Autore: immovestuser

  • Il primo sistema solare a spazio libero di EKZ è in rete

    Il primo sistema solare a spazio libero di EKZ è in rete

    La centrale solare Algibicos di EKZ vicino alla città di Murcia, nel sud della Spagna, è entrata in funzione martedì , secondo un comunicato stampa. Ciò significa che il primo grande impianto solare open-space della compagnia energetica di Zurigo è andato online.

    Su una superficie di 85 ettari, produrrà poco più di 90 gigawattora di elettricità all’anno. Ciò corrisponde al consumo annuo di oltre 20.000 famiglie. Con oltre 300 giorni di bel tempo, la zona era una delle più soleggiate d’Europa. Inoltre, il rendimento è aumentato da pannelli solari mobili orientati verso il sole.

    “Rispetto ai sistemi svizzeri, è possibile generare circa il doppio dell’energia elettrica”, ha affermato nel messaggio Jean-Marc Degen, senior project manager di EKZ Renewables. Inoltre, impianti di queste dimensioni sono difficilmente realizzabili in Svizzera. I bassi costi di produzione e la posizione soleggiata hanno consentito un’attività redditizia, anche senza tariffe incentivanti statali.

  • Le case unifamiliari stanno diventando più costose

    Le case unifamiliari stanno diventando più costose

    Secondo un rapporto dell’Ufficio federale di statistica ( UST ), il primo indice svizzero dei prezzi degli immobili residenziali (IMPI) ha chiuso a 100,8 punti nel terzo trimestre del 2020. Rispetto al trimestre precedente, ciò corrisponde a una crescita dello 0,2%. In un confronto anno su anno, gli analisti dell’UST hanno rilevato un aumento dei prezzi del 2,6 percento. Il valore base dell’indice è stato fissato a 100 punti nel quarto trimestre del 2019.

    In termini di variazioni rispetto al trimestre precedente, gli analisti individuano sviluppi opposti nelle case unifamiliari e nei condomini nel trimestre in esame. I prezzi delle case unifamiliari sono aumentati dell’1,1% nel trimestre. Al contrario, i prezzi dei condomini nel trimestre in esame sono stati inferiori dello 0,6 per cento rispetto al trimestre precedente.

    Gli analisti avevano osservato aumenti particolarmente significativi dei prezzi delle case unifamiliari del 2,6 e del 2,2 per cento nelle comunità urbane dei grandi agglomerati e nelle comunità rurali. Le flessioni più significative dei prezzi per i condomini si sono registrate nelle comunità intermedie e rual, ciascuna con meno 1,1 per cento.

  • L'Istituto cantonale di economia ecommercio si rinnova

    L'Istituto cantonale di economia ecommercio si rinnova

    Nell’ambito di concorsi di architettura per temi scolastici, ci troviamo spesso confrontati con progetti che testimoniano l’evoluzione architettonica del dopoguerra. A volte si tratta di oggetti interessanti, altre meno anche se le domande che sorgono sono le stesse.

    Come comportarsi di fronte ad un’architettura a noi così vicina nei tempi e nei modi di pensare? Come risolvere lacune energetiche senza stravolgerne il volto. Quali sono i modi migliori per ampliarne gli spazi senza perdere il concetto e le qualità originali?

    Sono alcuni degli interrogativi che gli architetti Corecco e Canevascini hanno affrontato cercando di risolvere su cosa piace davvero di queste architetture, quali eventuali lacune colmare e quali trasformazioni possono aver incrinato gli equilibri architettonici.

    Gli stabili e il paesaggio
    L’ex Caserma di Bellinzona, progettata nei primi anni ’50 dagli architetti Jäggli, Brunoni, Beretta-Piccoli e Tallone, poi trasformata in scuola di commercio negli anni ’80, presenta vari elementi di pregio che fungono da caposaldo progettuale. Il più generale risiede nell’elevata qualità paesaggistica del luogo in cui il complesso si è sapientemente inserito e che, nel corso del tempo, si è andata rafforzando con interventi di valore assoluto, tra i quali spicca il bagno pubblico, la splendida opera degli architetti Aurelio Galfetti, Flora Ruchat, Ivo Trümpy.

    Un percorso fluviale, un’area verde estesa definita da edifici pubblici, lo sguardo verso la Bellinzona medievale e lo scenario della valle che si apre verso nord sono gli sfondi che formano l’ambiente dell’Istituto. Vi è poi la capacità nel comporre i volumi, austeri singolarmente, ma addolciti dalle lievi oscillazioni delle angolazioni che ne disegnano la concatenazione. Infine il rigore compositivo e strutturale delle singole parti, il ripercorrere di dettagli o di soluzioni costruttive che danno continuità all’insieme, pur in presenza di volumi estremamente diversi. Pensiamo ad esempio alla forma del tetto: due falde che non si toccano e formano un taglio di luce; soluzione adottata ed idonea sia nello stabile principale, che in quelli secondari. Questo rigore è anche tema di facciata, ripetuto con ritmi diversi ma analoghi lungo tutte le viste principali.

    Qui giungono le risposte ai quesiti inziali. Se si interviene su questi edifici bisogna farlo con rispetto, difendendone l’integrità volumetrica e l’aspetto di dettaglio. Non demolire le singole parti del complesso per ospitare i nuovi spazi necessari – anche se alcune di esse sono di minor pregio – e non trasfigurando l’aspetto strutturale schietto ma raffinato dei prospetti.

    Questi presupposti portano dapprima ad un intervento di risanamento energetico del blocco A, l’edificio principale del complesso. Esso è risolto prevalentemente all’interno, grazie alla realizzazione di un sistema
    modulare isolato e funzionale al passaggio dell’impiantistica e ad ospitare scaffalature e armadi utili agli spazi didattici. Lo spessore di questo elemento è pari alle necessità di risoluzione del ponte termico degli elementi costruttivi della facciata verso l’interno. La parte del serramento presenta un nuovo disegno rispetto all’originale, rispondendo all’esigenza di ventilazione naturale dei locali, in accordo con i nuovi spessori dei profili.

    Il progetto
    Le 3 tappe del progetto, il risanamento di due blocchi esistenti e l’ampliamento con un corpo nuovo, sono stati realizzati mantenendo la scuola attiva e senza dover dislocare gli oltre 1’300 studenti. Una condizione questa, definita dal concorso. L’ampliamento, oggi nella fase finale di cantiere, è un lungo corpo sollevato da terra e collegato al blocco principale attraverso i due corpi scale, tra il piano terra ed il primo livello. L’ubicazione fa chiarezza rispetto al disegno dei parcheggi e dei corpi di servizio ora disposti disordinatamente, portando la scuola finalmente lungo il fiume, non più visto come un retro bensì come sfondo privilegiato.
    Il rigore strutturale sottolineato esternamente dalle lame che sorreggono la piastra e dal ritmo verticale degli elementi di facciata è la soluzione che lega architettonicamente il nuovo edificio con l’esistente. La differenza fondamentale è la marcata dimensione orizzontale contrapposta alla verticalità dei prospetti del complesso originale.

    Il livello principale ospita principalmente 12 aule didattiche, verso ovest, e spazi di lavoro, di pausa (per studenti e docenti) o di servizio, verso est. A nord è prevista una grande sala polivalente che fungerà da spazio principale di riunione all’interno dell’intero complesso scolastico. Ampie aree di circolazione collegano i nuovi spazi, con dimensioni adeguate all’elevato numero di utenti.

    Il risanamento e l’ampliamento si sono svolti in tre tappe per un costo complessivo di 34.4 milioni di franchi: nella prima fase le aule e l’istituto (blocco A) nella seconda fase gli uffici e il Centro documentazione (blocchi D e P) e la terza tappa con l’ampliamento.
    I materiali Costruttivamente l’architettura dell’ampliamento è risolta con una struttura in calcestruzzo armato, coibentata esternamente e sorretta da pilastri a cavalletto rovesciato a livello degli accessi al piano terreno. Il linguaggio dell’edificio è risolto nei prospetti principali con della ampie superfici vetrate che guardano verso la golena del fiume, mentre nei prospetti di testa il rivestimento riprende quanto fatto per gli elementi frontali dei solai, in lamiera di zinco-titanio, ossidato di colore scuro. Il ritmo dei prospetti principali intercala vetrate fisse ad ante opache, apribili per la ventilazione e rende omogeneo e astratto l’alternarsi degli spazi interni dai diversi contenuti.

