La decarbonizzazione punta sulle pompe di calore per il futuro

L'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica sospende il progetto previsto di utilizzo della geotermia profonda per il Centro sportivo nazionale di Macolin. I costi delle trivellazioni profonde sono più elevati del previsto. Al loro posto saranno utilizzati la geotermia più vicina alla superficie e le pompe di calore.
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La decarbonizzazione punta sulle pompe di calore per il futuro

Il Centro sportivo nazionale di Macolin non sarà riscaldato con energia geotermica proveniente dal sottosuolo. Secondo un comunicato, l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) ha deciso di sospendere il progetto. Il sottosuolo si è rivelato troppo complesso e le trivellazioni profonde avrebbero comportato costi superiori alle previsioni.

L’UFCL ha avviato il progetto geotermico nel 2018. Le indagini avevano evidenziato nel 2023 un potenziale per l’acqua calda a una profondità compresa tra 1500 e 2000 metri. Lo sfruttamento di questo potenziale era già previsto per il 2029.

L’USTG mantiene tuttavia la sua intenzione di decarbonizzare l’approvvigionamento di calore del centro sportivo. A tal fine intende ricorrere alla geotermia più vicina alla superficie e alle pompe di calore. Queste dovrebbero sostituire il gas naturale e i pellet di legno come principali fonti di calore. Secondo il comunicato, ciò dovrebbe essere possibile non prima del 2031.

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