali e internazionali di approvvigionamento e vendita. Con una superficie di circa 110.000 m2 e una superficie affittabile di 55.000 m2, l'area di Altenrhein è anche di grande importanza in tutta la Svizzera orientale.

    È richiesta la gestione delle singole aree
    Dall'inizio del 2017, la divisione di gestione del sito ad uso misto di Wincasa ha supervisionato con successo grandi aree ad uso misto in tutta la Svizzera. Vincendo il mandato di Swisscanto al workshop Altenrhein a metà del 2019, è stata ora aggiunta una dimensione completamente nuova. Le sfide sono molto diverse dalle aree convenzionali, che sono curate in tutta la Svizzera dagli specialisti di Wincasa.

    La gestione delle aree industriali riguarda principalmente le attività e i requisiti relativi alle aziende manifatturiere. Per poter produrre in modo competitivo e con alta qualità in Svizzera, le esigenze dei clienti devono essere riconosciute rapidamente e trattate immediatamente e in modo molto individuale. Ci sono anche le aree strategiche di ulteriore sviluppo, ottimizzazione dei costi e posizionamento ottimale sul mercato. La professionalità, la sicurezza e la familiarità tra le varie discipline sono l'essenza e la fine di un funzionamento regolare. Gli errori operativi avrebbero conseguenze importanti.

    I servizi per Altenrhein sono appositamente adattati alle esigenze degli inquilini dei settori dell'industria, dell'artigianato e della logistica. Si tratta di servizi come corrieri, servizi di riparazione, pulizia individuale o organizzazione di eventi per i clienti. Oltre allo smaltimento, che soddisfa i più alti requisiti del cantone di San Gallo, l'area offre anche lo smaltimento di rifiuti pericolosi. Poiché le società di produzione vogliono lavorare e produrre in modo sempre più flessibile, è prevista una continua espansione dei servizi per gli inquilini nell'area.

    Sfide attuali
    L'annunciato allontanamento dalla Stadler Rail offrì ai proprietari e ai dirigenti l'opportunità di riposizionare l'area: da un luogo con pochi a un luogo con diversi inquilini. Un rebranding completo, unito a intense attività di marketing, ha avviato i primi passi. I primi successi sono già stati raggiunti e c'è interesse per il mercato. Grazie allo spazio intelligente e flessibile, ci si può aspettare che il processo di marketing possa essere completato con successo. ■

  • Aeroporto di Zurigo: soddisfare il crescente flusso di passeggeri

    Aeroporto di Zurigo: soddisfare il crescente flusso di passeggeri

    Flughafen Zürich AG ha annunciato che l'espansione delle aree passeggeri a terra dovrebbe fornire spazio sufficiente per il flusso crescente di persone e rimuovere i colli di bottiglia esistenti. Il progetto risale a un concorso di progetto pubblicizzato nel 2014. Il progetto è attualmente in fase di pianificazione.

    Miglioramento grazie alla riprogettazione
    Il progetto prevede la riprogettazione delle aree passeggeri ai livelli G0 e G1 nella parte settentrionale del Centro aeroportuale. I responsabili del progetto sottolineano che la riprogettazione comporterà un miglioramento qualitativo e quantitativo delle relazioni di percorso tra ferrovia, autobus, parcheggio, terminal 1 e 2 e il nuovo centro "The Circle at Zurich Airport" per tutti gli utenti – passeggeri, pendolari e acquirenti.

    Ampliamento dell'offerta commerciale e di ristorazione
    Ci sono anche piani per espandere l'offerta di vendita al dettaglio e gastronomia lungo queste vie di accesso con un gran numero di negozi e nuove zone gastronomiche. Allo stesso tempo, il nuovo centro "The Circle at Zurich Airport", che è in costruzione, sarà collegato in sotterraneo al centro dell'aeroporto. Anche la consegna sarà risolta. Il traffico di consegna porterà direttamente da Flughafenstrasse a una nuova consegna sotterranea e quindi alleggerirà il diritto di passaggio.

    Al livello principale G0 dell'odierno Airport Center, il collo di bottiglia nel passaggio al check-in 1 e all'arrivo 1 viene eliminato e viene creato un generoso miglio commerciale. L'intera offerta al dettaglio del centro aeroportuale sarà aumentata di un totale del 60 percento. A livello della stazione degli autobus, viene creata una sala piena di luce nel divario di oggi tra i parcheggi P1 e P2. In questa cosiddetta "food hall", viene offerta una ricca offerta culinaria da una vasta gamma di paesi. Il piano prevede il completamento dei piani di espansione del 2024. I lavori vengono eseguiti durante le operazioni in corso e in diverse fasi di costruzione. 

  • BIMtoFM – Integrazione del metodo di pianificazione BIM nella gestione dell'edificio

    BIMtoFM – Integrazione del metodo di pianificazione BIM nella gestione dell'edificio