    Standard energetici
    Gli interventi di risanamento hanno rispettato i requisiti dettati dagli standard di costruzione Minergie. Non è stato possibile richiedere la certificazione dato che non era corrisposto un unico punto, la ventilazione controllata. L’ampliamento invece ha standard e certificazione Minergie. ■

  • Una carriera mondiale

    Una carriera mondiale

    Rendere in poche linee la carriera di una personalità come Mario Botta è forzatamente un esercizio riduttivo. Nato nel 1943 a Mendrisio, dopo un periodo d’apprendistato a Lugano frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi all’Istituto Universitario d’Architettura di Venezia, dove si laurea nel 1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol. A Venezia ha occasione di incontrare e lavorare per Le Corbusier e Louis I. Kahn. Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano. Nel 1976 è chiamato come visiting professor al Politecnico di Losanna e nel 1987 presso la Yale School of Architecture a New Haven (USA). Dal 1983 è professore titolare delle Scuole politecniche svizzere, dal 1982 al 1987 è stato membro della Commissione federale delle Belle Arti. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti internazionali, come pure i dottorati honoris causa. Mario Botta è, tra l’altro, l’ideatore dell’Accademia di architettura e del Teatro dell’architettura di Mendrisio.

    Dalle prime realizzazioni di case unifamiliari in Ticino, il suo lavoro ha abbracciato molte tipologie edilizie in tutto il mondo. Qualche esempio: il MOMA museo d’arte moderna a San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; la torre Kyobo e il museo Leeum a Seoul; gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova Delhi e Hyderabad; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano; il centro benessere Tschuggen Berg Oase di Arosa; la sede Campari e residenze a Sesto San Giovanni; la biblioteca dell’Università Tsinghua a Pechino; l’hotel Twelve at Hengshan a Shanghai; lo Tsinghua University Art Museum a Pechino; il ristorante Fiore di Pietra sul Monte Generoso. ■

  • Diritto di superficie: la sua importanza per alloggi di utilità pubblica

    Diritto di superficie: la sua importanza per alloggi di utilità pubblica

    CASSI (la sezione della Svizzera italiana dell’associazione mantello Cooperative d’abitazione svizzera) in collabora-
    zione con Gruppo regionale Ticino di Espace Suisse, si sta impegnando per diffondere maggiore conoscenza, consapevolezza e sensibilizzare sull’importante tema, ancora poco conosciuto nel nostro Cantone, del Diritto di superficie in relazione agli alloggi di utilità pubblica.

    Lo strumento del Diritto di superficie potrebbe dare nuove spinte per sviluppare progetti diversi e innovativi, influendo positivamente anche sullo sviluppo territo-
    riale con importanti implicazioni economiche ma anche sociali.

    Affittare a lungo termine e a determinate condizioni una proprietà, un terreno da edificare oppure un terreno già edificato, potrebbe portare vantaggi a tutta la società, anche alle future generazioni. Potrebbe incentivare la realizzazione di alloggi a costi accessibili per creare non solo spazi abitativi ma anche stimolare attività di quartiere e attività commerciali, come si è già riscontrato in molti luoghi della Svizzera.

    L’applicazione del Diritto di superficie, se del caso abbinato all’uso di capitali del «Fonds de roulement» (fondo alimentato con crediti della Confederazione, utilizzato per la concessione di mutui ad un tasso d’interesse agevolato, destinato ad operatori dell’edilizia abitativa di utilità pubblica), potrebbe incrementare lo sviluppo di progetti abitativi, specialmente di ristrutturazione in questo periodo di cambiamento. Progetti abitativi, magari caratterizzati da un mix di generazioni, potrebbero favorire un senso di solidarietà e di aiuto reciproco, potrebbero facilitare l’organizzazione della vita quotidiana in modo che i cittadini si aiutano a vicenda appog-
    giandosi meno sull’aiuto dello stato già oberato di costi per affrontare la crisi.
    Lo sfitto ha raggiunto cifre da record, il valore dei terreni rimane elevato e negli agglomerati il numero di abitazioni a prezzi accessibili rimane insufficiente. Un numero sempre più ampio di famiglie, anche appartenenti alla fascia media della popolazione, non riesce a trovare soluzioni abitative adeguate o a investire in un’abitazione a causa dei costi elevati. Un numero più elevato di famiglie potrebbe prendere in considerazione di investire nell’immobiliare se si sviluppassero progetti di utilità pubblica utilizzando il diritto di superficie. Non essendo necessario il capitale per l’acquisto del terreno, il capitale iniziale per realizzare il progetto -ristrutturazione di edificio esistente o costruzione- sarebbe nettamente inferiore e quindi più famiglie se lo potrebbero permettere. In aggiunta se le famiglie riuscissero a spendere meno per l’affitto, le stesse avrebbero più soldi da investire in altro e quindi contribuire maggiormente a fare girare l’economia, si auspica specialmente quella locale.

    In genere sono gli Enti pubblici o parapub-
    blici, i Patriziati o i Consigli parrocchiali, a dare in Diritto di superficie le loro pro-
    prietà. Anche comunioni ereditarie o pro-
    prietari di stabili d’epoca potrebbero prendere in considerazione questo strumento. Anche proprietari che per motivi affettivi non desiderano vendere la proprietà potrebbero essere interessati a trovare un superficiario, cioè chi prende in affitto la proprietà per un lungo periodo di tempo ed investe il proprio capitale nella ristrutturazione e/o nella costruzione.

    È importante sapere che il proprietario del fondo può mettere vincoli affinché il progetto che si realizzerà abbia determinate caratteristiche. Per esempio, se un Comune decidesse di dare in Diritto di superficie una sua proprietà, potrebbe esigere non solo che gli appartamenti siano di utilità pubblica, senza scopo di lucro, bensì che ci debba anche essere una percentua-
    le di appartamenti destinati a persone anziane autosufficienti, a famiglie numerose o a fasce della popolazione economicamente deboli. Il Comune potrebbe anche imporre che l’edificio venga realizzato con elevati standard energetici oppure che gli spazi al pianoterra abbiano delle funzioni pubbliche o altro ancora.

    Chiaramente ognuno di questi vincoli influenza il canone del Diritto di superficie poiché riduce la libertà a chi realizza il progetto. I vincoli sono quindi elementi determinanti per stabilire l’importo dell’affitto; più ce ne sono, minore sarà l’importo del canone dovuto. Il Comune che pone dei vincoli incassa meno, ma è anche grazie al capitale di terzi che saranno trovate soluzioni a problemi che altrimenti dovrebbe risolvere da solo, con i soldi dei contribuenti. Questo sarà uno dei temi del prossimo incontro organizzato da CASSI con il gruppo regionale Ticino di Espace Suisse, che avrà luogo la prossima primavera: Diritto di superficie, calcolo del suo valore e aiuti finanziari.

    Non solo l’importo dell’affitto è un elemento determinante quando si stipula un contratto di Diritto di superficie, ma è determinante anche la durata che deve essere commisurata alle condizioni di riversibilità, cioè il valore riconosciuto allo stabile e lo stato in cui si dovrà trovare allo scadere del contratto, cioè nel momento in cui il proprietario ne riprenderà l’uso.

    Il grande vantaggio per i Comuni o per un qualsiasi altro proprietario è che allo scadere del contratto la disponibilità della proprietà torna ad essere dell’ente pubblico o degli eredi, perciò delle future generazioni. Conservare la proprietà è un enorme investimento per il futuro, è una scelta lungimirante. Le future genera-
    zioni avranno proprietà per risolvere loro esigenze, non solo abitative, che saranno mutate nel tempo.