    Il Building Information Modeling (BIM) viene utilizzato per implementare sempre più nuovi progetti di costruzione, sia nel settore dell'edilizia abitativa sia in complessi di uffici e unità commerciali. Ma per investitori e costruttori con lungimiranza e interesse per una gestione efficiente e sostenibile, lo strumento di pianificazione non si ferma alla fase operativa. Al contrario: se un oggetto è stato creato con BIM, i proprietari / investitori, gli utenti e i fornitori di servizi di gestione delle strutture traggono vantaggio dai vantaggi di strutturare e assumere tutti quelli operativi rilevanti
    Informazioni e dati nel panorama dei sistemi IT delle operazioni di costruzione. Per questo, tuttavia, è necessario impostare un cosiddetto concetto "BIMtoFM" prima di acquistare l'oggetto. Garantisce operazioni immobiliari supportate dal sistema (BIM Asset Management, Facility Management Applications (FMA), Operations & Maintenance (O&M)), che si basa su un database coerente e completo e analisi aziendale. I modelli di gestione delle strutture offrono una grande fonte di informazioni, inclusi dati spaziali aggiuntivi, dati sulle prestazioni, attributi degli elementi e parametri del dispositivo che sono importanti per l'operatore ai fini del monitoraggio, ad esempio codici seriali,
    Garanzie, manuali operativi e di manutenzione, ecc. Questi ultimi comprendono le aree e le funzioni relative alle operazioni, al controllo e all'esecuzione dei processi operativi FM nonché ai sistemi IT esistenti. I dati possono anche essere utilizzati per determinare l'uso dello spazio, il processo decisionale economico, la pianificazione a breve e lungo termine, l'impatto sui costi della modifica o il miglioramento degli edifici esistenti, la ripartizione fiscale dei costi e il mantenimento di un database completo aggiornato. Il ruolo chiave è svolto dallo sviluppo di una futura architettura del sistema IT immobiliare e da un'organizzazione aziendale orientata ai dati.

    Ma perché gli investitori istituzionali dovrebbero affrontare l'argomento? Qual è il valore aggiunto del BIM per finanziatori e proprietari? Fino ad ora, l'attenzione era principalmente rivolta alla localizzazione, allo spazio e ai problemi di utilizzo, ma ora è anche comune negli investimenti immobiliari e nella gestione patrimoniale che la gestione di un portafoglio immobiliare è svolta da un fornitore di servizi esterno. Se l'investitore stesso esegue ancora alcuni processi di gestione, può ancora valutarli positivamente dal punto di vista monetario con l'aiuto del BIM.

    Progetto modello di successo con Mobimo
    Per il nostro cliente Mobimo Management AG di Küsnacht, rappresentato dal project manager Andreas Wende, abbiamo integrato un progetto «BIMtoFM» in un processo di gestione come esempio. Mobimo è una delle principali società di investimento immobiliare in Svizzera. La società migliora continuamente la qualità del portafoglio sviluppando le proprie proprietà e aggiornando le proprietà esistenti. Con Mobimo FM Service AG, una società specializzata in tutti gli aspetti della gestione delle strutture appartiene al Gruppo Mobimo e fornisce servizi per le proprietà di Mobimo.

    All'inizio del progetto, in cui erano coinvolti diversi dipartimenti specializzati in diverse sedi di Drees & Sommer, sono state poste le seguenti domande: Come è possibile trasferire le informazioni dal modello BIM al panorama del sistema IT operativo di Mobimo? Quali interfacce e formati di scambio dati sono richiesti per l'implementazione nel sistema CAFM e nei sistemi di gestione patrimoniale? Come dovranno essere commissionati progetti BIM in futuro per ottenere le informazioni giuste per le operazioni di costruzione?

    "Al fine di progettare un concetto di successo" BIMtoFM ", è stato importante eseguire un'analisi approfondita dell'azienda: da un lato, noi di Mobimo abbiamo analizzato le strutture e i processi esistenti da una prospettiva operativa al fine di poter stimare l'estensione dell'integrazione dei dati dell'edificio nel panorama dei processi – D'altra parte, abbiamo esaminato il panorama dei sistemi IT rilevanti per il settore immobiliare e le sue funzioni e interfacce per determinare il grado di collegamento in rete tra i sistemi operativi », afferma il responsabile del progetto Lukas Manuel von Rotz di Drees & Sommer. Come già accennato, l'architettura IT è un nucleo di «BIMtoFM». Volevamo sapere: quali applicazioni sono in fase di acquisizione o verranno acquistate a breve? Quali requisiti strategici esistono e come influenzano i nuovi scenari del sistema operativo?

    Workshop strutturati con le parti interessate
    Al fine di cogliere le esigenze di tutte le parti interessate e valutare i requisiti operativi di Mobimo per la costruzione di informazioni, abbiamo condotto seminari strutturati. La profondità della query di dati si basava sui processi fondamentali delle parti interessate. Sono state prese in considerazione le interfacce interne, i processi esistenti sono stati messi in discussione e ottimizzati. Trattando i dati di proprietà più rilevanti per ciascun stakeholder, siamo stati in grado di strutturare i requisiti per i dati operativi e di elaborarli nell'analisi. Ciò che raccomandiamo a tutti i clienti era valido anche qui: i dati che non sono rilevanti per il processo, la sicurezza, la manutenzione o l'ispezione e che non hanno alcun processo di manutenzione sono esclusi. Oltre ai risultati dell'officina, l'analisi ha incluso anche gli standard Mobimo esistenti, le linee guida, i sistemi IT e, in particolare, il sistema CAFM dell'operatore dell'edificio.

    Tuttavia, al fine di garantire una gestione delle proprietà orientata al futuro, è necessaria una definizione dei futuri processi di gestione. Ad esempio, è utile analizzare sempre possibili innovazioni nei processi e nelle applicazioni. Tutte queste informazioni creano un'immagine target che si riflette sull'architettura del sistema IT e funge da base per le operazioni di costruzione. L'elenco dei requisiti risultanti dall'analisi e le specifiche dell'immagine di destinazione vengono quindi raggruppati in un database. Offre vari criteri, ad esempio la classificazione della priorità delle informazioni, la base basata, le parti interessate, il tempo e la responsabilità per la consegna dei dati, il formato di trasferimento o la responsabilità del processo di manutenzione.

    BIMtoFM è uno strumento olistico
    I seguenti elementi vengono quindi uniti nei documenti BIM: Requisiti di informazione del cliente (IAG) e Manuale di consegna delle informazioni (IDM) con la definizione dell'attributo operativo. Con il piano di elaborazione BIM, vengono definiti i requisiti specifici del progetto e la loro attuazione viene concordata con i partecipanti al progetto nella pianificazione e nell'esecuzione come aggiunta al contratto. Il successivo trasferimento dei dati nei rispettivi sistemi avviene tramite cadute di dati. A questo punto, i requisiti per la funzionalità dell'architettura del sistema IT sono importanti:
    -È necessario in singoli casi avere interfacce bidirezionali tra i software aziendali?
    -Come vengono mantenuti i modelli BIM, quali risorse sono disponibili? Hai le competenze necessarie?
    -Quali sono le «soluzioni insulari» e da dove ottengono i loro dati?

    Consiglio pratico: le considerazioni e i flussi di processo che ne risultano devono essere documentati in modo tale che il futuro operatore abbia un «concetto di dati di gestione dell'edificio» chiaramente definito. Esiste la gestione strategica e operativa dei dati operativi, compresi un concetto e le responsabilità di conservazione dei dati, regola le competenze, nonché lo sviluppo e l'implementazione di un sistema operativo di garanzia della qualità dei dati. Si consiglia pertanto agli investitori nel mercato immobiliare di rivolgersi a esperti per un progetto "BIMtoFM" già in fase di pianificazione del progetto – per consigli sulla strategia, per la gara d'appalto e l'implementazione di RE-IT o per un servizio completo che includa il supporto del progetto e la gestione delle modifiche. ■

  • Stazione principale di Zurigo: ristrutturazione generale dell'edificio in arenaria

    Stazione principale di Zurigo: ristrutturazione generale dell'edificio in arenaria

    Il suggestivo edificio storico dell'architetto Jakob Friedrich Wanner è un simbolo conosciuto in tutto il mondo per la città di Limmat. Anche l'ingresso alla Wanner Hall con le sue stanze e le sue passerelle extra-alte è nella lista dei monumenti protetti di importanza sovracomunitaria.

    Al fine di preservare la struttura dell'edificio, tenendo conto degli standard e delle leggi di oggi, è stato necessario un rinnovamento generale dopo quasi 150 anni. Nel secondo trimestre, le FFS hanno iniziato i lavori di manutenzione dell'ala sud della stazione ferroviaria principale di Zurigo.

    L'involucro dell'edificio deve essere rinnovato per mantenere le condizioni e il valore delle strutture. È anche importante rispettare i requisiti di conservazione dei monumenti e attuare i requisiti dell'Ufficio per la protezione dell'ambiente e della salute all'interno e all'esterno dell'edificio. Affinché l'ala sud risplenda di nuovo nel vecchio splendore, il guscio dell'edificio e tutti i sistemi tecnici vengono rinnovati e gli interni rinnovati secondo le esigenze della conservazione del monumento cantonale. La struttura storica della facciata viene aggiornata e restaurata ove necessario. La prima fase terminerà nel primo trimestre del 2020. Ciò include il seminterrato del portico sul portale est (nuova area) e l'installazione di una nuova cucina di produzione sotto la sala Wanner (primo seminterrato compresa la nuova area). Nella seconda fase – che durerà fino all'estate 2023 – l'ala sud, dal primo seminterrato al quarto piano, compresi il tetto e la facciata, sarà completamente rinnovata.

  • Il grattacielo di legno più alto della Svizzera

    Il grattacielo di legno più alto della Svizzera

    Il grattacielo di legno più alto della Svizzera è alto ottanta metri e pone al centro la sostenibilità ecologica e sociale, scrive Implenia in un messaggio. Con il progetto "Pi", V-Zug vuole creare appartamenti a prezzi accessibili per i suoi dipendenti che soddisfino anche il desiderio di vita urbana e stili di vita individuali. Si cercano quartieri socialmente misti. Ciò significa che si vuole promuovere la convivenza con gruppi di cluster e spazi comuni raggruppati in piani. In uno studio sulle prestazioni totali, il team di Duplex Architects di Zurigo ha convinto WaltGalmarini e Implenia, scelto come progetto vincente.

    L'edificio progettato dal team duplex ha 27 piani per un totale di 199 appartamenti. Dopo ogni sei piani, quello successivo torreggia sopra quello sotto, quindi il grattacielo si allarga un po '. Nell'edificio vengono realizzati vari tipi di appartamenti: ad esempio, una "piazza" a tre piani ha lo scopo di promuovere la convivenza dei residenti. Questo crea "quartieri" da 20 a 24 appartamenti dello stesso tipo su più piani.

    Struttura della struttura in legno di faggio
    Durante la costruzione, il legno delle materie prime viene combinato con metodi di costruzione comprovati. I responsabili del progetto sottolineano che una struttura esterna ed interna – un cosiddetto sistema tubo-in-tubo – consente un'ampia gamma e una grande flessibilità nel layout. Una struttura lineare e visibile con struttura in legno stabilizza il grattacielo.

    "I controsoffitti in composito legno-cemento di nuova concezione hanno la stessa resistenza strutturale dei soffitti in calcestruzzo convenzionali, ma sono molto più leggeri e producono emissioni di gas serra significativamente inferiori nella produzione", afferma
    Anita Eckardt, capo della divisione Specialità di Implenia. Il progetto di costruzione sta inoltre cercando di sostituire i materiali da costruzione con elevate emissioni di CO2 nella struttura portante e negli interni con il legno. Molte ceramiche e vetri possono essere visti dall'esterno. L'edificio diventerà un produttore di energia con moduli fotovoltaici nella facciata e coprirà parte del fabbisogno di elettricità stesso. Anche il calore rinnovabile e il freddo da terra e il lago di Zugo forniscono energia all'edificio. La sostenibilità ecologica dovrebbe essere garantita anche successivamente in azienda.