    Nei centri urbani i costi dell’immobiliare sono molto elevati e continueranno a salire poiché la terra è un bene non replicabile. Certamente nel prossimo e medio futuro, è e sarà difficile per la popolazione della fascia media accedervi. Grandi centri, come Zurigo e Ginevra, investono per acquistare proprietà, dandole poi in Diritto di superficie a committenti di utilità pubblica che vi realizzano spazi abitativi a costi accessibili. Lo fanno perché sono consapevoli che è importante riuscire a mantenere un mix di popolazione nelle città, dato che è grazie ad esso che le città rimangono vive. E è importante riuscire a mantenere una fascia media della popolazione nelle proprie città poiché è quella che paga le tasse.

    Una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, anche per progetti abitativi di utilità pubblica, potrebbe portare a interessanti risultati anche in Ticino, sia nelle zone urbane, sia nelle valli. I Comuni di zone periferiche potrebbero essere inte-
    ressati a promuovere questo tipo di progetti che potrebbero contribuire a rivitalizzare zone caratterizzate da una forte decrescita demografica, con conseguente diminuzione di attività e di vita. Se combinati con lo sviluppo di servizi, anche in ambito tecnologico, questi progetti potrebbe contribuire a rivitalizzare e rendere attrattivi i centri periferici.

    Un’annotazione per concludere. Quando l’Ente pubblico mette a disposizione una sua proprietà in Diritto di superficie, deve considerare anche la Legge sulle commesse pubbliche. Per ulteriori informazioni scrivere a info@cassi.ch oppure consultare il sito www.cassi.ch.

    Nella rubrica Eventi sono pubblicate gli interventi dei relatori Federica De Rossa, professoressa dell’Istituto di Diritto
    dell’Università della Svizzera italiana e Daniele Graber, Lic.Iur Dipl. Ing. HTL di
    VIALEX Rechtsanwälte AG.

    È possibile: fare di più – per vivere meglio – spendendo di meno. ■

  • deltaVERDE

    deltaVERDE

    Premessa
    deltaZERO è «un gruppo di progettisti nei settori dell’architettura e dell’urbanistica che si prefigge l’obiettivo di costruire edifici e città per l’uomo del 21° secolo». Il gruppo è leader in Svizzera nella progettazione di edifici a zero emissioni e ha sviluppato alcuni edifici-prototipo autopromossi, verificando così direttamente i sistemi proposti nei progetti dello studio.

    Nel 2008 l’edificio deltaZERO a Paradiso ha proposto un nuovo standard per gli edifici a basso consumo energetico del futuro, caratterizzati da flessibilità e trasparenza. È stato seguito deltaROSSO, un edificio-prototipo, una palazzina locativa ad uso misto residenziale-amministrativo, insignita del premio speciale dell’Agenzia Solare Svizzera 2019 per il miglior edificio plurifamiliare ad energia positiva

    Ora il «banco di prova» è rappresentato dal complesso deltaVERDE, nel quale vengono ulteriormente sviluppate le caratteristiche già proposte nei prototipi precedenti.

    Caratteristiche
    Il complesso di 5’000 m2 e 86 posti auto, è caratterizzato da due volumi abitabili collocati su uno zoccolo che funge da autorimessa depositi e locali tecnici.

    Il terreno, di proprietà degli azionisti di deltaZERO, è a beneficio di una licenza edilizia cresciuta in giudicato.

    L’edificio nel rispetto della filosofia di deltaZERO è stato sviluppato per presentare le seguenti caratteristiche:
    -rispetto dell’ambiente, quindi nessuna emissione in atmosfera e produzione di energia superiore ai consumi
    -superiore ai consumi
    -massima flessibilità, grazie a un concetto modulare di progetto con conseguente possibilità di modificare destinazione e partizioni a seconda delle richieste del mercato; facilità di trasformazione in ogni momento grazie al pavimento tecnico radiante smontabile di concezioni deltaZERO
    -alto comfort abitativo, con ventilazione
    continua, grandi superfici radianti caldo e freddo con conseguente ridotto delta di temperatura nella distribuzio-
    ne, aria filtrata e ionizzata, domotica

    Ubicazione
    Chiasso è un comune a pochi chilometri dai laghi di Lugano e Como e in prossimità delle loro numerose attrattive; è l’ubicazione ideale per chi vuole vivere tranquillo e al contempo connesso con le reti di servizi e trasporti locali e internazionali.

    deltaVERDE è situato in via Sottopenz, a pochi passi dal centro storico e immerso nel verde del Parco della collina del Penz, con i suoi percorsi ombreggiati e rilassanti che offrono possibilità di svago nella natura.

    L’ubicazione è strategica dal punto di vista logistico: in pochi minuti a piedi si raggiungono la stazione ferroviaria, la piazza centrale del Comune e tutti i servizi. La posizione va quindi incontro alle richieste di una clientela giovane che desidera una vita libera dall’uso costante dell’automobile, anche se l’autostrada si trova in prossimità.

    Innovazione
    Integrazione di tecnologie per il risparmio energetico e per la produzione di energia.

    Implementazione di nuovi concetti atti a garantire la flessibilità di destinazione e d’uso degli spazi in base alle esigenze in continuo mutamento dell’utente contemporaneo.

    I sistemi tecnologi d’avanguardia adottati comportano zero emissioni e zero consumi, massima flessibilità e un alto comfort e garantiscono quindi di conseguenza la tenuta del valore commerciale dell’immobile anche sul lungo periodo.

    Energia positiva
    deltaVERDE produce più energia di quanta ne consumi grazie a:
    -una progettazione attenta alla massa e all’isolamento termico ottimale
    -una produzione energetica con due termopompe reversibili
    -collettori solari e pannelli fotovoltaici integrati nell’involucro dell’edificio

    Comfort
    -illuminazione ottimale garantita da ampie vetrate
    -aria pulita grazie alla ventilazione
    continua con filtraggio e ionizzazione dell’aria
    -raffrescamento estivo e deumidificazione dell’aria
    -attivazione termica della massa del tetto
    -domotica e possibilità di modifica rapida dell’impianto elettrico secondo le esigenze dell’utente grazie al pavimento sopraelevato smontabile

    Flessibilità
    Scelta di un sistema costruttivo che permette di suddividere gli spazi secondo le necessità dell’utente e di adattarli durante l’intero ciclo di vita dell’edificio alle esigenze della residenza e del lavoro, in continua trasformazione.

    Gli spazi possono quindi ospitare appartamenti, uffici o soluzioni miste ed essere facilmente modificati; ogni piano è suddivisibile in un numero flessibile di unità, a seconda delle esigenze.

    Costi contenuti
    Nonostante le caratteristiche eccezionali dell’edificio per tecnologia, comfort e materiali impiegati, attraverso un progetto lineare e modulare si intende immettere sul mercato spazi residenziali e/o amministrativi di altissima qualità in uno stabile a energia positiva con costi in linea con il mercato medio locale. Tale filosofia di progetto si traduce in un mantenimento del valore dell’edificio sul lungo periodo, nonostante i cambiamenti climatici in atto e i mutamenti delle esigenze degli utenti caratteristica della nostra società in rapida e costante trasformazione. ■

  • Edilgroup #unitipercostruire

    Edilgroup #unitipercostruire

    Tradizione e innovazione sono i due concetti fondamentali del progetto che ha portato alla costituzione di Edilgroup, il principale rivenditore in Ticino di prodotti e materiali da costruzione. Con otto sedi operative, una sede centrale commerciale e amministrativa, distribuite sull’intero territorio cantonale, e un’ottantina di collaboratori, il nuovo attore si accredita sul panorama regionale edile come partner competente e affidabile di architetti, imprese e artigiani del settore.

    Il dato che impressiona maggiormente sono tuttavia i complessivi 230 anni di esperienza sui cantieri, portati in dote dalle tre aziende dal cui incontro è nato Edilgroup: Ghielmimport SA, Taiana SA e Wullschleger SA. Fino a qualche mese fa concorrenti, con lungimiranza e realismo hanno deciso di contribuire, ognuno con il meglio del proprio know-how, al successo di un’iniziativa imprenditoriale inedita, con lo scopo di affrontare le sfide di un mercato competitivo ed esigente, sul quale non mancheranno le opportunità da cogliere.

    Fra tradizione e innovazione
    Innovare, certo, ma come? I magazzini saranno allestiti in modo da garantire la necessaria visibilità ai prodotti. I clienti potranno contare su una consulenza professionale. Un importante contributo è inoltre atteso dall’ufficio marketing, le cui strategie contemplano l’utilizzo dei principali moderni strumenti di comunicazione.

    «Abbiamo definito nuovi traguardi fra sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, integrando strumenti digitali, finanziari e progettuali. Non è solo una questione di competitività- sostiene Oliviero Milani, CEO di Edilgroup- ma anche di diversificazione dell’offerta, ampliando le competenze e specializzandoci per fornire soluzioni di eccellenza, cercando l’equilibrio tra qualità e prezzo. La persona è al centro dei nostri pensieri e del nostro agire, poiché è unicamente con un capitale umano forte, competente e che dimostra di credere nei valori che ci identificano, che potremo veramente raggiungere gli obiettivi. Il nostro motto #unitipercostruire non rappresenta solamente l’unione di tre aziende storiche nel panorama cantonale, significa soprattutto mettere in comune le forze e collaborare con clienti e fornitori per offrire la miglior consulenza specialistica, un servizio d’eccellenza e soluzioni innovative di qualità». ■

  • Emmi testa i camion a idrogeno

    Emmi testa i camion a idrogeno

    Emmi ha messo in funzione due camion a idrogeno di Hyundai Hydrogen Mobility , secondo un comunicato stampa . L’azienda ora lo testerà nella logistica. Collabora con l’ Associazione Svizzera per la mobilità dell’idrogeno .

    Emmi trasporta ogni giorno circa 8.000 pallet da A a B per fornire ai propri clienti in Svizzera prodotti lattiero-caseari freschi. L’azienda ha attualmente 140 veicoli in uso per questo scopo, che percorrono 9,3 milioni di chilometri all’anno. Emmi ha spostato alcuni dei suoi trasporti su rotaia. Tuttavia, questo mezzo di trasporto ecologico è limitato in vari modi. D’altra parte, Emmi vede un grande potenziale nel passaggio ai camion a idrogeno.

    Rispetto ai tradizionali camion diesel, i camion a idrogeno possono risparmiare circa 70-80 tonnellate di CO2 all’anno, afferma la società nel comunicato stampa. Invece di CO2, questi veicoli emettono vapore acqueo.

    Emmi rifornirà i due camion a idrogeno presso la rete di stazioni di rifornimento H2 dell’azienda Hydrospider di Opfikon, attualmente in fase di ampliamento in Svizzera. Questo fornisce il 100% di idrogeno senza emissioni. Secondo le informazioni, un serbatoio di carburante è sufficiente per un’autonomia fino a 400 chilometri. Il carburante ecologico consente anche di azionare unità ausiliarie, come il frigorifero.

  • Il film sulla regione energetica di Knonauer Amt celebra la sua anteprima

    Il film sulla regione energetica di Knonauer Amt celebra la sua anteprima

    L’ufficio di Knonau è “dieci anni in anticipo sui tempi”, ha affermato il consigliere governativo Dr. Martin Neukom ad agosto in occasione del decimo anniversario della regione energetica Knonauer Amt. “Una forza trainante per la transizione energetica”, ha affermato Andrew Darrell, membro del New York Sustainability Advisory Board. Pensava che il mondo avrebbe dovuto scoprire questo progetto pilota, scrive Affolter Anzeiger. Insieme alla Swiss Pro Evolution Foundation e al WWF Svizzera , ha avviato un film sul lavoro esemplare della regione energetica Knonauer Amt. È stato presentato in anteprima giovedì. Il suo titolo: ” Pieno di energia verso il futuro – una regione fa affidamento sulle energie rinnovabili “.

    Il film racconta le iniziative che i 14 comuni di questa regione del cantone di Zurigo hanno intrapreso e stanno facendo per frenare il cambiamento climatico: la casa a risparmio energetico di Stallikon, dove i bambini possono vivere l’energia in modo giocoso, l’impianto solare previsto sopra la A4, il Economia circolare dell’impianto biogas di Rickenbach, il numero di impianti di teleriscaldamento a legna CO2 neutri sopra la media. Nel 2010, i comuni hanno integrato il progetto della regione energetica Knonauer Amt nella promozione della loro posizione. Il loro obiettivo è produrre l’80% del loro fabbisogno energetico entro il 2050 da soli e con energie rinnovabili.

    Numerosi esperti hanno voce in capitolo nel film, tra cui Andreas Fischlin, membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change ( IPCC ) e professore presso l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo ( ETH ). “Abbiamo la stessa concentrazione di CO2 di 3,5 milioni di anni fa”, avverte. A quel tempo in Svizzera c’erano una flora e una fauna tropicali. Il professore dell’ETH Anton Gunzinger chiede un maggiore utilizzo delle energie locali. Ciò garantisce una maggiore indipendenza e che più soldi rimangono nel ciclo regionale: “Abbiamo bisogno di più uffici fiscali in Svizzera!”

  • Vebego unisce le forze con lo spin-off ETH

    Vebego unisce le forze con lo spin-off ETH

    Vebego Schweiz Holding AG offre diverse soluzioni nel settore immobiliare. L’azienda con sede a Zurigo sta ora collaborando con Archilyse, uno spin-off dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo ( ETH ).

    Archilyse ha sviluppato software per l’analisi immobiliare. Questo può creare modelli virtuali di immobili, che vengono integrati in un modello dell’ambiente. Ad esempio, Archilyse può calcolare la quantità di luce solare che scorre nelle stanze o qual è la vista. Le analisi vengono offerte a sviluppatori di progetti, architetti o società immobiliari, ad esempio, che possono commercializzarle.

    Lo scopo della partnership tra Vebego e Archilyse è quello di essere “in prima linea nel mercato” e di commercializzare anche le tecnologie immobiliari a livello internazionale, secondo un comunicato stampa . Archilyse lavorerà, tra gli altri, con Move Consultants , controllata di Vebego.

    “La collaborazione con Move Consultants come l’attuale ‘Master of Floor Plan and Areas’ porta Archilyse e il suo modello di business a un nuovo livello”, si legge nel comunicato stampa Matthias Standfest, fondatore e CEO di Archilyse. “Da un lato, Move è il numero uno quando si tratta di elaborazione digitale dei dati immobiliari e, dall’altro, i numerosi clienti Move possono beneficiare delle ampie analisi di Archilyse senza grandi sforzi”.

  • Crowdlitoken lancia la piattaforma in Europa

    Crowdlitoken lancia la piattaforma in Europa

    Crowdlitoken ha lanciato la sua piattaforma per gli investimenti immobiliari in Europa. Secondo un comunicato stampa , l’azienda sta svolgendo un ruolo pionieristico globale. Gli investitori possono utilizzare la piattaforma per acquistare obbligazioni digitali su immobili e mettere insieme il proprio portafoglio.

    Gli investitori possono, ad esempio, partecipare a una proprietà commerciale in Svizzera, con la quale Crowdlitoken ha deciso di collaborare a ottobre. La proprietà si trova a Oensingen SO e ha un valore di mercato di 9,15 milioni di franchi. Gli investitori possono utilizzare la piattaforma per partecipare a proprietà a partire da CHF 100.

    “Un bel giorno. Con questa piattaforma stiamo finalmente mantenendo la nostra promessa agli investitori “, si legge nel comunicato stampa Domenic Kurt, CEO di Crowdlitoken. “A questo punto, molte grazie alla fiducia e alla pazienza degli investitori fin dall’inizio”.