    Il prossimo passo è sviluppare un piano di sviluppo per le strade Baarer, Göbli, Industrie e Matten. Se tutto procede secondo i piani, la costruzione dovrebbe iniziare alla fine del 2021. Il completamento è previsto per il 2024. Il grattacielo in legno segna anche l'inizio dello sviluppo di un Tech Cluster Zug nell'area principale di V-Zug. ■

  • Amtshaus Walche a Zurigo: ampliamento e ristrutturazione

    Amtshaus Walche a Zurigo: ampliamento e ristrutturazione

    L'Amtshaus Walche di Zurigo è stata costruita nel 1932/33 e deve essere ampiamente riparata, scrive il Dipartimento della Città di Zurigo in un avviso. Allo stesso tempo, è previsto un aumento da cinque a sei piani, il che significa che il numero di posti di lavoro in ufficio può essere aumentato da circa 300 a circa 400 oggi. Al fine di creare più spazio per il numero crescente di dipendenti e veicoli di emergenza, viene anche ampliato il centro medico "Zentrum".

    Miglioramento energetico dell'involucro dell'edificio
    Le misure di riparazione comprendono, tra l'altro, il miglioramento energetico dell'involucro dell'edificio e il rinnovo o la sostituzione dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e raffreddamento, nonché degli impianti elettrici. Ad esempio, è necessario installare nuove strutture sanitarie e installare un alimentatore di emergenza. Inoltre, le stanze al piano terra e al primo seminterrato sono state riorganizzate a causa dei requisiti di spazio aggiuntivi della tecnologia dell'edificio, la struttura degli uffici nel resto
    Le riprese sono ottimizzate e due degli impianti di risalita esistenti sono sostituiti da quelli senza barriere. Con poche eccezioni, tutti gli spazi per uffici saranno configurati secondo il concetto dell'ufficio worksmart @ zuerich per un lavoro flessibile e mobile. L'Amtshaus Walche è il primo edificio in cui verrà implementato il nuovo concetto di ufficio per un uso più efficiente dello spazio, sottolineano i project manager.

    La ricarica pianificata si adatta alla struttura dell'edificio esistente. Il progetto prevede di rendere più ecologico il tetto e dotarlo di un sistema fotovoltaico. A causa dell'aumento del numero di posti di lavoro in ufficio, anche la caffetteria del personale dovrebbe essere ampliata. Tutte le misure sono pianificate e realizzate con il coinvolgimento della conservazione storica della città. Il provvisorio dovrebbe essere creato all'inizio del 2020. L'inizio della costruzione è previsto per l'autunno 2020, il completamento della costruzione a metà del 2023. 

  • Dal deserto industriale alla zona residenziale

    Dal deserto industriale alla zona residenziale

    I lavori di costruzione del grande cantiere di Mels in "Uptown Mels" nel sito di Stoffel sono in pieno svolgimento. L'area si trova sopra Mels, un distretto elettorale nel Sarganserland, nel cantone di San Gallo. Il sito di 34.000 metri quadrati comprende edifici industriali, una centrale elettrica e una villa. "Con il suo filatoio e tessitura degno di protezione, l'area costituisce un insieme dell'industria tessile ed è uno dei più importanti testimoni economici", afferma Dieter von Ziegler, Presidente del Consiglio di amministrazione di Alte Textil Stoffel AG e coinvestitore.

    Ha conservato gran parte della struttura storica
    Gli impressionanti edifici industriali risalgono al XIX secolo. Da un lato, saranno convertiti, dall'altro, saranno integrati da nuovi edifici. L'obiettivo è preservare il più possibile la struttura storica e gli elementi che definiscono lo stile. Questi includono la facciata esterna, le colonne in acciaio fuso all'interno e le finestre della fabbrica dal pavimento al soffitto. Il passaggio a una zona residenziale per un totale di 220 appartamenti in locazione e in affitto si svolge in quattro fasi. La costruzione è iniziata nel 2017. Le facciate del filatoio e della filanda sono edifici elencati. Allo stesso modo le finestre e il tetto. La trasformazione porta la firma degli architetti Meier & Hug di Zurigo.

    Primo stadio: loft della fabbrica e appartamenti con balconi sorprendenti, quasi "galleggianti" sono stati creati nell'edificio dell'ex tessitura. Alcune unità offrono una vista in tre direzioni a causa delle loro planimetrie. Su richiesta del proprietario, gli appartamenti possono essere progettati individualmente con diverse planimetrie. "Nella fase iniziale di costruzione, è possibile modificare e dividere la disposizione della stanza a seconda della richiesta dell'acquirente", spiega Dieter von Ziegler. Puoi farlo rimuovendo i muri o spostandone altri. Ciò sarebbe possibile anche in un secondo momento.

    Altezze del soffitto fino a quattro metri
    "Per questo motivo, non stiamo espandendo gli appartamenti dall'inizio a appartamenti di sei camere e mezzo, poiché possono essere suddivisi idealmente in queste dimensioni." La modalità di espansione standard mostra al meglio il carattere industriale o loft con altezze della stanza fino a quasi quattro metri, le caratteristiche colonne e le grandi finestre. Quando si tratta di accessori per interni, i proprietari della tessitura e della filanda mostrano le pareti esistenti. Le vecchie colonne non hanno più funzioni statiche. «Avremmo potuto rimuoverlo. Ma lo lasciamo come un elemento decorativo e importante che sottolinea il fascino industriale e l'epoca. Allo stesso modo, le travi del soffitto originali, che non svolgono alcun ruolo in termini di statica, »sottolinea Dieter von Ziegler. I primi appartamenti – dall'attico allo spazioso appartamento di fronte – erano pronti per essere occupati a settembre 2019. Appartamenti al giardino e monolocali sono disponibili anche in vendita al piano terra. Il prezzo al dettaglio della maggior parte degli appartamenti è compreso tra i cinque e i seimila franchi al metro quadrato.