    Crowdlitoken sta attualmente preparando il secondo round di finanziamento. Recentemente sono state portate in Consiglio nuove personalità.

  • EKZ fornisce alla valle di Limmat altri 80 megawatt

    EKZ fornisce alla valle di Limmat altri 80 megawatt

    Le centrali elettriche del cantone di Zurigo (EKZ) hanno messo in funzione la loro terza sottostazione nella valle del Limmat con l’impianto di Oberengstringen. Il Limmattal è ora rifornito dalle tre sottostazioni Schlieren, Dietikon e Oberengstringen. La nuova sottostazione con una capacità di 80 megawatt sarà gradualmente messa in funzione entro il prossimo febbraio.

    “Ciò significa che siamo molto ben attrezzati per la domanda di energia in costante crescita nella regione”, ha citato in un’intervista Hans-Peter Häberli, responsabile delle costruzioni e dei sistemi di EKZ. La ripresa economica nel Limmattal con l’insediamento di nuove società, un grande data center e la Limmattalbahn sta causando un forte aumento della domanda di elettricità. Häberli: “In generale, negli ultimi anni abbiamo assistito a forti aumenti del carico nella valle di Limmat. In futuro, la domanda di energia sarà guidata dalla Limmattalbahn e dalla creazione di un data center nella regione. La sottostazione di Schlieren, che in precedenza forniva energia alla regione, deve quindi essere alleggerita. La sua capacità presto non sarebbe più sufficiente “.

    L’energia elettrica viene convertita nella nuova sottostazione. Nel caso di Oberengstringen, EKZ rileva l’elettricità con una tensione di 110 kilovolt dalla rete ad alta tensione Axpo. L’energia viene convertita in 16 kilovolt con due trasformatori da 40 megawatt, secondo il sito web EKZ. L’elettricità sarebbe quindi stata ulteriormente ridotta fino a quando non fosse immessa nella rete per gli utenti finali come i complessi residenziali.

    Il nuovo impianto verrà allacciato gradualmente entro febbraio. Secondo Häberli, Oberengstringen sarà quindi completamente connesso alla rete ad alta tensione Axpo. Vengono quindi rifornite le comunità di Ober- e Unterengstringen, Weiningen e parti di Schlieren.

  • L'area di Fehlmann ottiene le facciate fotovoltaiche

    L'area di Fehlmann ottiene le facciate fotovoltaiche

    Circa dieci anni fa, BGP ha costruito sei edifici residenziali a forma di padiglione di varie dimensioni nel sito Fehlmann a Winterthur. Lo studio di architettura di Zurigo informa in un messaggio che lo sviluppo dell’area è stato completato con altri due edifici. Da lontano, i nuovi edifici sono indistinguibili dalle vecchie sovrastrutture.

    Ad un esame più attento, tuttavia, diventa chiara un’importante differenza, spiega BGP. Le facciate degli edifici eretti nel 2010 sono state realizzate con pannelli di vetro smaltato nero. Nei nuovi edifici sono stati invece installati moduli fotovoltaici che producono energia elettrica. Ciò significa che la facciata può assumere “una moltitudine di compiti”, dice il messaggio. La protezione, la regolazione del clima, la rappresentazione e l’identificazione sono specificatamente menzionate.

    Prima di realizzare lo sviluppo, BGP ha misurato la domanda di elettricità negli edifici esistenti. Secondo l’annuncio, aveva la distribuzione prevista per uno sviluppo residenziale, con picchi al mattino e alla sera. Queste vette potrebbero essere coperte meglio con moduli integrati nella facciata che con un sistema installato sul tetto, spiega lo studio di architettura. Inoltre è stato installato un impianto fotovoltaico sulle coperture dell’edificio. Il complesso immobiliare è inoltre dotato di colonnine di ricarica per auto elettriche.

  • EWA – energieUri riceve il marchio di qualità

    EWA – energieUri riceve il marchio di qualità

    L’associazione ha sviluppato il marchio di qualità vsas-certified.swiss al fine di promuovere la redditività, la qualità dei prodotti, le conoscenze specialistiche e la sicurezza delle sue aziende associate, scrive l’Association for Switchgear and Automatic Systems Switzerland (VSAS) sul suo portale Internet. EWA – energieUri ha superato con successo l’ampio audit per l’assegnazione della certificazione. Ciò significa che il fornitore di energia di Uri è la prima azienda in Svizzera a ottenere la certificazione, scrive EWA – energieUri in un comunicato stampa .

    “Costruiamo quadri di tutte le dimensioni per clienti in tutta la Svizzera”, si legge nel comunicato stampa Kilian Huwyler, responsabile della costruzione e automazione dei quadri di EWA. “Lo spettro spazia dai pannelli domestici ai quadri complessi per l’industria”. Quest’anno, il fornitore di servizi energetici con sede a Uri ripensa al 125 ° anniversario dell’azienda.

  • Uri adotta la strategia di digitalizzazione

    Uri adotta la strategia di digitalizzazione

    Secondo un comunicato stampa, il consiglio del governo di Uri ha approvato la sua strategia di digitalizzazione. Questo definisce la direzione generale che il Cantone vuole prendere nel campo della digitalizzazione. Serve anche come quadro di orientamento per l’attuazione di progetti strategici nei prossimi cinque-dieci anni. Nel complesso, la strategia dovrebbe dare una spinta positiva all’attrattiva della località residenziale e commerciale Uri, affermano.

    Nel programma governativo dal 2020 al 2024, il consiglio governativo ha affermato che la digitalizzazione potrebbe “diventare un vero motore di sviluppo per il cantone di Uri e rafforzare in modo significativo la posizione di Uri”. Per questo, devono essere prese in considerazione le “peculiarità sociali di Uris e le speciali opportunità di Uris come sede economica e home office con una qualità di ritiro”.

    Il Canton Uri è stato inoltre sostenuto dall’Università di scienze applicate di Lucerna ( HSLU ) nello sviluppo della strategia di digitalizzazione. Come sottolinea il responsabile del progetto Stephan Käppeli in una comunicazione dell’HSLU di febbraio, il cantone si presta “in vari modi come regione modello per la digitalizzazione”.

  • Il contratto di locazione viene firmato digitalmente per la prima volta

    Il contratto di locazione viene firmato digitalmente per la prima volta

    Flatfox che Verit Immobilien AG e Skribble hanno, secondo un comunicato, hanno raggiunto una pietra miliare nella digitalizzazione di Mietabschlüssen: il contratto di noleggio elettronico sviluppato congiuntamente è stato firmato legalmente vincolante a Zurigo. Questa è stata la prima volta che un processo di noleggio è stato gestito digitalmente in Svizzera.

    Con la firma elettronica resa possibile da Skribble, i potenziali inquilini e proprietari possono ora firmare un contratto di locazione “in modo semplice e sicuro” sul proprio smartphone, computer o tablet. Ciò significa che i contratti di locazione non devono più essere stampati e quindi richiedere molto tempo per essere inviati avanti e indietro per posta.

    “Sono un fan delle cose online”, ha detto il primo inquilino a firmare elettronicamente un contratto di locazione in Svizzera. “Penso che sia fantastico firmare un contratto di locazione con la semplice pressione di un pulsante. Il concetto mi consente di archiviare il mio contratto di noleggio in formato digitale “.

    Secondo l’annuncio, il manager zurighese di Verit Immobilien AG, che ha controfirmato questo contratto, ha particolarmente apprezzato la facilità d’uso e il tempo risparmiato. Il progetto pilota avviato con successo deve essere completamente integrato nel primo processo di rilancio di Verit Immobilien AG in futuro.