    Nel frattempo, la costruzione del secondo stadio sta prendendo forma. Dove un tempo si trovava un grande magazzino, un edificio a forma di L con 76 appartamenti in affitto e una sala comune e studio al piano terra è in costruzione sotto la supervisione della Cassa pensione di Turgovia. Questa costruzione segna la fine nord-ovest del progetto. La cerimonia rivoluzionaria per la "casa aperta" si è svolta nell'estate 2018. L'edificio dovrebbe essere pronto per l'occupazione nel 2020.

    Lo stato dell'arte in termini di acustica e isolamento termico
    Seguendo l'esempio del filatoio, l'ex filanda verrà convertita in loft in una terza fase. Sono aggiornati in termini di acustica e isolamento termico. È il secondo edificio storico con la sua facciata protetta. Il piano con gli alti soffitti a volta viene trasformato in studi, uffici e spazi commerciali, analogo al mulino. La nuova costruzione dell'adiacente "Passarelle" presso la filanda creerà un totale di sessanta unità residenziali entro la fine del 2021. I nuovi edifici riprendono gli elementi architettonici principali esterni dai vecchi edifici e li completano. Nel centro dell'area, si aprono le stanze del cortile per i residenti. Un sistema di riscaldamento combinato con trucioli di legno all'ottanta per cento (fornito dal comune locale di Mels) e energia rinnovabile e gas al venti per cento viene utilizzato per riscaldare gli edifici.

    La fase finale di "Uptown Mels" è la nuova costruzione dell'edificio residenziale "Dyeing Works", direttamente sul bordo del pendio. Alla fine del progetto, la villa del produttore deve essere rinnovata. Dopo il completamento del grande progetto, circa 500 persone vivranno in "Uptown Mels", che ora si chiama "Stoffel Mels". ■

  • Molti negozi emergono da un grande magazzino tradizionale

    Molti negozi emergono da un grande magazzino tradizionale

    I giorni del famoso grande magazzino Manor sulla Bahnhofstrasse di Zurigo sono contati. La proprietà Swiss Life sarà completamente rinnovata dalla primavera del 2020. In una prima fase, i sistemi tecnici sono completamente rinnovati e la protezione antincendio e la sicurezza sismica sono adattate. Diverse aree del negozio devono essere create dal primo seminterrato al primo piano. Ogni negozio avrà un proprio ingresso e potrà estendersi da uno a tre piani, afferma Renato Piffaretti, responsabile del settore immobiliare Svizzera presso Swiss Life. Ciò elimina circa 5500 metri quadrati di spazio espositivo. Rimangono solo 4000 metri quadrati per lo shopping. Questo non crea un centro commerciale, perché i clienti non possono passare da un negozio all'altro all'interno. Si prevede che lo spazio commerciale da affittare sarà di dimensioni comprese tra quaranta e trecento metri quadrati. Secondo Piffaretti, il concetto di utilizzo prevede una varietà di negozi e fornitori diversi.

    Ampio ingresso

    Verrà creata una sala aperta dove le scale mobili collegano i diversi piani tra loro oggi. "Perché questa parte è la vecchia scala con finestre colorate ed è un edificio protetto", sottolinea Piffaretti. In altre parole, i clienti prima entrano nella hall e possono quindi passare ai vari negozi collegati alla hall. Ma Swiss Life non vuole solo dare una nuova faccia all'edificio Manor, ma la casa cambierà anche dall'esterno. "Siamo guidati dalle facciate originali e vorrei sottolineare il vecchio splendore degli anni '40", ha detto Piffaretti. Gli uffici sono previsti dal secondo al quinto piano. Gli appartamenti non sono previsti nell'ex maniero. L'edificio Manor sarà vuoto durante il periodo di costruzione di tre anni.

  • Un nuovo quartiere cittadino per Bülach

    Un nuovo quartiere cittadino per Bülach

    Sul sito dell'ex vetreria di Bülach Nord sono in costruzione appartamenti cooperativi e condominiali. Gli edifici per un hotel, un centro di cura con case di riposo e un asilo nido sono già stati affittati, ha annunciato Steiner AG. Una parte sostanziale dello spazio commerciale è destinata a fornire spazio per negozi, attività artigianali, uffici e ristoranti.

    Pianificazione digitale efficiente
    I project manager spiegano che il progetto Glasi Quarter è sinonimo di pianificazione urbana innovativa con un'alta qualità della vita e gli ultimi metodi di pianificazione. Tutti i pianificatori funzionano secondo il metodo BIM (Building Information Modeling). Il progetto è implementato secondo lo standard Open BIM, grazie al quale la pianificazione digitale è molto più efficiente. Il metodo BIM aperto utilizzato utilizza interfacce aperte. Ciò consente a coloro che sono coinvolti nel processo di pianificazione e costruzione di utilizzare i propri modelli specializzati. Oltre al BIM, vengono utilizzate altre tecnologie orientate al futuro. Ad esempio, Steiner ha sviluppato un configuratore di appartamenti online per la commercializzazione dei condomini nel grattacielo "Jade". In questo modo, i potenziali acquirenti possono progettare individualmente le planimetrie e la materializzazione degli appartamenti desiderati. ■

  • Bernapark: dall'ex fabbrica di cartone al vivace quartiere

    Bernapark: dall'ex fabbrica di cartone al vivace quartiere

    Le mura storiche della fabbrica di cartone di Deisswil, fondata nel 1876, vengono gradualmente convertite in quartieri. Dall'estate 2020, il primo dei 173 appartamenti in affitto nel Bernapark dovrebbe essere pronto per l'occupazione nel vecchio sito industriale. Contrariamente a molti terreni incolti industriali, gli edifici esistenti nella prima fase della zona esistente non vengono demoliti, ma sono integrati con due ulteriori pavimenti in legno. Puoi scegliere tra un variegato mix di loft, appartamenti duplex, monolocali e appartamenti unici
    Appartamenti di varie dimensioni con il fascino di Awlt e nuovi. In questa prima fase, il quartiere offrirà spazio per circa 260 residenti e 800 posti di lavoro. Presto la vita nel Bernapark dovrebbe pulsare di più. L'ex fabbrica di cartone è un punto d'incontro per le persone che vivono, lavorano o trascorrono qui il loro tempo libero. Non ci saranno soste, perché l'area crescerà continuamente. Analogamente a un ecosistema, tutte le esigenze quotidiane dovrebbero essere coperte nel Bernapark. Inoltre, il lavoro per adattare i regolamenti di pianificazione per l'area che
    si trova al di fuori della zona esistente ed è ora in una zona commerciale e industriale, avviata nell'estate 2019. ■

  • Roger Strub: "Preservare gli edifici che vale la pena proteggere ha a che fare con l'identità"

    Roger Strub: "Preservare gli edifici che vale la pena proteggere ha a che fare con l'identità"

    Signor Strub, perché è importante preservare determinati oggetti?
    Molte persone hanno bisogno di memoria. Questo vale spesso anche per gli edifici. La conservazione dei monumenti ha il mandato sociale di preservare edifici di pregio di epoche passate. In questo modo preserviamo i ricordi, la conoscenza delle tecniche e dei materiali, nonché la conoscenza delle idee progettuali. Ciò è materialmente risolto nei monumenti e può servire come fonte di ispirazione per le generazioni future. Inoltre, la conservazione degli edifici che vale la pena proteggere ha molto a che fare con l'identità.

    Durante le diverse epoche, l'idea di ciò che un monumento merita di essere protetto è cambiata.
    Sì e fondamentalmente. In passato, le chiese, i castelli e le canoniche erano considerati principalmente da preservare. Ma quello è il passato. Oggi, il concetto di ciò che può essere protetto oggetti è molto più ampio e più ampio. Ad esempio, oltre al loro valore architettonico, le abitazioni dei lavoratori o gli edifici industriali sono prove socio-storiche dell'industrializzazione.

    "L'oggetto deve essere la prova di un'altra era".

    Perché è importante mantenere viva la cultura industriale?
    Negli anni '60 la Svizzera era uno dei paesi più industrializzati al mondo. I numerosi edifici industriali e complessi residenziali raccontano tanto quanto le ville dei proprietari delle fabbriche e fanno parte dell'identità di alcuni luoghi. Se, per esempio, tutto fosse stato demolito nel sito di Sulzer a Winterthur e fossero stati creati condomini, gran parte del carattere specifico di questa città sarebbe andato perduto. Sul sito Sulzer, le persone sentono e sperimentano la storia, cioè l'identità locale.

    Quali sono i requisiti per un oggetto da includere nell'inventario degli edifici che vale la pena proteggere?
    L'oggetto deve essere una testimonianza speciale di un'altra epoca. Da un lato, i criteri includono la qualità architettonica, la rarità e la sostanza strutturale dell'edificio, dall'altro, tuttavia, il significato storico. L'oggetto deve rappresentare un'era politica, economica, sociale o architettonica particolarmente forte. Gli edifici scolastici, ad esempio, mostrano chiaramente che gli edifici rivelano molto riguardo alle condizioni e agli obiettivi sociali: i potenti edifici scolastici della fine del 19 ° secolo incarnano un messaggio diverso rispetto agli edifici scolastici a padiglione degli anni '50.

    Fino a che punto?
    Le case scolastiche del XIX secolo hanno sottolineato con orgoglio l'importanza dell'educazione pubblica, ma potrebbe essere stato un po 'intimidatorio. Quindi in seguito hanno cercato di orientarsi maggiormente verso i bambini in architettura e creare buone condizioni di apprendimento; gli edifici sono diventati più piccoli e forse più umani. Quale edificio è una testimonianza particolarmente preziosa di un'epoca è giudicato secondo criteri scientifici. La decisione finale sull'inclusione nell'inventario non è la conservazione dei monumenti, ma la gestione dell'edificio.

    Le cooperative di costruzione hanno anche creato certificati di costruzione con la loro architettura di insediamento. Alcuni di questi sono edifici elencati. Sono considerati importanti testimoni contemporanei?
    Sicuramente. Allo stesso tempo, sono ancora edifici residenziali che vogliono essere utilizzati e che devono anche soddisfare nuove esigenze. Lo sviluppo deve anche essere possibile se il valore storico deve essere preservato allo stesso tempo. Le cooperative di costruzione sono i soli proprietari di interi insediamenti e, attraverso la loro immagine di sé, pensano a lungo termine e in contesti più ampi. Questa combinazione aiuta a trovare buone risposte ai vari obiettivi.

    La conservazione dei monumenti storici può formulare requisiti per conversioni e ristrutturazioni che possono avere un impatto enorme sull'uso di un oggetto.
    Concordo con te sul fatto che obiettivi contrastanti non possono essere evitati. Ma la conservazione dei monumenti storici non si ritira una volta formulati i suoi obiettivi attraverso condizioni: consiglia e aiuta a trovare soluzioni, ma deve anche dire di no. Sono finiti i giorni in cui l'obiettivo principale era quello di preservare la facciata e l'interno poteva essere ampiamente scavato. Oggi, la conservazione dei monumenti vede un oggetto più come un organismo, in cui l'interno e l'esterno formano sostanzialmente un'unità. Naturalmente c'è sempre spazio se la pianificazione viene eseguita con cura.