  • Belimo integra la piattaforma per la creazione di dati

    Belimo integra la piattaforma per la creazione di dati

    La piattaforma Facilio ha lo scopo di consentire ai clienti Belimo di utilizzare l’Internet of Things (IoT) per raccogliere dati in tempo reale sui processi negli impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento (sistemi HVAC) e per verificare le prestazioni dell’edificio, spiega lo specialista HVAC -Sistemi dell’Oberland zurighese nel messaggio . Facilio, che ha la sua sede a New York, e Belimo hanno concordato una cooperazione corrispondente, dice lì. “La sinergia tra l’ecosistema digitale di Belimo e la piattaforma operativa e di manutenzione di Facilio utilizza i dati disponibili per sbloccare il potenziale degli edifici collegati in rete e affrontare le nuove sfide”, ha affermato Salvatore Cataldi, Esperto IoT di Global Strategic Building di Belimo, citato nel comunicato stampa.

    I dati raccolti hanno lo scopo di servire i proprietari e gli operatori immobiliari come base per l’attuazione di misure di sostenibilità efficienti, spiega ulteriormente la comunicazione. “Facilio e Belimo forniranno ai clienti che stanno passando a un modello operativo agile e supportato dai dati un unico ambiente operativo in rete attraverso il quale possono visualizzare e controllare le loro stanze e le loro apparecchiature in tempo reale”, ha affermato Prabhu Ramachandran, CEO e fondatore di Facilio, citare lì. I due partner desiderano inoltre utilizzare la cooperazione per rispondere alla crescente domanda di soluzioni per un funzionamento efficiente degli edifici.

  • Lidl dimezza l'impronta

    Lidl dimezza l'impronta

    Lidl ha superato un obiettivo ambientale autoimposto. Entro il 2020 l’azienda voleva ridurre le sue emissioni relative di CO2 del 35% rispetto al 2013, spiega Lidl Svizzera in un comunicato stampa . Alla fine, tuttavia, le emissioni di CO2 sono state ridotte del 53%. Come misura particolarmente efficace, Lidl evidenzia un cambiamento nella propria area di trasporto. La società prevede di utilizzare solo camion alimentati a gas di petrolio bio-liquefatto entro il 2030.

    Lidl Svizzera ha introdotto un sistema di gestione della CO2 in cui vengono registrate le emissioni annuali di CO2 dell’azienda, spiega ulteriormente la comunicazione. Partendo da questo, l’azienda ricava misure per ridurre le emissioni. Le restanti emissioni vengono compensate.

    Questa è la quinta volta che Lidl Svizzera soddisfa le condizioni per la certificazione con la Swiss Climate Label CO2-neutral, secondo l’annuncio. Secondo lei, Lidl Svizzera è la prima azienda del suo genere in Svizzera le cui filiali e centri di distribuzione merci sono tutti certificati secondo lo standard di efficienza energetica ISO 50001.

  • Energy Lab mira a fornire innovazioni per la transizione energetica

    Energy Lab mira a fornire innovazioni per la transizione energetica

    L’ NTN Innovation Booster Energy Lab inizierà ufficialmente i suoi lavori a gennaio 2021. Tuttavia, una tale dinamica è già emersa che il primo di un totale di 50 progetti pianificati è già stato lanciato, scrive l’ Università di scienze applicate di Lucerna in un comunicato stampa . Dovrebbero portare a innovazioni nella generazione, stoccaggio e utilizzo efficienti di energie rinnovabili che siano anche commerciabili.

    Il consorzio di oltre 200 membri è gestito strategicamente dall’Università di scienze applicate di Lucerna. Oltre al Central Switzerland Innovation Park e al NEST – la piattaforma di ricerca e innovazione del Federal Materials Testing and Research Institute e dell’istituto di ricerca sull’acqua del settore ETH – questo include numerose altre istituzioni, tutte le università svizzere di scienze applicate e l’ ETH di Zurigo . L’Energy Lab è finanziato dall’agenzia svizzera per l’innovazione Innosuisse con 1,5 milioni di franchi per un periodo iniziale di quattro anni.

    Più di 200 aziende sono già collegate tramite il Central Switzerland Innovation Park, “e la tendenza è in aumento”, continua il messaggio: “Perché l’Energy Lab è una rete aperta a cui le parti interessate possono contribuire in qualsiasi momento”.

    “Le sfide sono così complesse che non possono più essere risolte con misure individuali, ma solo con una cooperazione su larga scala tra industria, politica, scienza e società”, si cita nella comunicazione Ludger Fischer, responsabile del progetto e professore presso l’Università di scienze applicate di Lucerna. . “Le soluzioni offriranno un valore aggiunto concreto per l’economia e potranno quindi essere implementate!”

  • Gli algoritmi aiutano a gestire i carichi di potenza

    Gli algoritmi aiutano a gestire i carichi di potenza

    L’attivazione simultanea di molti dispositivi elettrici crea enormi carichi di rete. Dal momento che fino al 60% dei costi di utilizzo della rete per le società di fornitura di energia sono calcolati da questi picchi di carico, hanno un interesse vitale nell’evitarli o almeno nel livellarli il più possibile. Secondo un comunicato stampa, l’Università di scienze applicate e arti (HSLU) di Lucerna ha ora trovato una soluzione insieme ai partner.

    Ciò che serve è “una gestione intelligente ed efficiente dell’energia e del carico con l’aiuto della quale l’energia può essere spostata”, si legge Andrew Paice in questa comunicazione. È a capo del centro di ricerca sull’intelligence edilizia dell’HSLU chiamato iHomeLab. Il suo team ha sviluppato il prototipo di un tale sistema insieme al Centro di competenza HSLU per lo stoccaggio dell’energia termica, la compagnia elettrica Vilters-Wangs e i partner commerciali Asgal Informatik e Semax . L’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione Innosuisse sostiene il progetto.

    L’intelligenza artificiale sviluppata dai team e i suoi algoritmi utilizzano i dati di dispositivi di lettura dell’elettricità intelligenti, i cosiddetti contatori intelligenti. I ricercatori lo hanno utilizzato per calcolare i modelli termici degli edifici. Gli algoritmi “identificano dispositivi che consumano energia come pompe di calore, caldaie o e-mobile e dispositivi di produzione di energia come i sistemi fotovoltaici”, spiega Paice. Quindi il massimo consumo energetico, i tempi di accensione e spegnimento e il consumo energetico giornaliero vengono combinati con le previsioni di temperatura e meteo. Ciò ha consentito di fare previsioni precise.

    Con questi risultati del progetto, le due società coinvolte nel progetto potrebbero ora offrire ai fornitori di energia un servizio che li aiuterebbe a risparmiare sui costi, senza la necessità di ulteriori investimenti nelle loro reti di distribuzione.

  • La Svizzera firma la dichiarazione internazionale per la mobilità elettrica

    La Svizzera firma la dichiarazione internazionale per la mobilità elettrica

    Secondo un comunicato stampa dell’Ufficio federale dell’energia ( UFE ), la Svizzera ha firmato giovedì una dichiarazione internazionale per l’obiettivo di zero emissioni nei trasporti nell’ambito del Global e-Mobility Forum 2020. Questa dichiarazione è intitolata ” Katowice Partnership for E-Mobility “. È nata a dicembre 2018 alla Conferenza mondiale sul clima a Katowice, in Polonia. Oggi è composto da 44 stati e circa tre dozzine di unità amministrative subnazionali, federazioni cittadine e organizzazioni non governative.

    Secondo gli organizzatori, 38 paesi dei cinque continenti, nonché organizzazioni e alleanze, avevano già aderito a questa dichiarazione, oltre a 1.500 città e regioni e 1.200 aziende. In totale, rappresentavano oltre un terzo della popolazione mondiale. A quel tempo, la Svizzera non ha firmato la dichiarazione a causa del “lavoro legislativo e politico in sospeso”, secondo l’UFE nella comunicazione.

    Tuttavia, nel dicembre 2018, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni ( DATEC ) e “numerosi attori svizzeri” hanno lanciato “con grande successo” la Roadmap 2022 per l’elettromobilità. L’obiettivo di questa roadmap è aumentare la quota di veicoli elettrici nelle nuove immatricolazioni al 15% entro il 2022. “Niente ostacola la firma del ‘Katowice Partnership for E-Mobility’”.

    Non porta con sé “diritti e obblighi”. Ma i paesi e le organizzazioni sottoscritti dovrebbero promuovere veicoli a emissioni zero, fissare obiettivi per la flotta e lavorare insieme a livello internazionale. Ulteriori obiettivi sono la promozione del trasporto pubblico verde, l’espansione di un’infrastruttura intelligente, il miglioramento della qualità dell’aria e la ricerca e sviluppo in queste aree.

  • I privati possono partecipare a grandi sistemi solari

    I privati possono partecipare a grandi sistemi solari

    I clienti di Romande Energie possono investire nei propri sistemi solari senza avere un proprio tetto. Il fornitore di energia vodese vuole costruire un impianto solare di 1700 metri quadrati nella fattoria Petite Chamberonne di Bertrand Pittet a Etagnières, scrive in un comunicato stampa . Permette ai suoi clienti di partecipare. In cambio, la quota corrispondente della produzione di energia solare nella fattoria sarebbe detratta dalla bolletta elettrica privata.

    Romande Energie vuole attirare un numero sufficientemente ampio di investitori per il suo progetto Jardin Solaire – giardino del sole – entro la primavera del 2021. L’impianto dovrebbe entrare in funzione prima dell’estate.

    Il fornitore di energia del Vaud ha già lanciato un progetto simile a Mont-sur-Rolle nel dicembre 2019. 37 clienti privati hanno partecipato al Jardin Solaire.

  • La centrale di Erstfeldertal produce la sua prima elettricità

    La centrale di Erstfeldertal produce la sua prima elettricità

    Altre 7200 economie domestiche nel Canton Uri possono essere alimentate con elettricità senza CO2. La centrale idroelettrica del fornitore di energia EWA all’ingresso dell’Erstfeldertal è stata avviata giovedì e ha prodotto per la prima volta elettricità. “In due anni e mezzo dalla prima fase di approvazione alla messa in servizio è assolutamente unico per una centrale elettrica di queste dimensioni”, si legge in un comunicato stampa di EWA, il presidente della direzione di EWA, Werner Jauch.

    Prima di allora, per ben 100 anni era stata sviluppata un’ampia varietà di studi e progetti. “Sono scomparsi tutti di nuovo nel cassetto”, scrive l’EWA. E anche questo progetto “è stato più volte sul filo del rasoio”. Ormai era urgente perché tra un mese sarebbero scaduti i contributi del sussidio nazionale alla centrale. Avrebbe fallito il progetto. “Credevamo che fosse fattibile e siamo riusciti a mettere in funzione la centrale elettrica più di un mese prima della scadenza”, afferma Jauch.

    Circa 45 aziende di Uri sono state coinvolte nella costruzione, spiega Peter Dittli, vicepresidente del consiglio di amministrazione di KW Erstfeldertal AG . Il 75 percento dell’investimento totale di 37 milioni di franchi è rimasto a Uri come valore aggiunto. Inoltre, ci sarebbero interessi sull’acqua e entrate fiscali. Infine, anche il funzionamento e la manutenzione hanno assicurato i lavori. Tutto questo è “particolarmente prezioso in tempi economicamente difficili”, ha detto Jauch. “La pandemia della corona ci mostra quanto sia importante la produzione locale quando le catene di approvvigionamento internazionali collassano molto rapidamente”.

  • I ricercatori ZHAW e Zühlke stanno rendendo i sistemi solari più economici

    I ricercatori ZHAW e Zühlke stanno rendendo i sistemi solari più economici

    Quando si costruisce il proprio impianto fotovoltaico, i costi di pianificazione e amministrativi sono spesso più costosi rispetto all’acquisto dei moduli di generazione di elettricità. Il ricercatore Franz Baumgartner dell’Università di scienze applicate di Zurigo ha affrontato questo problema. Secondo un comunicato stampa, sta utilizzando la tecnologia moderna per ridurre i costi di pianificazione. Baumgartner, responsabile del corso di tecnologia energetica e ambientale presso la ZHAW School of Engineering, ha affermato: “Con piccoli impianti fotovoltaici su case unifamiliari, solo un quinto dei costi è ora imputabile ai moduli stessi”. documentazione necessaria.

    Baumgartner e l’Istituto ZHAW per i sistemi energetici e l’ingegneria dei fluidi, in collaborazione con lo specialista dell’innovazione di Schlierem Zühlke, hanno iniziato proprio a questo punto. Secondo il comunicato stampa, Baumgartner ha conosciuto l’uso degli occhiali HoloLens nel settore medico e vuole sfruttarne i vantaggi nel fotovoltaico.

    “Per il lavoro amministrativo sono necessarie fino a 15 ore di lavoro per sistema”, afferma Baumgartner. Le applicazioni edili, i piani di protezione antincendio e le ispezioni contribuiscono a far aumentare i costi. È più facile risparmiare denaro con processi più efficienti che con moduli più economici. Secondo Baumgartner, parte della soluzione potrebbe essere l’HoloLens. Durante le misurazioni su tetti piani, ad esempio, i vetri HoloLens mostrano i punti di assemblaggio dei sistemi progettati con una precisione di due centimetri e quindi creano un’immagine virtuale del sistema.

    Baumgartner: “Oltre al suo potenziale per documentare l’intero processo, ha un grande vantaggio: può misurare, pianificare, offrire e dimostrare il sistema ai clienti finali da un’unica fonte”. L’uso di personale specializzato è ridotto, il che solleva finanziariamente i clienti. Baumgartner: “A causa degli alti salari, il sistema pagherà prima in Svizzera”.

    Il ricercatore ZHAW Baumgartner vuole estendere la sua applicazione a tutti i tipi di tetti piani e parcheggi coperti. “Stiamo elaborando una domanda di progetto per l’Ufficio federale dell’energia e abbiamo già ricevuto segnali positivi da Berna”.

  • Entra in funzione la distilleria innovativa

    Entra in funzione la distilleria innovativa

    Il nuovo edificio di Amlikon-Bissegg è, tra l’altro, la “distilleria più moderna della Svizzera”, come viene chiamata in un comunicato stampa dalla Macardo Swiss Distillery GmbH . La bottega è anche la più innovativa in Europa, prosegue l’azienda della St.GallenBodenseeArea. Per l’inaugurazione erano previste due giornate di festa con un programma corrispondente, ma questo è stato impedito dalla crisi Corona. “Tuttavia, apriremo il 28 novembre 2020 e inizieremo a gestire la distilleria, il B&B premium, il luogo dell’evento e il bar con cigar lounge. Innumerevoli persone hanno lavorato intensamente per questo negli ultimi mesi ”, si legge nel messaggio Martina Bössow, proprietaria della Macardo Swiss Distillery GmbH.

    In apertura, il negozio, anch’esso integrato nel nuovo edificio, sarà a disposizione dei visitatori. Qui vengono offerti ottimi brandy, disinfettanti Macardo e una “prima mondiale per tutti i fan del whisky”, come diceva von Bössow. E dal 30 novembre a piccoli gruppi di sei persone verranno proposte visite guidate gratuite per le quali è richiesta la registrazione.

    Il nuovo edificio è stato costruito attorno a un caseificio che ha più di 100 anni. In distilleria il focus è sull’artigianato, sottolineato da un processo sostenibile. La moderna tecnologia viene utilizzata anche nel negozio di barili, che garantisce un clima ambientale ottimale per i 400 barili. Oltre al bar e lounge, al negozio e alla sala eventi, sono a disposizione dei visitatori dieci camere e due appartamenti con offerta di pernottamento e prima colazione (B&B).

  • Gli effetti della pandemia sull'industria e sull'edilizia si stanno indebolendo

    Gli effetti della pandemia sull'industria e sull'edilizia si stanno indebolendo

    Secondo una dichiarazione dell’Ufficio federale di statistica ( UST ), la produzione nel settore secondario in Svizzera è diminuita del 4,4% su base annua nel terzo trimestre del 2020. Allo stesso tempo, le vendite delle aziende svizzere dell’industria e dell’edilizia sono diminuite del 6,3 per cento. La pandemia di coronavirus continua così “a lasciare il segno nel settore secondario”, scrivono gli analisti di FSO. Rispetto al trimestre precedente, tuttavia, le flessioni sono state “solo circa la metà”.