    I proprietari di immobili sono supportati finanziariamente per lavori obbligatori relativi alla protezione di monumenti storici?
    Il nostro compito è riconoscere la qualità e mantenerla. Costa qualcosa. In linea di principio, tutti i costi sostenuti per mantenere un edificio degno di protezione possono essere sovvenzionati e possono essere sostenuti nel Cantone di Zurigo dal 20 al 30 percento. A Zurigo, questi fondi provengono dal fondo per la conservazione dei monumenti, i cui fondi provengono dal fondo della lotteria.

    "Anche la conservazione di monumenti storici è una cosa viva."

    Gli edifici fino al 1980 circa sono elencati nell'inventario attuale. Il prossimo passo è parlare degli anni '80. Ci sono molti edifici che vale la pena proteggere in questa era?
    Per essere in grado di giudicare se un oggetto si distingue per un'epoca, è necessario un intervallo di tempo, una o due generazioni. Non ci sono epoche buone o cattive. Tale distinzione contraddirebbe l'idea di base di equiparare le testimonianze di ogni epoca. In termini di stile, gli anni '80 potrebbero essere un po 'meno accettati oggi. Tuttavia, sono convinto che ci siano anche edifici per questo momento che sono un riflesso speciale del tempo e della situazione sociale in quel momento.

    Uno sguardo al passato: nel 1933, l'architetto di Zurigo Karl Moser elaborò una proposta radicale per conto della città di Zurigo: ad eccezione delle chiese più grandi e del municipio, la città vecchia doveva essere completamente demolita. Un'idea del genere sarebbe ancora approvata da chiunque oggi?
    Non riesco quasi a immaginarlo. Ma anche se dal punto di vista di oggi è un'idea scioccante: è molto importante che tali visioni sorgano e che vengano discusse. Quindi ti occupi di ciò che andrebbe perso e ne diventerai molto più consapevole. Dopo la seconda guerra mondiale, il Niederdorf fu gradualmente rinnovato con maggiore attenzione. Nel caso delle città antiche, oggi è il paesaggio urbano che è protetto nel suo insieme e non ogni singolo edificio. Sebbene la conservazione del paesaggio urbano e dei monumenti riguardi la conservazione, anche i cambiamenti avvengono automaticamente. Anche la conservazione di monumenti storici è una cosa viva. 

  • Uno spirito di ottimismo nell'ex sito industriale di RhyTech

    Uno spirito di ottimismo nell'ex sito industriale di RhyTech

    Circa 270 case in affitto e condomini tra 2½ e 5½ locali sono previsti sul sito RhyTech in uno sviluppo angolare a bordo di blocco e due grattacieli. Le due torri a 17 e 24 piani diventeranno le caratteristiche che definiscono l'identità del nuovo distretto. L'obiettivo dei project manager è creare nuove aree di incontro con piazze, passeggiate e parchi. Il progetto porta la firma dello studio di architettura Peter Märkli di Zurigo. La storica "Hall 22" sul sito sarà preservata e ospiterà un Migros tra le altre cose in futuro.

    Lo spazio tra la hall e i nuovi edifici sarà progettato come un quarto di centro e luogo di incontro. Si prevede che la nuova piazza creerà un collegamento diretto tra i quartieri circostanti e i trasporti pubblici come autobus e treni per i pedoni. L'ufficio e lo spazio commerciale esistenti saranno in gran parte smantellati. ■

  • Quartiere lungimirante direttamente alla stazione ferroviaria di Pratteln

    Quartiere lungimirante direttamente alla stazione ferroviaria di Pratteln

    Entro il 2035 verranno creati circa 20.000 nuovi posti di lavoro a Basilea Città. Questo sviluppo non manca di lasciare il segno su Pratteln. Il numero di dipendenti è aumentato di circa 2500 persone negli ultimi dieci anni e la popolazione è cresciuta di circa 1500 persone. A ciò si associa la necessità di spazi abitativi aggiuntivi, di luoghi di lavoro e di ogni tipo di infrastruttura, che occupa spazio.

    In stretta collaborazione con le autorità del comune e del cantone, Bredella AG, specializzata nello sviluppo del sito, elabora le regole di costruzione del sito. I piani distrettuali definiscono regolamenti per usi, edifici, percorsi, piazze e spazi aperti, nonché un piano per la loro posizione spaziale. "Il progetto svolge un ruolo chiave nello sviluppo dell'intera area della stazione", afferma Andreas Schröder, vicedirettore dello sviluppo del progetto presso Burckhardt + Partner AG.

    Nuovo distretto per Pratteln
    I responsabili del progetto sottolineano che il progetto Bredella non mira a un'altra area residenziale puramente ottimizzata dal punto di vista funzionale, ma si considera un nuovo distretto di Pratteln Mitte con uso misto e sviluppi diversi e diversi. Il piano generale e il progetto direzionale per la trasformazione dell'area industriale in quartieri urbani sono caratterizzati dall'interazione di spazi urbani attentamente progettati e diversi spazi abitativi.

    I requisiti che devono essere soddisfatti quando si fornisce questo spazio sarebbero cambiati rispetto a prima: l'attenzione non è più sulla posizione idilliaca in campagna, ma sull'accessibilità ottimale con tutti i mezzi di trasporto. L'area dell'ex Buss AG e Rohrbogen AG sul lato nord della stazione ferroviaria di Pratteln è il luogo ideale per creare uno spazio di vita nuovo, contemporaneo e attraente, secondo i project manager di Bredella AG.

    Edizione pubblica del progetto
    Nel corso dell'ulteriore processo, l'applicazione definitiva per la pianificazione «Bredella» passerà attraverso la procedura prevista per tali procedure. Oltre al contratto di infrastruttura menzionato, ciò comprende l'edizione pubblica del progetto e infine il processo decisionale del comune e del cantone. Come i primi (4-8 anni), l'area di Rohrbogen AG ad ovest deve essere convertita. Nella seconda fase (8-12 anni) è previsto il completamento spaziale della Bahnhofplatz. Nella terza fase (12-20 anni), le ultime tre aree di costruzione nell'area di Buss di oggi devono ricevere nuovi usi, un altro quarto deve essere creato e la trasformazione da completare. ■

  • Smart city district nella Rheinstadt

    Smart city district nella Rheinstadt

    Il parziale trasferimento della logistica a Basilea-Nord e l'ottimizzazione spaziale consentono lo sviluppo di un nuovo quartiere di città su dieci ettari tra il campo ferroviario e St. Jakobs-Strasse, ha scritto in un messaggio FFS. Il progetto di raddrizzamento affronta la situazione speciale e suggerisce un cortile protetto dal rumore che è esteso in una direzione est-ovest. I responsabili del progetto sottolineano che gli edifici storici sono incorporati nella figura del cortile e hanno lo scopo di rafforzare l'identità del nuovo quartiere. Le FFS e il Cantone di Basilea Città concordano di presentare uno sviluppo urbano convincente e un concetto di utilizzo adeguato con il progetto di completamento.

    La mobilità svolge un ruolo importante
    Per il progetto di raddrizzamento sono previsti circa 73.000 metri quadrati di spazio abitativo, 36.000 metri quadrati di uffici e spazi di servizio, 62.000 metri quadrati per uso commerciale e logistico e 11.000 metri quadrati per strutture pubbliche, vendite e catering. La vita e il lavoro sono spazialmente separati in un cortile residenziale e commerciale. I circa 550 appartamenti devono essere situati nella parte occidentale del cortile. Gli usi commerciali e degli uffici sono previsti nella parte orientale.

    La mobilità svolge un ruolo importante nello sviluppo. Lungo la St. Jakobs-Strasse sono previsti una pista ciclabile e una stazione degli autobus. Per una migliore connessione dei quartieri esistenti su entrambi i lati del campo di pista, è prevista una passerella per il traffico lento. Per non gravare sul quartiere urbano, l'accesso alla logistica è ora in fase di riorganizzazione. Inoltre, è prevista la creazione di una fermata separata per la S-Bahn per il nuovo distretto e le aree circostanti.

    Nella fase successiva della pianificazione, il Cantone di Basilea Città e le FFS elaborano un piano di sviluppo. Secondo il piano pubblico, questo dovrebbe essere presentato al Gran Consiglio per il processo decisionale nel 2020. Le prime nuove fasi di costruzione sono attualmente in programma dal 2024. ■

  • Volta Nord: sviluppo di siti su larga scala

    Volta Nord: sviluppo di siti su larga scala

    Volta Nord, meglio conosciuta come la zona di Lysbüchel, si estende da Elsässerstrasse ai binari del treno alla stazione ferroviaria di St. Johann e da Schlachthofstrasse a Vogesenplatz. A Volta Nord, l'ex area merci diventerà un distretto urbano e le aree meno utilizzate vengono ridimensionate. Si prevede di creare circa 2000 a 3000 posti di lavoro e spazi abitativi per 1300 a 1900 abitanti nell'area commerciale e industriale. La rivalutazione della pianificazione urbana sfrutta le potenzialità del sito di Lysbüchel, scrive l'ufficio di pianificazione del cantone di Basilea Città. Il 25 novembre 2018, l'elettorato ha approvato il piano di sviluppo con il 61 percento. Inoltre, il piano di sviluppo con spazi verdi e parchi aumenta in modo significativo la qualità del soggiorno per gli utenti attuali e futuri del distretto, ha scritto FFS in un messaggio. Una nuova scuola elementare e spazi aperti completano il profilo dello sviluppo del sito. Questo crea il nuovo spazio economico e abitativo Volta Nord. ■

  • Klybeckplus: l'immagine del futuro per il nuovo distretto è in fase di elaborazione

    Klybeckplus: l'immagine del futuro per il nuovo distretto è in fase di elaborazione

    La visione è quella di sviluppare un'area di circa 300.000 metri quadrati che finora è stata in gran parte inaccessibile al pubblico nel nuovo distretto di Klybeck. La base di ciò è l'accordo di pianificazione che i precedenti proprietari hanno concluso con il Cantone di Basilea Città nel maggio 2016, scrive «klybeckplus» in un messaggio. Il progetto "klybeckplus" trasformerà l'ex area industriale in un nuovo distretto della città di Basilea nei prossimi anni. Entro il 2035, sono previsti circa 30.000 nuovi posti di lavoro e 20.000 residenti aggiuntivi. Ciò rende «klybeckplus» una delle maggiori aree di sviluppo della Svizzera.

    Visione per la trasformazione dell'area
    I proprietari terrieri sono Central Real Estate, Basilea e Swiss Life. Central Real Estate è una società di investimento immobiliare recentemente fondata da Baloise, Zug Pension Fund, Credit Suisse Investment Foundation, J. Sarasin Investment Foundation e altri fondi pensione svizzeri. La società ha ottenuto il supporto di Mettler2Invest, Nova Property Fund Management e Credit Suisse AM per lo sviluppo del sito. Insieme al Cantone, i nuovi proprietari terrieri svilupperanno una visione per la trasformazione dell'area nei prossimi mesi. I proprietari del progetto sottolineano che i nuovi proprietari terrieri cercheranno il dialogo con tutti i gruppi di interesse e continueranno a coinvolgere attivamente la popolazione nel processo di sviluppo. L'obiettivo è sviluppare una visione comune del futuro per il nuovo distretto entro l'estate 2020. Questo serve come base per il concetto di pianificazione urbana globale successivamente pianificato. ■