    Nel settore industriale, la produzione è diminuita del 5,1% su base annua nel trimestre in esame. Nel corso dei tre mesi è stato osservato un indebolimento del calo. È stato il più forte a luglio con il 6,7%. In agosto la produzione è stata del 5,6% inferiore al valore dell’anno precedente, a settembre il meno si è indebolito al 3,8%.

    Nel settore delle costruzioni, la produzione è diminuita dello 0,4% nel terzo trimestre del 2020 rispetto al terzo trimestre del 2019. C’è stato un calo del 7,2% nella costruzione di edifici. Al contrario, la produzione nell’ingegneria civile e in altri settori dell’edilizia è aumentata rispettivamente del 4,6 e del 2,9%.

    Le vendite nel settore sono state inferiori del 7,9% nel trimestre in esame rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Nei singoli tre mesi sono stati osservati cali gradualmente più deboli tra il 9,7% a luglio e il 5,6% a settembre.

    Nel terzo trimestre del 2020, le vendite nel settore delle costruzioni sono diminuite dello 0,6% rispetto al dato dell’anno precedente. Qui l’intervallo variava da un meno del 6,9% nella costruzione di edifici a un più del 5,1% nell’ingegneria civile.

  • Gli effetti della pandemia sull'industria e sull'edilizia si stanno indebolendo

    Secondo una dichiarazione dell'Ufficio federale di statistica ( UST ), la produzione nel settore secondario svizzero è diminuita del 4,4% su base annua nel terzo trimestre del 2020. Allo stesso tempo, le vendite delle imprese svizzere dell'industria e dell'edilizia sono diminuite del 6,3 per cento. La pandemia di coronavirus continua così "a lasciare il segno nel settore secondario", scrivono gli analisti di FSO. Rispetto al trimestre precedente, tuttavia, le flessioni sono state "solo circa la metà".

    Nel settore industriale, la produzione è diminuita del 5,1% su base annua nel trimestre in esame. Nel corso dei tre mesi è stato osservato un indebolimento del calo. È stato il più forte a luglio con il 6,7%. Ad agosto la produzione è stata del 5,6% inferiore al valore dell'anno precedente, a settembre il meno si è indebolito al 3,8%.

    Nel settore delle costruzioni, la produzione è diminuita dello 0,4% nel terzo trimestre del 2020 rispetto al terzo trimestre del 2019. Un calo del 7,2% è stato registrato nella costruzione di edifici. Al contrario, la produzione nell'ingegneria civile e in altri settori dell'edilizia è aumentata rispettivamente del 4,6 e del 2,9%.

    Le vendite nell'industria sono state inferiori del 7,9% nel trimestre in esame rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Nei singoli tre mesi sono stati osservati cali gradualmente più deboli tra il 9,7% a luglio e il 5,6% a settembre.

    Le vendite nel settore delle costruzioni sono diminuite dello 0,6% rispetto al dato dell'anno precedente nel terzo trimestre del 2020. Qui l'intervallo variava da una diminuzione del 6,9% nella costruzione di edifici a un aumento del 5,1% nell'ingegneria civile.

  • Zurigo riceve il premio d'oro come città energetica

    Zurigo riceve il premio d'oro come città energetica

    Nell’ambito dell’hackathon Climathon di Zurigo, Zurigo è stata nuovamente premiata con l’ etichetta di città energetica d’oro. L’associazione sponsor Energiestadt promuove così il passaggio alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. Secondo un comunicato stampa della città, l’ampliamento degli impianti fotovoltaici sulle proprietà di proprietà della città ha contribuito a questo riconoscimento, così come l’implementazione della rete energetica di Altstetten e Höngg. Anche la nuova linea del tram Hardbrücke e l’ulteriore elettrificazione del trasporto pubblico hanno fatto la loro parte.

    Zurigo ha ricevuto per la prima volta il premio Energy City 20 anni fa. Da allora, gli obiettivi a lungo termine della città sono stati “continuamente modificati”. Ciò includeva, ad esempio, l’ancoraggio della 2000 Watt Society nel codice municipale e gli attuali sforzi verso la neutralità climatica. Alla base di ciò vi sono le priorità della politica energetica definite nel piano regolatore energetico della città di Zurigo.

  • Intershop sta costruendo l'AuPark a Wädenswil

    Intershop sta costruendo l'AuPark a Wädenswil

    L’AuPark sarà costruito nei prossimi anni a Wädenswil-Au sul Lago di Zurigo. È un luogo di vita, lavoro, shopping, Erholens, gioco d’azzardo e istruzione, il sito web si chiama Aupark. Al centro del complesso verrà creato un parco pubblico come elemento di collegamento e zona di incontro per la popolazione di Au. Gli appartamenti dell’AuPark hanno una vista sulla penisola di Au e sul Lago di Zurigo.

    Il progetto è gestito dalla società immobiliare Intershop . Secondo un comunicato stampa, il 17 novembre è stata richiesta la licenza edilizia. Nel mese di luglio è stato approvato il piano progettuale privato dell’attuale area industriale. Secondo Intershop, dovrebbero essere costruiti 231 appartamenti. Un totale di 54 appartamenti sono riservati per una vita a prezzi accessibili. Si prevede di costruire gli edifici secondo lo Swiss Sustainable Building Standard (SNBS) e con una fornitura di energia da pompe di calore. L’inizio dei lavori è previsto nell’autunno 2021 e i primi edifici saranno pronti per essere occupati nell’inverno 2024. È previsto anche il nuovo edificio della scuola cantonale di Zimmerberg. Tuttavia, questo viene eseguito dal Cantone di Zurigo e non da Intershop.

  • Il trasporto pubblico dovrebbe espandere il fotovoltaico

    Il trasporto pubblico dovrebbe espandere il fotovoltaico

    Il fotovoltaico offre a tutte le aziende di trasporto pubblico l’opportunità di prendere in mano gran parte del proprio approvvigionamento energetico. Una nuova guida dell’Ufficio federale dei trasporti fa riferimento a questo. L’autorità lo ha sviluppato insieme all’Associazione svizzera per l’energia solare, Swissolar .

    Come scrive Swissolar in una sintesi di questa guida, l’energia solare può dare un contributo decisivo alla sostituzione delle energie non rinnovabili nei trasporti pubblici. Il consumo di elettricità di tutte le società di trasporto è attualmente di circa 2,7 terawattora. Inoltre, ci sono 120 milioni di litri di diesel. Se in futuro tutti i trasporti pubblici saranno gestiti in modo neutrale in termini di CO2, saranno necessari circa 3,5 terawattora di elettricità. Di questi, 2 terawattora, ovvero il 60 per cento, sarebbero già prodotti dalle centrali idroelettriche delle FFS.

    La produzione dei restanti 1,5 terawattora con l’energia solare richiederebbe circa 1 metro quadrato di superficie dei moduli fotovoltaici per abitante in Svizzera. La stessa superficie per abitante fornisce l’energia necessaria per trasportare una persona su 2.500 chilometri in treno in un anno. Come afferma l’ Ufficio federale dell’energia nella sua rivista energeia plus , il potenziale di energia solare nel parco immobiliare dell’azienda di trasporti svizzera è di 67 terawattora all’anno. Ciò supera del 10 percento l’attuale consumo totale di elettricità in Svizzera.

    La guida fornisce consulenza alle piccole e grandi aziende di trasporto sulle opportunità di investimento e sulle procedure di approvazione per il settore immobiliare, la tecnologia ferroviaria e le infrastrutture. Si occupa anche di opportunità di finanziamento e consumo personale. Fornisce inoltre raccomandazioni ufficiali specifiche che aiutano il trasporto pubblico a diventare neutrale dal punto di vista climatico.